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    Il territorio spagnolo di Ceuta

Mappa di Ceuta   Il 29 settembre del 2005 centinaia di marocchini e abitanti di regioni del centro dell'Africa hanno tentato di scavalcare il confine fra il territorio spagnolo di Ceuta, nel Marocco settentrionale, per entrare così in Spagna, ed essere accolti in un centro di smistamento.

   L'esercito ha contrastato duramente questa indebita invasione; il primo ministro Zapatero ha disposto l'invio di rinforzi. Ci sono stati purtroppo due morti e decine di feriti.

   Ma cos'è esattamente Ceuta, di cui, al solito, i TG hanno parlato pochissimo, come se tutti i telespettatori la conoscessero? Qualche cartina è apparsa, ma non spiegazioni e notizie.

   Prima della conquista della sovranità da parte del Marocco - 1956 - esisteva, oltre al Marocco francese, il Marocco spagnolo, che occupava tutta la parte settentrionale della regione, che è bagnata dal Mediterraneo, tranne la città di Tàngeri, che si affaccia sull'Oceano Atlantico, e che aveva lo status di "territorio internazionale", sotto il controllo di molti Stati europei e, dal 1945, anche degli Stati Uniti.

Mappa di Melilla   Nel 1956 la Francia e la Spagna si ritirarono, anche perché i loro interessi nella regione si erano affievoliti, e nel 1958 i due territori, ex francese ed ex spagnolo, si fusero. Il sultano del Marocco assunse il titolo di re, e anche Tangeri venne assorbita nel territorio del nuovo regno.

   Rimasero però alcune "piazzeforti" sotto la sovranità della Spagna: Ceuta, Melilla, Peñón de Vélez de la Gomera, Peñón de Alhucemas e l'arcipelago delle piccolissime isole Chafarinas.

   Mentre Ceuta (pronuncia "thèuta", con la th come nell'articolo inglese THE) ha la superficie di 19 km² e ha 72.000 abitanti circa, Melilla (pronuncia "meliglia") è ampia solo 12 km², con 66.000 abitanti. I restanti piccoli territori ed isolotti sono grandi 0.65 km², e hanno circa 300 abitanti. Fra questi giova ricordare il minuscolo e disabitato isolotto di Perejil, che fu occupato per poco tempo da militari marocchini, creando un incidente diplomatico abbastanza grave con la vicina Spagna, due anni fa. Perejil si trova a poche centinaia di metri dalla terraferma marocchina, ed era punto di sosta per clandestini e spacciatori di droga.

Cartina della Spagna   Nella cartina allegata, che mostra la Spagna, si possono notare due puntini gialli sulla costa del Marocco: sono Ceuta ad ovest, e Melilla, alquanto più ad est.

   E' interessante osservare che il territorio di Ceuta si affaccia sullo Stretto, proprio di fronte a Gibilterra. Per cui una nave che sta transitando in quel punto diretta verso l'Oceano, anzichè avere a sud il Marocco e a nord la Spagna, per breve tempo ha a sud la Spagna e a nord la Gran Bretagna (o meglio un suo possedimento).

   Ceuta e Melilla sono chiamate correntemente "enclaves", anche se, per me, un'enclave è un territorio circondato completamente da un altro Paese confinante. Mentre le due piazzeforti spagnole hanno un notevole sbocco sul mare, e anche porti attrezzati. Per arrivare a Campione, o alla spagnola Llivia occorre necessariamente attraversare, rispettivamente, la Svizzera e la Francia. Invece una nave che parta da un porto spagnolo, arriva nei due territori africani senza chiedere il permesso a nessuno. Perciò, non enclaves, ma territori staccati dalla madrepatria senza essere, quasi tutti, delle isole.

   Sono stato a Ceuta, venti anni fa, provenendo dal Marocco centrale (Marrakech e Fes) e diretto in Spagna. Ho avuto con sorpresa l'impressione unica di passare istantaneamente dal mondo arabo, un po' caotico e non propriamente ricco, a quello ordinato, occidentale, benestante, cattolico, "europeo" della piccola Ceuta. Le case, le strade, i cartelli, la vita che vi si svolgeva erano completamente diversi da quelli di prima del posto di confine, controllato, fra l'altro, severamente e con una certa asprezza dalle guardie del Marocco.

   Dovunque, a Ceuta, cappelle votive, chiese e campanili, nomi di santi sulle targhe delle strade.

   Due mondi completamente diversi. E si vedeva che le autorità marocchine, già allora, guardavano a questa quasi-enclave con fastidio e ostilità.

   Il 14 novembre di tre anni fa, all'ONU, il ministro degli Esteri del Marocco ha chiesto formalmente alla Spagna la restituzione delle due piazzeforti.

Vito La Colla
 


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