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2.1 Dal materiale al digitale: territori e
luoghi virtuali
La distinzione fra spazio materiale e
spazio virtuale e la loro rappresentazione come componenti
reciprocamente indispensabili allesistenza dello spazio
reale vissuto dalluomo consente di collocare i prodotti
delle nuove tecnologie digitali fra gli elementi del reale.
Questa interpretazione evita un equivoco nel quale è facile
farsi coinvolgere: la collocazione delloggetto di studio in
un "a parte" che consente di evidenziarne le
peculiarità, ma che finisce per attribuirgli unidentità
fasulla, proponendolo come oggetto a sé stante e magari in
contrapposizione agli altri. Una definizione dello "spazio
reale" potrebbe essere prodotta ignorando la presenza del
cyberspazio, verificando successivamente le analogie e le
differenze fra i due oggetti. Alcuni studi hanno già tentato
questo approccio, finendo col chiedersi quali differenze vi siano
fra spazio reale e cyberspazio, se il cyberspazio abbia territori
e se i geografi possano occuparsi di essi (se la geografia come
disciplina possa indagare il cyberspazio). Paradossalmente, è un
po come chiedersi se le "vie dei canti" degli
aborigeni australiani siano spazi reali e come tali di pertinenza
della geografia: per rispondere di sì occorre accettare
lidea che lo spazio sia una produzione culturale umana, che
il linguaggio consenta di produrre luoghi. Lo spazio reale è una
produzione culturale complessa, che oggi non si può descrivere
se non attraverso un percorso nomade fra le sue reti di
prossimità, fra le sue sfaccettature multidimensionali, fra le
relazioni e le interazioni che uniscono i suoi
"attori". Questo studio risponde direttamente alle
questioni senza procedere alla separazione ed anzi collocando il
cyberspazio allinterno delle virtualità che sostengono la
complessità della spazialità umana e indagandone le relazioni e
le dialettiche con lindispensabile supporto dello spazio
materiale nel quale le virtualità si attualizzano.
Lo stesso cyberspazio non potrebbe
esistere senza un supporto materiale attraverso il quale
attualizzarsi: prima di tutto limmenso ipercorpo dei
calcolatori collegati dalla rete mondiale e le sue componenti
hardware, poi tutti gli esseri umani le cui intelligenze possono
interagire attraverso il cyberspazio: esso non avrebbe senso, non
esisterebbe, senza lelemento umano.
Questo secondo capitolo espone una
prima descrizione del cyberspazio, presentandone attraverso il
ricorso alla metafora geografica gli ambienti più noti e
importanti e alcuni concetti (collettività e connettività,
pubblico e privato, globale e locale) indispensabili a una
descrizione dei modi di vita che in essi si sono sviluppati.
(Da: Cristiano Giorda,
CYBERGEOGRAFIA, Torino, Tirrenia Stampatori, 2000, pag. 25-26)
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