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   Allargamento dell'Unione Europea
   (articolo pubblicato il 27 Aprile 2003)

   Esattamente fra un anno dieci nuovi Stati entreranno nell'Unione Europea, portando così a venticinque il numero complessivo dei suoi membri.

   Mediante referendum, i vari popoli di questi Paesi hanno dato e daranno il loro assenso all'ingresso del loro Stato nella Comunità. Polonia, Ungheria e Malta hanno già "celebrato" il referendum, che ha dato esito positivo. Gli altri sette Paesi provvederanno nei prossimi mesi ad approvare (o a respingere) l'adesione all'Unione. Ma quali sono questi dieci Paesi?

   Si va dai tre Stati baltici - Estonia, Lettonia e Lituania - che fino al 1940 erano Nazioni sovrane, ma che vennero annessi all'Unione Sovietica (U.R.S.S.) pochi mesi dopo l'inizio della Seconda Guerra Mondiale. Per passare ad altri Paesi dell'orbita sovietica - Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca (questi ultimi due uniti nell'allora Cecoslovacchia) e alla Slovenia, una delle repubbliche che componevano la Iugoslavia.

   Per finire con due Stati un pò anomali, in questa lista di candidati: Malta e Cipro. Tutti e due Paesi insulari (ma Malta è un arcipelago, non un'isola, se considerata come Stato). La repubblica di Malta è estremamente piccola come superficie, ancor meno del principato di Andorra, mentre Cipro, ancora divisa fra due amministrazioni politiche, la turca e la greca, non si trova geograficamente in Europa, bensì in Asia.

   C'è da chiarire che questi dieci Paesi, una volta che i vari referendum avranno sancito l'adesione all'Unione Europea, e saranno entrati a far parte dell'Unione, non entreranno subito nell'area dell'euro, ma manterranno le loro valute nazionali per diversi anni.

   Fin quando la Banca Centrale Europea non avrà riconosciuto che i parametri della loro economia consentono il loro ingresso nella comunità degli Stati che usano la nuova moneta europea. A tutt'oggi, giova ricordare, non tutti i quindici Paesi dell'Unione usano l'euro: ne sono ancora privi la Svezia, la Danimarca e il Regno Unito, che decideranno in futuro la data della loro adesione alla moneta unica.

   Prossimi candidati all'ingresso in Europa sono la Bulgaria, la Romania e forse la Turchia (altro Paese asiatico), che ancora non soddisfa, con le sue caratteristiche economico-politiche, le richieste del governo di Strasburgo.

   Rimangono, ad occidente, l'Islanda, la Svizzera e la Norvegia (per motivi diversi, sono per ora contrari ad un loro ingresso nell'Unione) e, ad oriente, la Croazia, la Bosnia Erzegovina, la Federazione serbo-montenegrina, la Macedonia, l'Albania. Dovranno passare ancora numerosi anni perchè queste Nazioni balcaniche raggiungano un livello economico e strutturale tale che sia ipotizzabile un loro ingresso nella nostra Comunità.

   Altri Stati, come la Russia, la Moldavia, la Bielorussia e l'Ucraina stanno ancora a guardare: per loro non si profila alcuna possibilità di ingresso nel Club dei Venticinque, almeno in questi anni.

   Il presidente del Consiglio, Berlusconi, ha recentemente perorato la causa della Russia, parlando di un suo prossimo ingresso nell'Unione, non si sa con quali argomenti a favore, considerata l'opposizione, nemmeno tanto blanda, di altri importanti membri dell'Unione Europea.

   Arriveremo, magari fra vent'anni, ad una quarantina di Stati associati, tutti con l'euro in circolazione? Staremo a vedere.

   Intanto, passiamo in rassegna, uno per uno, questi dieci Paesi, che fra un anno saranno nostri compagni di avventura nella Grande Europa.


1. Slovenia

2. Polonia

3. Lettonia

4. Rep. Ceca

5. Estonia

6. Ungheria

7. Cipro

8. Lituania

9. Malta

10. Slovacchia

 

Vito La Colla


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