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   La Lituania
   (articolo pubblicato il 17 Febbraio 2004)

   Il più meridionale dei tre Paesi baltici è la Lituania. E' un po' più ampia della Lettonia, con cui confina a nord. Il territorio è in gran parte pianeggiante; solo nella parte sud-orientale e occidentale sorgono alcune colline. Ma la vetta più alta nello Stato raggiunge solo i 292 metri.

   Oltre che con la Lettonia, la Lituania confina ad est e a sud con la Bielorussia, e a sud con la Polonia e il territorio russo di Kaliningrad. Questa regione è un pezzo separato del grande territorio della Russia, una quasi-enclave - infatti dà sul mare - e risulta, così, rinserrato fra Lituania e Polonia; dista circa 250 km. dal resto della Russia.

   Per breve tratto il Paese si affaccia sul Mar Baltico, dove una strettissima e curva penisoletta chiude quasi interamente il Kurskij Zaliv. La penisoletta filiforme appartiene per 45 km. alla Lituania, e per il resto è sotto la sovranità russa. Il porto di Klaipèda, o Memel, si trova accanto all'ingresso nel piccolo mare Kursk, proprio a nord, dove finisce la penisoletta.

   La popolazione lituana, che è quasi interamente cattolica, ammonta a 3.469.000 persone (stima del 2002), e ha forti legami con la Polonia.

   I nomi lituani delle città sono spesso terminanti con la lettera S (Uzventis, Kovarskas, Rokiskis, Panevezys, Simnas e la grande Kaunas); anche la capitale non sfugge a questa caratteristica: Vilnius. Il presidente della repubblica si chiama Paksas e il primo Ministro Brazauskas.

   Diversi piccoli laghi, nella parte meridionale e orientale, e il grande fiume Nemunas costituiscono principalmente l'idrografia della Lituania.

   La produzione industriale e quella agricola sono le basi economiche del piccolo Stato. La Lituania estrae ed esporta la torba e molti materiali usati nella costruzione edilizia. Ma importa petrolio, prevalentemente dalla Russia.

   Il Paese ha seguito, per sommi capi, la storia delle due repubbliche sorelle situate più a nord. Già nel 1795 il gigante russo si era annesso lo staterello sul Baltico. Un vivace movimento nazionalista, uno dei tanti che in quegli anni sorgevano un po' dappertutto in Europa, aveva provocato dure repressioni da parte degli occupanti, nel 1831 e nel 1863. Un po' indebolito dalle violenze e dai processi, il movimento continuava la sua attività patriottica, e la Lituania poteva alfine staccarsi dalla Russia, e diventare indipendente dopo la Prima Guerra Mondiale.

   Dopo un golpe militare nel 1926, arrivò di nuovo per la Lituania l'annessione all'Unione Sovietica nel 1940, all'inizio della Seconda Guerra Mondiale. Ben presto fu la volta dell'occupazione germanica, fino al 1944. L'anno dopo veniva di nuovo incorporata nell'URSS, di cui diveniva per quarantasei anni una delle tante repubbliche federate.

   Nel 1991 la Nazione ottenne l'indipendenza tanto agognata, e due anni dopo, finalmente, le truppe della Russia lasciarono il Paese.

   Oggi i rapporti con la Russia attraversano un periodo di relazioni più che buone, grazie anche alla vicinanza del territorio di Kaliningrad.

   I lituani lavorano alacremente per modernizzarsi e uscire da decenni di privazioni e di emarginazione dalla scena politica mondiale.

   E anche per prepararsi all'imminente ingresso nell'Unione Europea, che segnerà sicuramente una svolta di enorme importanza, politica ed economica, per la loro Patria tanto amata.

   Tre mesi fa ho letto un interessante intervento di una persona che ha partecipato al Forum di Italians, ideato e diretto da Severgnini, su Corriere.it. La sua lettera è stata pubblicata con risalto.

   Era una testimonianza sulla vita nella piccola repubblica del Baltico. D'accordo con l'autore, ne riportiamo qui di seguito gran parte del testo, illuminante sulla vita e sul carattere dei lituani, felici di aver ritrovato la loro indipendenza e di vedere all'orizzonte il loro ingresso nell'Unione Europea.

   La Lituania è un Paese di cui non in molti conoscono l'ubicazione, in un Paese come il nostro in cui la geografia, a onta del bombardamento di immagini ed informazioni, è scienza occulta; i più istruiti la confondono con l'Estonia o la Lettonia, molti si spingono a definirla "Russia". Frequento da un paio d'anni questo Paese dominato e ripetutamente annesso da varie potenze nel corso dei secoli, che da poco piu' di un decennio ha ritrovato l'indipendenza. In Lituania fino a quindici anni fa non c'era nemmeno la pubblicità in televisione, si viveva il declino dell'Unione Sovietica in un'atmosfera di attesa e preoccupazione. Anno dopo anno questi coraggiosi baltici hanno rimesso in piedi il loro paese da zero, hanno rifondato le istituzioni, rinominato le strade, e ogni giorno compiono un passo verso la modernità e apportano lenti ma costanti miglioramenti alla loro società, che ha subito una vera e propria rivoluzione del costume, economica, linguistica.

   Non urlano sugli autobus, non blandiscono gli occidentali pur conoscendone il maggior potere d'acquisto, usano il telefono portatile con moderazione e quando è necessario, non strombazzano a bordo delle loro vecchiotte automobili tedesche o giapponesi, non lampeggiano per sorpassare da un chilometro di distanza, e alla fine della cena alla quale ti hanno invitato ti dicono "aciu", "grazie" per essere venuto.

   Certo, al nostro confronto sono dei barbari, che cucina grassa, e poi bevono solo vodka, e poi fa sempre freddo... noi italiani, si sa, siamo i depositari dellla scienza del buon vivere, in nessun altro luogo al mondo si sta tanto bene... Da questa gente silenziosa e piena di dignità abbiamo molto da imparare.

Claudio Morelli


Collina delle Croci
   Nella fotografia di Sergio Zanfrini la Collina delle Croci, che si trova vicino alla città di Siauliai (140 Km a nord di Kaunas). Si tratta di una collinetta con migliaia di croci di varie dimensioni, in legno e metallo, conficcate nel terreno. L'origine di questa tradizione si ritiene risalga al XIV secolo.


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  La bandiera ¬ 

Un drappo a bande orizzontali e a colori vivaci: dall'alto, giallo, verde e rosso. Simile al vessillo della Bolivia, che però ha i colori delle bande disposti in ordine diverso. Fra le bandiere europee è l'unico caso di vessillo che abbia contemporaneamente bande verdi e gialle. Il giallo assieme al verde compare, per un piccolo particolare, soltanto nella bandiera portoghese.

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Vito La Colla


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