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La Slovacchia (articolo pubblicato il 29 Aprile 2004)
Guardando la mappa dell'Europa, ci accorgiamo subito che la Slovàcchia si trova proprio al centro del continente. Superficie e popolazione sono piuttosto esigue (circa 49.000 kmq e 5.300.000 abitanti), e occorre ricordare che, fino al 1992, questo Stato era unito alla Boemia e alla Moravia, e formava la Cecoslovacchia. La separazione consensuale risale al 1° gennaio 1993, quando divenne esecutiva la nuova Costituzione.
La Slovacchia era già stata, in precedenza, indipendente, per un periodo molto breve, ai tempi dell'occupazione tedesca della regione. Staccatasi da Praga, divenne uno "Stato fantoccio", alleato ai nazionalsocialisti germanici. Alla fine della guerra avvenne la riunificazione, ma la rinata Cecoslovaccia ben presto cadde sotto il dominio sovietico, divenendo uno dei tanti Paesi satelliti del colosso moscovita.
La regione slovacca è caratterizzata da diversi sistemi montuosi. A nord, al confine con la Polonia, troviamo la catena degli Alti Tatra, massiccio di carattere alpino, con vette elevate. La più alta è il monte Gerlach, che raggiunge i 2655 metri. Più a sud ci sono i Bassi Tatra, con montagne che, nonostante il nome, superano i 2000 metri. Al confine con la Repubblica Ceca si ergono i Carpazi Bianchi e i Piccoli Carpazi, mentre accanto all'Ungheria, a sud, troviamo i Monti Metalliferi.
Nel sudest del Paese si trovano diversi sistemi di grotte, considerato che il suolo è carsico. La celebre grotta Domica Jaskyna è molto lunga, circa 20 km., ed è attraversata da un fiume carsico dall'evocativo nome di Stige. La singolarità di questo corso d'acqua sotterraneo è che, percorrendolo in barca, si puo' varcare, nel sottosuolo, il confine con la vicina Ungheria.
Il Danubio segna il confine con un segmento dell'Austria e per un più lungo tratto con l'Ungheria; mentre la Morava divide il territorio slovacco dal resto dell'Austria e da buona parte del territorio ceco.
L'economia della Nazione è debole, e solo nell'ultimo quinquennio una diversa politica economica e sociale ha avuto un qualche successo. La disoccupazione è ancora alta, il deficit statale ancora pesante, ma, specialmente nel biennio 2001-2002, vi sono stati nel Paese notevoli sviluppi, anche superiori alle aspettative, che sono frutto della nuova politica economica. La regione orientale dello Stato, che confina con l'Ucraìna, è più depressa e povera; altre comunità depresse sono quella contadina, e quella dei Rom.
Circa il 42% del territorio è ricoperto da foreste, e da ciò ne deriva produzione e commercio di legname in grande quantità. Le aziende agricole, che una volta erano collettivizzate, sono tornate in mano ai privati, e sono sorte numerose cooperative. Molte le miniere (lignite, ferro, carbone, piombo e antimonio); industrie tessili e siderurgiche; mentre il turismo, attirato dai prezzi bassi e dal paesaggio molto piacevole, si sta diffondendo un po' ovunque. Le strutture alberghiere, di anno in anno, stanno velocemente migliorando. Molti stranieri entrano in Slovacchia attratti dalle famose stazioni sciistiche dei Tatra e da quelle termali.
Nelle foreste delle zone montuose e selvagge albergano ancora orsi, lupi, cinghiali, camosci, cervi e linci, nonché aquile e avvoltoi.
Una notevole minoranza magiara (quasi il 10%) e di zingari (quasi il 2%) vive in Slovacchia, e spesso i rapporti con la maggioranza della popolazione, di etnia slovacca, sono problematici, e creano motivi di tensione. Da qualche anno una piccola rappresentanza magiara è entrata nel governo, e questo ha attenuato le precedenti frizioni.
Quasi i due terzi degli abitanti sono cattolici. La capitale è Bratislava, che è bagnata dal Danubio, ed è in posizione fortemente decentrata.
La popolazione slovacca è stata sempre ad un livello poco inferiore di quello ceco, ai tempi dell'unità delle due etnie, e ha subito non poche discriminazioni da parte dei due popoli vicini, i cechi e gli ungheresi. Ora tutto ciò appartiene al passato, e la Nazione slovacca sta affermando ogni giorno di più la sua personalità e i suoi caratteri peculiari.
Il pregevole castello di Spisky Hrad, risalente al Dodicesimo secolo, è stato dichiarato recentemente "patrimonio mondiale dell'umanità": numerosi torrioni, un complesso romanico e una possente cinta muraria ne fanno un'opera di grande interesse. E' in corso di restauro; nelle sue celle sotterranee sono esposti ai visitatori numerosi strumenti di tortura.
LA STORIA.
Verso la fine del primo Millennio si era formato, nelle regioni dove oggi troviamo la Slovacchia, la Boemia e la Moravia (e territori della Polonia, dell'Ungheria e della Germania) il Grande Impero Moravo. Ma nel 907 il Regno crollò, e venne invaso dai magiari, che dominarono la regione per circa 1000 anni. Gli ungheresi elevarono Bratislava a capitale del loro regno, quando la città di Buda era caduta sotto la dominazione ottomana.
Passarono i secoli, e si arrivò, con la caduta dell'Impero Austro-Ungarico - fine della Grande Guerra - all'avvicinamento degli Slovacchi ai "cugini" della Boemia. Si creò così un nuovo Stato, la Cecoslovaccia, che durò solo fino al 1939. I nazisti avevano invaso Praga, e la Slovacchia si staccò dal resto del Paese, divenendo un alleato stretto e fedele del regime di Hitler. Un prelato cattolico, monsignor Tiso, fu l'artefice di questo asservimento degli slovacchi alla Germania.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, risorta la Cecoslovacchia, ecco apparire all'orizzonte la dominazione sovietica, che mirava a creare fra se stessa e l'Occidente, una collana di Stati-cuscinetto, retti da regimi comunisti. La Cecoslovacchia si affiancò a Polonia, a Germania Orientale, ad Ungheria, a Romania e a Bulgaria, mentre la Iugoslavia e l'Albania rimanevano lontane da questa specie di protettorato, pur essendo rette anch'esse da regimi comunisti.
La "primavera di Praga", nel 1968, vide i carri armati dell'URSS schiacciare la resistenza studentesca e popolare contro il regime oppressivo. La caduta del comunismo, a Mosca - 1989 - indusse tutti gli Stati alleati dell'URSS a sganciarsi, a poco a poco, dalla pesante ipoteca russa. L'avvento del nazionalista Meciar, nel 1992, diede avvio alla separazione della Slovacchia dal resto dell'ultradecennale repubblica. A Meciar è succeduto, sei anni fa, il riformista Dzurinda, il quale, con la sua politica di rottura con il passato, e di rilancio dell'economia del Paese, ha ottenuto un notevole riavvicinamente della Slovacchia alle Nazioni occidentali, che sfocierà, fra qualche giorno, nel solenne ingresso dello Stato nell'Unione Europea.
Abbiamo iniziato a conoscere meglio i dieci Paesi, nuovi membri dell'Unione Europea, partendo un anno fa dalla Slovenia, medio-piccolo Stato confinante con l'Italia (l'unico dei Dieci). Per uno strano caso, quest'ultimo Paese, che abbiamo or ora esplorato insieme, ha in comune con il primo due particolari. Li cito come semplici curiosità.
Il nome. Nel suo nome italiano la Slovacchia ha in comune, con la Slovenia, le prime quattro e le ultime due lettere (SLOVACCHIA - SLOVENIA).

La bandiera slovacca |

La bandiera slovena |
Le bandiere. Anche le due bandiere nazionali sono molto simili.
Poi, altra curiosità, quasi mai sottolineata: la capitale. Bratislava si trova proprio sul confine con l'Austria, caso unico in Europa, e rarissimo anche negli Stati degli altri Paesi. Potete consultare a tal proposito questo articolo.
I quartieri occidentali della capitale slovacca sono addossati al confine, che in gran parte coincide, in questa zona, con il Danubio. Fra l'altro, Bratislava, l'antica Presburgo, dista pochissimo da Vienna, la capitale austriaca - poco più di 50 chilometri.
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Tricolore a bande orizzontali, dall'alto di colore bianco, blu e rosso, richiama alla mente la bandiera di altri Stati: Russia e, come ricordato, Slovenia; mentre la Serbia e la Croazia, nonchè l'Olanda hanno il vessillo con le bande di questo colore, ma disposte diversamente.
Nella zona vicina all'asta spicca lo stemma, simile a quello della Slovenia. Una croce bizantina bianca in campo rosso si eleva sui tre monti slovacchi Tatra, Fatra e Matra, che qui appaiono affiancati e stilizzati.
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Vito La Colla
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