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La Slovenia (articolo pubblicato il 27 Aprile 2003)
Uno dei sei Stati che confinano con l'Italia, la Slovenia, è un piccolo
Paese situato all'estremità nordorientale del Mar Adriatico.
Nell'elenco delle Nazioni europee più piccole, la Slovenia appare dopo i
miniStati (Andorra, Liechtenstein, Monaco, San Marino e Vaticano) e subito
dopo il Lussemburgo.
Grande circa come Israele o, se si preferisce, pari a quattro quinti della
Sicilia, è abitata da circa due milioni di persone, e faceva parte, fino al
1991, della Iugoslavia. Già dal 1989 il Parlamento
aveva deliberato la secessione dal grande Paese balcanico, che era una
Federazione di molti Stati. L'anno dopo un referendum popolare approvò il
distacco, e, nel 1991, vi furono scontri con l'esercito federale iugoslavo.
Dopo la cessazione del fuoco, per intervento e mediazione delle Nazioni
Unite, la Slovenia venne riconosciuta dall'Unione Europea, come Stato
indipendente, nel 1992. Seguirono le elezioni del nuovo Parlamento, con
l'apparizione di numerosi nuovi partiti. Milan Kucan venne eletto alla
presidenza, e confermato nella carica cinque anni dopo.
Nel novembre del 1998 ha iniziato a trattare con l'UE per il suo ingresso
nell'Unione.
Il territorio è in gran parte montuoso (Alpi e Prealpi) e numerose sono le
grotte e le caverne naturali: basti pensare a San Canziano e alla
celeberrima Postumia.
Una regione famosa, dove si svolsero molte drammatiche battaglie italiane
della Prima Guerra Mondiale è il Carso, che si estende anche più a sud, nel
cuore dell'Istria (parte, quest'ultima, che oggi è sotto sovranità della
Croazia).
La celebre località di Caporetto dove, il 24 ottobre del 1917, le truppe
italiane furono travolte da quelle austriache, e vennero costrette alla
drammatica ritirata, si trova oggi in Slovenia, sulle rive dell'Isonzo, a
pochi km. dal confine italiano, esattamente ad est di Gemona.
Lo Stato si affaccia sul mare molto brevemente, per un tratto di circa 25
km., subito a sud di Trieste.
Tre importanti fiumi solcano il territorio della Slovenia: la Drava, la Mura
e la Sava.
Nel secondo dopoguerra, l'Italia, a seguito del trattato di pace, dovette
cedere all'attuale Slovenia (allora integrata nella Iugoslavia) diversi
tratti di territorio, fra cui, appunto Postumia.
Grande produzione di legname, tratto dagli estesi boschi alpini, e prodotti
agricoli e di allevamento nelle parti più a valle. Produzione mineraria di
lignite e industrie chimiche, meccaniche e metallurgiche.
Maribor e Capodistria, e anche Nova Gorica, posta proprio sul confine con
l'Italia, sono le altre importanti città dopo la capitale, Lubiana.
Il 99% della popolazione è alfabetizzata, e il tenore di vita è fra i più
alti dei Paesi dell'Europa orientale e centrale. La lingua parlata nello
Stato è lo sloveno, e la moneta è il tallero.
Già quando faceva parte della Iugoslavia, la Slovenia era la più ricca e
fiorente repubblica delle sei, anche a motivo dei rapporti commerciali con
le confinanti Italia e Austria. Adesso la sua economia è ben sviluppata, e
l'ingresso nella Comunità sarà occasione per un suo ulteriore rilancio.
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La bandiera della Slovenia ha gli stessi colori di quella russa: tre strisce
orizzontali di uguale misura, colorate di bianco, di blu e di rosso,
partendo dall'alto. Anche la Slovacchia, situata non lontano dalla
Slovenia, ha il vessillo nazionale con questi tre colori.
In più la Slovenia ha, nell'angolo superiore sinistro, accanto all'asta, un
piccolo scudo blu, nel quale si scorge un monte con tre vette, sormontato
da tre stelle gialle disposte a triangolo; sotto il bianco monte scorre un
fiume stilizzato.
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Vito La Colla
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