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   L'Ungheria
   (articolo pubblicato il 4 Dicembre 2003)

   Lo Stato, ampio un po' meno di un terzo della superficie dell'Italia, è abitato da dieci milioni di persone.

   Antica terra, chiamata dai Romani Pannonia, è attraversata dal Danubio e ha un andamento soprattutto pianeggiante. Anche per questa sua caratteristica, nel corso dei secoli l'Ungheria è stata percorsa da invasioni di vari popoli confinanti. Questo ha arricchito senz'altro la sua cultura, e ha agevolato il sorgere di città d'arte e di castelli e fortificazioni di grande effetto.

   Confina con ben sette Paesi (Austria, Slovenia, Slovacchia, Romania, Ucraina, Serbia e Croazia).

   Non ha sbocchi sul mare, ma il grande lago Balaton, situato nella parte occidentale del territorio, è chiamato da molti "mare interno", perchè gli ungheresi lo sfruttano per la stagione balneare, e hanno creato sulle sue sponde numerosi vivaci centri turistici.

   Montagne di altezze modeste - soltanto due vette superano, e di poco, i mille metri - e numerosi fiumi, fra cui due affluenti del grande Danubio: il Raba e il Siò. Ma la maggior parte del territorio è pianeggiante o dolcemente collinoso. Le pianure sono spesso sede della famosa puszta, sorta di terreno stepposo, con grandi praterie e cespugli nani.

   Fra le città più importanti, oltre alla capitale, abbiamo Miskolc, Szeged, Debrecen, Györ, Pecs, quest'ultima con un'importante cattedrale romanica. La lingua parlata da quasi tutti è il magiaro, del gruppo ugro-finnico: di difficile grafia e pronuncia, fa dell'Ungheria un'interessante isola linguistica nel Centro Europa.

   La religione è, per quasi due terzi della popolazione, la cattolica. Il Primate è l'arcivescovo di Esztergom. Il gruppo ebraico è il maggiore nell'Europa orientale, con circa 100.000 persone.


STORIA.

   La storia di quest'importante regione mitteleuropea, dalle particolari caratteristiche, si puo' far iniziare nell'anno 1000, quando re Stefano il Santo promosse la conversione delle popolazioni magiare al Cristianesimo, e ricevette dal papa Silvestro II la corona regia.

Ladislao I   Un suo successore, Ladislao I (1077 - 1095, vedi immagine) conquistò territori sul mar Adriatico, la Croazia e la Dalmazia.

   Due secoli dopo, ecco le invasioni mongole e l'apparire dei Turchi, che premevano da sud. La famiglia reale degli Asburgo, dalla vicina Austria, premeva per ottenere ampliamenti territoriali, e imporre sull'Ungheria una sorta di controllo e di interferenza. Ma gli Asburgo non riuscirono a contrastare efficacemente l'avanzata dei Turchi, che sottrassero ingenti porzioni di territorio all'Ungheria. Nel Cinquecento il territorio ungherese era diviso fra i Turchi, gli Asburgo e un principe, vassallo del sultano di Costantinopoli. Guerre civili e scontri di religione si protrassero per decenni.

Francesco II Ràkoczy   Nella seconda metà del XVII secolo, le truppe di Vienna riuscirono a riconquistare territori perduti, fra cui la Transilvania (nella foto, il voivoda di Transilvania, Francesco II Ràkoczy), e cominciò così la supremazia della famiglia imperiale austriaca sulla vicina Ungheria.

   I re succedutisi sul trono di santo Stefano dovettero subire i mutamenti via via introdotti dagli Asburgo, che piazzarono ai posti di responsabilità persone a loro fedeli e di lingua tedesca. Tutto lo Stato venne riammodernato amministrativamente, e l'ingerenza austriaca divenne un po' più accetta ai nobili e alla popolazione.

   Nel secolo diciannovesimo, nuovi imponenti movimenti tendenti ad una completa autonomia da Vienna (il patriota Kossuth, 1848) furono duramente contestati dagli Asburgo, che chiesero e ottennero l'intervento del potente esercito russo. Lo zar Nicola I ebbe la meglio sui ribelli, la Nazione venne smembrata e sottoposta ad un duro regime repressivo. Ma la storia ha spesso svolte improvvise: nel 1867 l'Austria, anche a causa delle sconfitte del suo esercito in Italia, si avvicinò all'Ungheria istituendo la corona austro-ungarica: l'imperatore austriaco era anche re d'Ungheria ("unione personale"), ma i due Paesi avevano una loro separazione, ed erano indipendenti in molte materie.

   Però quest'ulteriore ingerenza dinastica non venne bene accolta dai nazionalisti. A poco a poco prevalsero le forze conservatrici, e anti-austriache. Nel 1918 cessò l'unione personale fra Austria e Ungheria, e nacque la Repubblica magiara. Seguirono anni di contrasti e di tensione, con governi di diversa estrazione politica (conservatrice e reazionaria quella dell'ammiraglio Hörthy), finchè l'Ungheria non cadde sotto la protezione hitleriana. La Germania assorbiva ben il 50% della produzione magiara, e appoggiava le rivendicazioni territoriali della vicina Nazione. L'Ungheria entrò in guerra accanto alla Germania ma, nel 1944, sorse una resistenza contro i nazisti. Il reggente Hörthy venne deposto e il governo insediato da Adolf Hitler represse sanguinosamente le proteste e perseguitò i numerosi ebrei magiari.

   Nel 1947 il partito comunista ottenne la maggioranza in parlamento, e nacque la Repubblica popolare. Ma gli studenti mal sopportavano la presenza militare sovietica. Scoppiarono, nell'ottobre del 1956, gravi tumulti, che si estesero, vera insurrezione armata, a tutto il territorio. I russi invasero l'Ungheria ed ebbero ben presto la meglio, e l'eroica rivoluzione si spense nel sangue. Alla fine si contarono 25.000 vittime.

   In molte città d'Italia sorsero toponimi dedicati alla coraggiosa Nazione.

   Si inaugurò l'era di Kadar, il quale tentò, debolmente e con molta prudenza, di introdurre una parvenza di libero mercato.

   Ma già allora, per diversi motivi, l'Ungheria era uno degli "Stati socialisti" meno poveri e con un'economia che prometteva. Negli anni Ottanta la caduta del Muro di Berlino era alle porte, e con essa il ritorno della democrazia nel Paese. Nel 1991 le truppe sovietiche finalmente abbandonarono l'Ungheria, dopo 45 anni di pesante presenza.


   L'agricoltura è al primo posto nell'economia del Paese, assieme alle industrie pesanti. Un po' in calo l'allevamento di bestiame. Famosi i cavalli ungheresi, di antica e nobile origine.

   Il turismo, specie negli ultimi dieci anni, ha avuto un notevole impulso, favorito dalla posizione geografica centrale dello Stato. Quindici milioni di visitatori all'anno sono veramente un bel numero.


Budapest, Ponte delle Catene   Budapest è una città che è stata sede, nel secolo XIX, di grandi spinte innovative. E' formata dalle due città di Buda e di Pest; la prima si trova sulla collina che domina il fiume. A Budapest venne inaugurata, nell'Ottocento, la prima rete di metropolitana dell'Europa continentale, che precedette anche quella di Parigi. Solo quella di Londra era stata creata prima.

   Grandi e sontuosi palazzi, di stili e influenze disparate, sorgono sulle rive del Danubio, che attraversa la capitale, larghissimo, imponente e solenne, ed è attraversato da otto ponti. Passeggiando per la città, che conta 1.900.000 abitanti, si puo' facilmente notare il passato importante che ha avuto questa capitale, e la sua grandezza, quando ancora molte città europee erano in via di ingrandimento e di sviluppo.

Budapest, Palazzo del Parlamento   Il palazzo del Parlamento, posto proprio lungo le rive del fiume, in stile gotico, attrae subito l'attenzione del visitatore. Il palazzo reale, la cattedrale di Santo Stefano, sulla collina dove corre il famoso "Bastione dei Pescatori", l'isola Margherita, con il vastissimo parco che ospita, sono le mete preferite dai turisti. La grande e monumentale piazza degli Eroi, nella quale sono presenti enormi statue in bronzo degli antichi sovrani, i musei, le lunghe e vivaci arterie fanno di Budapest una delle capitali europee più celebri e affascinanti.

   Scrittori come Molnar, musicisti come Liszt, Kodaly e Bartok, e tanti altri artisti testimoniano nel mondo della profonda e antica cultura ungherese.

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  La bandiera ¬ 

E' un tricolore rosso bianco e verde, a bande orizzontali, con il rosso nella parte superiore. Gli stessi colori della nostra bandiera nazionale. Un'altro vessillo, ma con le bande disposte in maniera opposta - il verde in alto - appartiene all'Iran. Nel vessillo iraniano appare anche, al centro, un piccolo emblema rosso.

La bandiera ungherese, assieme a quella dell'Irlanda, è il vessillo europeo che più si avvicina al tricolore italiano.

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Vito La Colla


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