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La conquista di Gibilterra è un atto nella più complessa questione della successione al trono di Spagna. L’ultimo re spagnolo Carlo II morì nel 1701 senza eredi. Regno Unito, Olanda, Austria e Sacro Romano Impero si coalizzarono per appoggiare la successione dell’arciduca Carlo d’Austria (Carlo III), mentre la Francia appoggiò la successione di Filippo d’Angiò (Filippo V).
Nel documento di resa di Gibilterra del 1704 non si menzionano questioni territoriali come, per esempio, successe per la resa della guarnigione pontificia a Roma nel settembre 1870.
La questione territoriale venne definita, invece, al termine della guerra di successione con il trattato di Utrecht firmato il 13 luglio 1713. L’articolo X riguarda direttamente Gibilterra e su di esso si accentra tutta l’odierna disputa anglo-spagnola. Riportiamo il testo inglese e quello spagnolo, traduzione di quello originale in latino, per la parte che ci interessa:
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The Catholic King does hereby, for himself, his heirs and successors, yield to the Crown of Great Britain the full and entire propriety of the town and castle of Gibraltar, together with the port, fortifications, and forts thereunto belonging; and he gives up the said propriety to be held and enjoyed absolutely with all manner of right for ever, without any exception or impediment whatsoever.
But that abuses and frauds may be avoided by importing any kind of goods, the Catholic King wills, and takes it to be understood, that the above-named propriety be yielded to Great Britain without any territorial jurisdiction and without any open communication by land with the country round about.
[omissis]
And Her Britannic Majesty, at the request of the Catholic King, does consent and agree, that no leave shall be given under any pretence whatsoever, either to Jews or Moors, to reside or have their dwellings in the said town of Gibraltar; and that no refuge or shelter shall be allowed to any Moorish ships of war in the harbour of the said town, whereby the communication between Spain and Ceuta may be obstructed, or the coasts of Spain be infested by the excursions of the Moors.
[omissis]
And in case it shall hereafter seem meet to the Crown of Great Britain to grant , sell or by any means to alienate therefrom the propriety of the said town of Gibraltar, it is hereby agreed and concluded that the preference of having the sale shall always be given to the Crown of Spain before any others. |
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El Rey católico, por sí, por sus herederos y por sus sucesores, cede por este Tratado a la corona de la Gran Bretaña la plena y entera propiedad de la ciudad y castillo de Gibraltar, juntamente con su puerto y las defensas y fortalezas que le pertenecen, dando la dicha propiedad para que la tenga y goce absolutamente, con entero derecho y para siempre, sin excepción ni impedimento alguno; pero para evitar los abusos y fraudes que podría haber en la introducción de las mercancías, quiere el Rey católico, y supone que se entiende así: que la dicha propiedad se cede a la Gran Bretaña sin jurisdicción alguna territorial, y sin comunicación alguna abierta con la región circunvecina de parte de tierra.
[omissis]
Y S. M. Británica, a instancia del Rey católico, consiente y conviene en que no se permita por motivo alguno que Judíos ni Moros habiten, ni tengan domicilio en dicha ciudad de Gibraltar y que no se dé entrada ni acogida a los navíos de guerra de los moros en el puerto de aquella ciudad, con que se pueda cortar la comunicación de España a Ceuta, o ser infestadas las costas españolas por los Moros;
[omissis]
Si en algún tiempo a la Corona de la Gran Bretaña le pareciera conveniente dar, vender o enajenar la dicha ciudad de Gibraltar, se ha convenido y concordado por este Tratado que se dará a la Corona de España la primera acción, antes que a otros para redimirla. |
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Dalla lettura dell’articolo si possono desumere i seguenti punti fondamentali:
1) si concede la piena ed intera proprietà della città, del porto, delle fortificazioni e dei forti ad essa dipendenti senza, però, descriverne con precisione i confini;
2) le suddette proprietà sono concesse senza la giurisdizione territoriale ciò che dovrebbe significare senza sovranità;
3) per impedire il contrabbando non vi sarà comunicazione di alcun tipo via terra;
4) in caso di vendita od abbandono, le pertinenze date in proprietà potranno essere acquisìte dalla Spagna con diritto di prelazione. Da notare che si parla solo della città;
5) Il trattato non ha allegati cartografici.
La giurisdizione territoriale, in questo contesto, non può essere sinonimo di sovranità poiché lo stesso termine non è usato nell’art. XI dello stesso trattato nel caso della cessione dell’isola di Minorca. Probabilmente, i diplomatici che stesero il trattato non avevano un’idea precisa della situazione sul terreno ipotizzando l’esistenza di una città costiera ben delimitata dalle sue mura semicircolari per cui sorge il sospetto che anche l’occupazione della Rocca, intesa come zona montuosa, sia contraria allo spirito dell’art. X. Infatti, nel testo non viene menzionato alcun termine connesso alla Rocca o all’istmo.
In base al suddetto punto 3 si può considerare la possibilità di chiudere la frontiera come un’azione prevista dal trattato anche se non venne applicata per più di 250 anni. Inoltre, tale disposizione potrebbe essere la base per la creazione del Campo Neutral, la striscia di territorio neutrale tra la linea (La Linea di Gibilterra o di Contravalacion, oggi de la Concepcion) delle fortificazioni spagnole costruite tra il 1731 ed il 1735 (da ovest verso est: forte san Filippo, bastione di san Carlo, baluardo di san Ferdinando, baluardo di san Giuseppe, piazza d’armi di santa Marianna, piazza d’armi di san Benito, forte di santa Barbara (figg. 2 e 3)) su ordine di Filippo V e la linea delle fortificazioni britanniche di Carlo V (fig. 4). Infatti, la dichiarazione ufficiosa che il territorio dell’istmo si dovesse considerare neutrale risale ad un accordo tra spagnoli e britannici per porre fine al secondo assedio dell’aprile 1728. Nella parte superiore di fig. 2 si può osservare la situazione dell’istmo nel 1727 o subito prima. Si osservi la zona paludosa a nord della città che poi o scomparve naturalmente o venne bonificata.
fig. 2 - Stampa francese pubblicata nel 1727 che riporta una veduta quasi aerea da ovest verso est di Gibilterra (parte superiore) nella quale non compare la linea fortificata spagnola e non vi è indicato il territorio neutrale.

fig. 3 - Stampa di probabile origine britannica pubblicata nel 1738 che riporta una veduta quasi aerea di Gibilterra da ovest verso est. In essa sono presenti le fortificazioni spagnole a nord dell’istmo.

fig. 4 - Stampa di inzio XVII sec. della vista della città di Gibilterra con le fortificazioni britanniche che salgono le pendici della Rocca. Al centro la Torre Molino.
L’ufficialità del territorio neutrale si ebbe con il decreto reale spagnolo del giugno dello stesso anno:
el terreno comprendido por el alcance de punta en blanco del cañón disparado desde la punta más avanzada de la Plaza, que se regula en setecientas varas [circa 585 m n.d.r.], habría de mantenerse neutral sin que se ocupase ni por una ni por otra parte...
Nel suddetto decreto si affermava il carattere provvisorio dello status dell’istmo. Comunque, il terreno neutrale non era preso in considerazione dal trattato di Utrecht e mai fu ceduto.
Nel 1724 i britannici presero possesso della torre del Molino ad ovest e della torre del Diablo ad est.
Il punto 4 sembra non dare potere decisionale agli abitanti di Gibilterra. Infatti, come si vedrà quando si parlerà di decolonizzazione, tale clausola parrebbe in contrasto con le decisioni dell’ONU.
Il punto 5 è uno dei più annosi nel vagliare la situazione per trattati antichi anche se documenti più recenti peccano in tal senso. La mancanza di una cartografia e di toponimi che possono variare e/o scomparire rende talvolta problematica la localizzazione della linea di confine. Purtroppo, le situazioni di fatto sul terreno sono quelle che col tempo dettano l’“interpretazione” del trattato stesso.
L’art. X del trattato di Utrecht del 1713 fu ribadito e confermato nei seguenti successivi documenti:
- trattato di Siviglia del 9 novembre 1729
- trattato di Vienna del 16 marzo 1731
- trattato di Aix-la-Chapelle del 18 ottobre 1748 (art. 3)
The treaties of Westphalia of 1648, those of Madrid, between the crowns of England and Spain, of 1667 and 1670; the treaties of peace of Nimeguen of 1678 and 1679; of Ryswick of 1697; of Utrecht of 1713; of Baden of 1714; the treaty of the Triple Alliance of the Hague of 1717; that of the Quadruple Alliance of London of 1718; and the treaty of peace of Vienna of 1738, serve as a basis and foundation to the general peace, and to the present treaty; and, for this purpose, they are renewed and confirmed in the best form, and as if they were herein inserted word for word; so that they shall be punctually observed for the future in all their tenor, and religiously executed on the one side and the other; such points, however, as have been derogated in the present treaty excepted.
- trattato di Aquisgrana del 1756
- trattato di Parigi del 10 o 12 febbraio 1763 (art. II):
II. The treaties of Westphalia of 1648; those of Madrid between the Crowns of Great Britain and Spain of 1661, and 1670; the treaties of peace of Nimeguen of 1678, and 1679; of Ryswick of 1697; those of peace and of commerce of Utrecht of 1713; that of Baden of 1714; the treaty of the triple alliance of the Hague of 1717; that of the quadruple alliance of London of 1718; the treaty of peace of Vienna of 1738; the definitive treaty of Aix la Chapelle of 1748; and that of Madrid, between the Crowns of Great Britain and Spain of 1750: as well as the treaties between the Crowns of Spain and Portugal of the 13th of February, 1668; of the 6th of February, 1715; and of the 12th of February, 1761; and that of the 11th of April, 1713, between France and Portugal with the guaranties of Great Britain, serve as a basis and foundation to the peace, and to the present treaty: and for this purpose they are all renewed and confirmed in the best form, as well as all the general, which subsisted between the high contracting parties before the war, as if they were inserted here word for word, so that they are to be exactly observed, for the future, in their whole tenor, and religiously executed on all sides, in all their points, which shall not be derogated from by the present treaty, notwithstanding all that may have been stipulated to the contrary by any of the high contracting parties: and all the said parties declare, that they will not suffer any privilege, favour, or indulgence to subsist, contrary to the treaties above confirmed, except what shall have been agreed and stipulated by the present treaty.
- trattato di Versailles del 3 settembre 1783 (art. 2)
The treaties of Westphalia of 1648; those of Madrid, of 1667, and 1670; those of peace and of commerce of Utrecht of 1713; that of Baden of 1714; of Madrid of 1715; of Seville of 1729; the definitive treaty of Aix la Chapelle of 1748; the treaty of Madrid of 1750: and the definitive treaty of Paris of 1763, serve as a basis and foundation to the peace, and to the present treaty: and for this purpose they are all renewed and confirmed, as well as all the treaties in general which subsisted between the high contracting parties before the war, and particularly all those which are specified and renewed in the aforesaid definitive treaty of Paris, in the best form, as if they were inserted here word for word; so that they are to be exactly observed for the future in their whole tenor, and religiously executed, by both parties, in all their points, which shall not be derogated from by the present treaty of peace.
L’ultimo documento che rinnovava la sovranità britannica su Gibilterra, fu stipulato a conclusione del Grande Assedio del 1779-1783. In fig. 5 sono riportate le fortificazioni spagnole e britanniche durante tale assedio e si ha la denominazione del territorio dell’istmo come NEUTRAL GROUND. Da notare come la definizione di tale territorio comprenda buona parte della zona oggi occupata dall’aeroporto, dal cimitero e da altre infrastrutture edilizie.
Da qualche anno da parte spagnola, ma riprendendo idee espresse già negli anni ‘50 del XX secolo, si pone l’ipotesi di rendere invalido il trattato di Utrecht in base al princìpio di diritto internazionale rebus sic stantibus. Tale princìpio esprime l’idea che un trattato possa essere invalidato se sopraggiungono delle importanti situazioni che cambiano sensibilmente la situazione o il contesto che portò alla firma dello stesso. Nel nostro caso i punti sui quali si baserebbe tale princìpio sono la scomparsa e la profonda trasformazione delle entità statali firmatarie (Francia, Regno Unito, Savoia, Portogallo, Prussia, Spagna, Olanda), l’illegalità dell’importazione degli schiavi dall’Africa, la proibizione all’ingresso di ebrei ed arabi e l’istituzione dell’ONU con la sua Carta.
In questo ambito bisogna prendere in considerazione la Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati (1969) ed in particolare l’art. 42:
Validità e mantenimento in vigore dei trattati
1. La validità di un trattato o del consenso di uno Stato ad essere vincolato ad un trattato può essere contestata solo in applicazione della presente Convenzione.
2. L'estinzione di un trattato, la sua denuncia o il recesso di una parte possono aver luogo solo in applicazione delle disposizioni del trattato o della presente Convenzione. La stessa regola vale per la sospensione dell'applicazione di un trattato
L’art. 42 afferma che l’invalidità di un trattato può essere affermata solo in base alla Convenzione stessa per cui non contemplando la stessa il caso di conflitto tra il trattato e la Carta dell’ONU, il documento non potrebbe essere invalidato. In questo caso bisogna pure tener conto dell’art. 4 che afferma la non applicazione della Convenzione ai trattati firmati prima dell’entrata in vigore della Convenzione. Forse bisogna anche considerare l’art. 62 (Mutamento fondamentale di circostanze) che recita:
[omissis]
2. Un fondamentale mutamento di circostanze non può essere invocato come motivo per porre termine ad un trattato o per ritirarsi da questo:
a) quando si tratti di un trattato che fissa una frontiera;
[omissis]
anche se in questo caso nell’art. X non si fa esplicito uso della parola “confine”, ma solo di luoghi e pertinenze.
Il fatto che nel trattato di Utrecht si faccia riferimento al divieto di residenza ad ebrei ed ad arabi potrebbe essere connesso con l’art. 53 (Trattati in conflitto con una norma imperativa del diritto internazionale generale (jus cogens)) della Convenzione che afferma
É nullo qualsiasi trattato che, al momento della sua conclusione, è in conflitto con una norma imperativa del diritto internazionale generale. Ai fini della presente Convenzione, una norma imperativa del diritto internazionale generale è una norma accettata e riconosciuta dalla comunità internazionale degli Stati nel suo complesso come norma alla quale non è consentita alcuna deroga e che può essere modificata soltanto da un'altra norma del diritto internazionale generale avente lo stesso carattere.
ma ci troveremo sempre in un possibile difetto di applicabilità (art. 4).
A seguito dell’invasione francese della penisola iberica nel 1808, la Spagna stipulò un’alleanza con il Regno Unito. Il 14 febbraio 1810 i britannici distruggono, con il beneplacito degli spagnoli, le fortificazioni della La Linea di Gibilterra del XVIII sec. per meglio fronteggiare le truppe napoleoniche che si erano spinte fino a nord della penisola ed impedirne la conquista come testa di ponte per la conquista di Gibilterra.
Un’ulteriore occupazione inglese del territorio neutrale, concessa o tollerata temporaneamente per motivi umanitari, si ebbe allorquando non vi fu il ritiro dalla zona concessa nel 1815 per stabilire dei campi di quarantena al di fuori della città a causa dell’epidemia di febbre gialla (fig. 6).
L’estensione della zona concessa partiva dalle fortificazioni di Carlo V fino ad una linea congiungente la torre del Mulino (distrutta dall’artiglieria britannica nel 1782) e la torre del Diablo. Nel 1834, dopo l’epidemia, il limite nord di questa zona fu presidiata da sentinelle britanniche ed il Regno Unito iniziò a considerare territorio neutrale solo la fascia rimanente fino alla La Linea di Gibilterra.
Stessa situazione la si ebbe nel 1854 al momento di una nuova epidemia ed allorquando i britannici costruirono altre baracche.
Le proteste diplomatiche spagnole non ebbero buon esito per convincere al ritiro i britannici.
Nel 1881 i britannici occupano definitivamente tutto il terreno neutrale tra le mura di Gibilterra e la linea torre del Molino-torre del Diablo per una lunghezza di circa 0.65 km (fig. 7).
Nel 1905 il re spagnolo Alfonso XIII visitò la Gran Bretagna ed in quella occasione il governo britannico chiese la rinuncia spagnola alle pretese su Gibilterra come gesto per il mantenimento dell’amicizia anglo-spagnola. Poiché la richiesta non ebbe la desiderata risposta, nel 1908 il Regno Unito allargò la zona di territorio neutrale occupato arrivando ad una lunghezza di 0.85 km. Il limite settentrionale venne demarcato da una barricata finita di costruire nel 1909 dandone preventiva comunicazione alla Spagna (fig. 8). Come affermato dal governo britannico per voce del ministro degli Esteri la barriera
It is perfectly clear … that the fence … will be entirely upon British territory.
Negli anni ‘30 del passato secolo la situazione dell’istmo è come si può osservare in fig. 9 con il grande galoppatoio e la strada a nord che rappresenta il limite settentrionale della zona britannica. Più a nord la zona disabitata indicata con TERRITORIO NEUTRALE oggi sotto il controllo spagnolo.
Secondo i britannici la barricata corre parallelamente, ma internamente 1 m, al limite settentrionale del British Neutral Ground. Ciò permise nel 1938, durante la Guerra Civile spagnola, la costruzione di un aeroporto militare, con una pista di 1.4 km nel 1942 che venne allungata a 1.628 km nel 1943.
L’aeroporto venne giustificato come pista di atterraggio d’emergenza. Solo il guadagno di una fascia di territorio neutrale nell’istmo ad est ha permesso la costruzione di un aeroporto a causa del fatto che i piedi della Rocca arrivano praticamente al mare su ogni lato.
Nel 1942 la Spagna decise di “occupare” la restante zona neutrale (0.65 km di lunghezza) per impedire ulteriori avanzamenti britannici (fig. 10).
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