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La colonia inglese Gibilterra è una penisola che si trova in Europa (36°08’ N 5°21’ W) nella parte meridionale della penisola iberica prospiciente il Marocco (Africa), distante 22 km, che si protende nel mar Mediterraneo. In questo luogo, a meno delle recenti ricerche storico-geografiche, si dovrebbero collocare le leggendarie colonne d’Ercole. La penisola é unita alla terraferma da un istmo pianeggiante largo 1.24 km e lungo circa 1.5 km. L’istmo è limitato a sud da un corpo montuoso chiamato la Rocca (altitudine della cima 426 m s.l.m.). La superficie è di 5.86 km² secondo il Regno Unito, di 4.8 km² secondo la Spagna, che non considera britannica la zona dell’istmo, con una popolazione di circa 28000 abitanti. La costa misura circa 12 km di sviluppo (fig. 1).
Il nome della penisola deriva dall'arabo Jabal Tarik, ovvero monte Tarik, in onore del condottiero arabo che nel 711 conquistò la penisola.
La sua posizione strategica nei secoli è evidente tanto che dal 1704, anno di occupazione dei britannici, gli spagnoli hanno tentato in tutti i modi di riconquistarla. A seguito dell'apertura del canale di Suez nel 1869 l'importanza strategica di Gibilterra crebbe ulteriormente, essendo divenuto il Mediterraneo fondamentale per una più veloce navigazione verso le colonie dell'Africa orientale e dell'Asia meridionale. La colonia si rivelava perciò per il Regno Unito irrinunciabile porto di approviggionamento, oltre che inespugnabile roccaforte militare. Ancora oggi vi è un contenzioso diplomatico sulla sovranità della Rocca e dell’istmo che ha avuto momenti più o meno aspri come la chiusura della frontiera settentrionale, l’interruzione dei collegamenti telefonici e dei trasporti.
In questo lavoro si ripercorreranno i fatti e si riporteranno i documenti che dalla conquista del 1704 e dal trattato di Utrecht del 1713 ad oggi segnano questa disputa tra Spagna e Regno Unito in seno all’Unione Europea.
1. Cronologia
2. Dal trattato di Utrecht ad oggi
3. La decolonizzazione
4. La situazione attuale: aeroporto ed Unione Europea
5. Il mare territoriale
6. Conclusioni e links
Tullio Aebischer
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