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Considereremo ora i tratti più importanti del 'nuovo' confine per descriverli alla luce della documentazione trovata e della situazione odierna.
Collegio e Camposanto Teutonici
Per quanto diremo, in fig. 4 si sono riportati i tracciati delle tre linee di confine che si sono succedute in questa zona dal 1929 ad oggi: quella del Trattato (linea rossa continua: ABCDEFGHJKL), quella della Commissione coincidente praticamente con quella del 1958 (linea rossa trattaggiata lungo: AaXBC123456L) e la linea del 1986 (linea rossa tratteggiata corto: AaXBCdefgh6L). La base cartografica che si riporta è la situazione urbanistica del 1986 presente ancora ai giorni nostri.
Nelle stime metriche che andremo ad elaborare bisognerà tener conto che le fonti non sono omogenee per cui, nel confrontarle, sono possibili errori di valutazione di qualche metro, ma, come si vedrà, i tracciati sono talmente diversi la cui differenza supera l'entità dell'errore grafico.
Nella zona del Collegio Teutonico il confine fu delimitato il giorno prima della firma (fig. 5). Il precedente confine doveva correre in Piazza del Sant'Uffizio dal lato orientale del demolito Palazzo Alicorni (sede del Dazio prima, dei Fasci di Combattimento poco prima della stipula dei Patti Lateranensi) presso Porta Cavalleggeri (quadratino in basso a destra della zona extraterritoriale colorata in grigio in fig. 5) al Braccio di Carlo Magno all'altezza della facciata del demolito Museo Petriano con una striscia davanti al Palazzo del Sant'Uffizio larga dai 6 agli 8 m (fig. 6).

Da nord verso sud, la nuova linea di confine delimitata nel Trattato si stacca dallo spigolo meridionale dell'estremità occidentale del Braccio di Carlo Magno (punto A di fig. 4) per dirigersi, in linea retta, verso lo spigolo più ad ovest del muro settentrionale del Camposanto Teutonico prima della rientranza (B).
Il motivo di questa delimitazione sembra doversi ricercare nella presenza del cancello del Camposanto quasi al centro del muro settentrionale (X). In questo modo la soglia del cancello non veniva a trovarsi a diretto contatto con il territorio vaticano creando un accesso o da controllare o da chiudere.
Il confine deciso in Commissione, invece, parte sempre dal punto A dirigendosi perpendicolarmente al muro del Collegio (a) per poi seguirne l'andamento verso ovest fino a B. Così facendo il cancello venne a trovarsi sul confine e le problematiche si palesarono durante il periodo bellico in una lettera dell'agosto 1942 che il Rettore del Collegio Teutonico inviò alla Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano sulla gestione del cancello durante le ore notturne e le sue implicazioni per la sicurezza della comunità. Trovandosi il collegio in zona extraterritoriale, venivano a trovarsi chiuse entrambe le possibili vie di fuga, in caso di bombardamento o incendio, sia dalla parte italiana che da quella vaticana. Infatti, a quell'epoca furono innalzate da parte vaticana due cancellate che chiudevano rispettivamente Via della Sagrestia e Via del Sant'Uffizio sul limite orientale della zona extraterritoriale ai lati del Museo Petriano. Tra il Braccio di Carlo Magno ed il Collegio Teutonico fu costruito un cancello di ferro e posta in opera un'anonima fascia di travertino.
Notizie di possibili rettifiche del confine in questa zona uscirono sui giornali già pochi giorni dopo la firma.
Sulla planimetria del 1958 non è esplicitato il confine. Al contrario, la planimetria del 1986 riporta il 'nuovo'.
Riprendendo il tracciato del Trattato, il confine da B segue la rientranza nord-occidentale del muro del Camposanto fino all'inizio del lato occidentale (C) per giungere all'edificio del Collegio Teutonico (D) e girarvi attorno (E ed F).
Questo 'sperone' (zona colorata in giallo in fig. 4), sporgente circa 4 m, fu oggetto di una lunga trattativa poiché la Santa Sede chiese una rettifica del confine per renderlo più regolare. L'unico modo per eseguirla era di abbattere un'ala dell'edificio poiché, in caso contrario, bisognava tamponare tutte le finestre che creavano introspetto. In questa vicenda intervenne l'ambasciata di Germania che con un promemoria fece presente che l'abbattimento avrebbe comportato danni economici al Collegio. Infatti, in quell'ala vi erano, ai piani superiori, gli alloggi per gli studiosi ospiti ed al piano terra una bottega.
Nonostante ciò, una volta decisa la demolizione, una lettera della Segreteria di Stato chiese al Rettore del Collegio di mettere a disposizione i locali dell'ala da demolire. L'indennità fu di 100000 lire che il Governatorato vaticano pagò nel luglio 1931. In una lettera del maggio 1931 Momo scrisse che i lavori sarebbero iniziati il successivo 1 giugno. In questo documento del Governatorato vaticano è riportata la dicitura "rettifica di confine" e ci trova disorientati per l'"area assegnata" dal Trattato. In definitiva, vi fu l'abbattimento dell'ala con la tamponatura in mattoncini. La situazione che si vede oggi non è quella dell'epoca, ma il risultato della ristrutturazione dell'ala eseguita negli anni Sessanta del secolo passato non si discosta molto dalla situazione preesistente.
Dal Collegio Teutonico alle mura leonine
Riprendendo il tracciato del confine secondo il Trattato (fig. 4) dobbiamo basarci sulla situazione urbanistica dell'epoca dedotta da foto aeree poiché le mappe catastali consegnate al Vaticano non sono state concesse in visione.
A sud del Collegio Teutonico vi era l'allora Via del Campo Santo, poi denominata Via Teutonica. Questa strada divideva il Collegio da una schiera di casette abitate che a loro volta erano separate dal lungo edificio della fonderia Mazzocchi, prima, e dall'Oratorio di San Pietro, dopo, dallo stretto Vicolo di Montecalato.
Il confine del Trattato prosegue, dall'estremità sud-occidentale del Collegio (punto F) verso est in linea retta per circa 22 m (G); quindi volta verso sud ad angolo retto per 34 m circa (H); si svolta di nuovo ad ovest per altri 7 m circa (J) per girare di nuovo verso sud per circa 26 m (K); infine, si arriva alle mura leonine con un tratto verso sud-est di circa 4 m (L). In totale, dal Braccio di Carlo Magno alle mura leonine il confine, secondo il Trattato, misura circa 180 m.
Per spiegare questo tortuoso percorso in mezzo a stradine e casette ci si può rifare ad una perizia del 1904 sulle proprietà del Reverendo Capitolo di San Pietro. In essa si parla di proprietà site in Via Teutonica e Vicolo Montecalato. Ad avvalorare la presenza di proprietà del Capitolo anche in anni più vicini al 1929 vi è la stipula nel 1926 della vendita ai Cavalieri di Colombo di alcuni terreni e casette per la costruzione della nuova sezione femminile dell'Oratorio di San Pietro. In definitiva, si dovette spostare la linea del confine ad est per comprendere qualche residuo di proprietà del Capitolo. Per confermare la nostra tesi si è calcolato il tracciato della linea di confine su una rielaborazione del Catasto Urbano ordinato da Pio VII (inizi del XIX secolo) dove vi sono delle particelle catastali e, a meno di errori di grafismo e considerando la situazione catastale invariata, le misure sono quasi uguali ed il tracciato non biseca le particelle. Comunque, prima del 1932 le casette a sud di Via Teutonica furono demolite per costruire l'ala femminile dell'Oratorio.
Può ritenersi ragionevole che il 'nuovo' confine in queste decine di metri si sia demarcato con un muro di cinta solo quando venne demolita l'ala del Collegio Teutonico.
Nel muro subito a sud del Collegio Teutonico venne costruito un finto portale a chiusura di Via Teutonica. In alcune cartoline è possibile vederlo poco prima della costruzione dell'Aula delle Udienze e del suo abbattimento.
Il nuovo muro proseguiva da D verso sud in linea retta, a proseguimento del muro occidentale del Collegio Teutonico, per circa 21 m (1) per poi formare un gradino a scendere, ampio circa 12 m (2 e 3), per dirigersi verso l'edificio originario dell'Oratorio di San Pietro (4).
In Commissione questo tratto venne delimitato con uno scalino orizzontale probabilmente considerando una situazione che si sarebbe creata e non avendo già dei piani definiti di costruzione dell'ala femminile.
L'ultimo tratto di confine seguiva le facciate occidentale e meridionale dell'Oratorio di San Pietro (4, 5 e 6) per raggiungere le mura leonine (L).
Una piccola scala a mattoncini collegava l'Oratorio con l'adiacente Ospizio di Santa Marta per cui si sarebbe trovato sul confine. Tale passaggio doveva permettere al Papa di accedere all'Oratorio per l'inaugurazione nel 1925. Ciò fece ipotizzare in ambiente giornalistico che il Papa potesse lasciare il suo volontario esilio nei Palazzi Apostolici iniziato nel 1870. Venuta a conoscenza di questa possibile interpretazione la Santa Sede fece chiudere il passaggio ed il Papa non partecipò all'inaugurazione. Quindi, è molto probabile che all'epoca della demarcazione il passaggio fosse già chiuso da tempo.
L'ultimo tratto di confine, raccordo con le mura leonine, è disegnato sul Trattato a 45º e non trova corrispondenza sulle planimetrie della Commissione e del 1986. Un trattino di tal specie in questo punto lo si ritrova, invece, in una mappa del 1878.
Il 'nuovo' confine delimitato dalla Commissione e demarcato sulla cartografia del 1958 aveva una lunghezza di circa 161 m con un accorciamento di circa 19 m rispetto a quella del Trattato ed una diminuzione di superficie sotto sovranità vaticana.
La disposizione urbanistica della zona rimase praticamente immutata fino a metà degli anni Sessanta del secolo passato allorquando iniziarono i lavori di demolizione dell'Oratorio di San Pietro per costruire l'Aula delle Udienze Paolo VI. A queste demolizioni seguì quella del Museo Petriano per poter sia agevolare il flusso dei pellegrini sia per le precarie condizioni statiche dell'edificio che lo ospitava. In questo caso la demolizione del museo ha comportato la demarcazione della zona extraterritoriale occupata dallo stesso con una linea a tratti eseguita con sanpietrini bianchi (fig. 7).
In questo ultimo tratto di confine non si comprende perchè dopo la costruzione dell'Aula delle Udienze il tracciato sulle planimetrie del 1986 sia stato ulteriormente cambiato con un'ulteriore diminuzione del territorio vaticano, ossia con il suo spostamento verso ovest. Sulla cartina edita sul sito ufficiale www.vaticano.va non è riportata alcuna linea di confine.
All'interno dell'Aula non è stato demarcato il 'nuovo' confine, ciò che può comprendersi, ma non è riportato neanche quello del Trattato che sarebbe stato auspicabile visto che il tessuto urbano sul quale si basava è andato definitivamente perduto con le demolizioni. Comunque, il soglio pontificio si trova in territorio vaticano.
Al posto del falso portale, tra il Collegio Teutonico e l'Aula, venne costruita una cancellata.
In definitiva, la lunghezza del confine del 1986 è di circa 165 m, ossia più lunga di circa 4 m rispetto a quella del 1958 e di circa 15 m più corta di quella del Trattato.
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