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La presente selezione di documenti è servita per lo studio degli avvenimenti connessi alla demarcazione dei confini dello Stato della Città del Vaticano dopo la stipula dei Patti Lateranensi nel 1929.
I documenti trascritti sono conservati presso l'Archivio Centrale dello Stato italiano (Roma), l'Archivio Storico Diplomatico (Ministero degli Affari Esteri, Roma) e l'Archivio del Collegio Teutonico (Roma, zona extraterritoriale vaticana).
L'archivio ed il fondo, nel quale il documento è conservato, è indicato all'inizio con le seguenti sigle:
ACS Archivio Centrale dello Stato italiano
PCM Presidenza del Consiglio dei Ministri
ASD Archivio Storico Diplomatico
ASS Ambasciata Santa Sede
AP Affari Politici (seguono gli anni di riferimento)
ACT Archivio del Collegio Teutonico
I verbali delle adunanze della Commissione tecnica sono stati pubblicati in I VERBALI DELLA COMMISSIONE TECNICA MISTA ITALO-VATICANA (1929-1933), Casamari, 2000. Delle otto adunanze si redassero solo sette verbali poiché dopo l'VIIIa i lavori furono interrotti per sopravvenute divergenze tra i Delegati e mai più ripresi o conclusi ufficialmente. Dei sette verbali non è stato ancora rintracciato quello della IIIa adunanza.
I documenti sono trascritti in ordine cronologico e la data è segnata dopo la collocazione archivistica secondo lo schema anno (due cifre) mese giorno (aammgg).
ASD AP 1919-1930 S. Sede b. 3 -- 290208
Copia di telegramma in partenza n. 8 G.R.
Ambasciatori e Ministri d'Italia all'Estero ore 21.30
Soluzione Questione Romana
A semplice titolo di cortesia Vostra Eccellenza o Vostra Signoria è autorizzata a comunicare cotesto Ministro Esteri che inizio prossima settimana sarà firmato fra Italia e Santa Sede un trattato che elimina Questione Romana. Per cognizione Vostra Eccellenza o Vostra Signoria trattato non contempla cessioni territoriali. Ripeto che comunicazione dovrà essere fatta a semplice titolo cortesia[.]
F.to Mussolini
ASD ASS b. 6 -- 290703
Telespresso N. 4211 Ministero degli Affari Esteri G.C.S.
Indirizzato a On. MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI
On. MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Oggetto: SISTEMAZIONE DEI CONFINI DELLA CITTÀ DEL VATICANO - CAMPOSANTO TEUTONICO
L'Ambasciatore di Germania ha rimesso a questo Ministero il pro-memoria - di cui si acclude copia - relativo alla eventuale demolizione, in dipendenza della sistemazione dei confini della Città del Vaticano, di una parte degli edifici attinenti al Camposanto Teutonico. Sarò grato a Vostra Eccellenza se vorrà cortesemente esaminare, per la parte di Sua competenza, quanto a questo proposito l'Ambasciatore di Germania fa presente e se vorrà fornire con cortese sollecitudine elementi per la risposta al predetto Rappresentante estero.
F.to Mussolini per i LL.PP
F.to Grandi per la Giustizia
Deutsche Botschaft Roma
[Timbro] MINISTERO AFFARI ESTERI GABINETTO DEL MINISTRO REGISTRATO al N. 3325 lì 3-7-1929
PRO MEMORIA.
Secondo informazioni degne di fede lo Stato Italiano, nella sistemazione dei limiti della Città del Vaticano, intende demolire quella parte degli edifizi del Campo Santo Tedesco, la quale si spinge entro il territorio di sovranità papale e contiene otto vani sopra il suolo e due sotterranei. L'eventuale demolizione causerebbe all'Istituto un danno considerevolissimo, la cui importanza eccede di gran lunga il comune valore della parte edilizia perduta. L'edificio del Camposanto Tedesco di per sè, per ragioni storiche e religiose, è di un valore così eccezionale per i cattolici di lingua tedesca,
che qualsiasi perdita in danno di quella proprietà verrebbe sentito dolorosamente dall'intero popolo tedesco; ed inoltre la demolizione distruggerebbe una imitazione di catacombe create con grande fatica e spese. Perciò si esterna in prima linea il voto che la demolizione non avvenga, qualora in alcun modo essa possa venire evitata. L'Ambasciata di Germania nutre la ferma speranza, che si possa trovare una forma giuridica che permetta la completa conservazione del fabbricato. Qualora a questa istanza dovessero opporsi ostacoli insormontabili per ragioni giuridiche o di fatto,
l'Ambasciata si permette di notare, che una eventuale espropriazione della suddetta parte causerebbe al Camposanto gravissime perdite di natura economica. 1. Colla demolizione della parte sporgente dell'edificio il Camposanto perde una somma di 3600 Lire annue, pigione per un ambiente affittato come bottega. 2. Colla demolizione della parte sporgente del fabbricato l'esistenza del Collegio Sacerdotale al Camposanto viene messo in serio pericolo. Questo Collegio non può avere vita, se non vi appartengono almeno 20 Collegiali. Ma la riduzione degli ambienti, conseguenza dell'eventuale demolizione,
farebbe necessariamente discendere quel numero al di sotto di 20, sicchè l'esistenza del Collegio per ragioni economiche verrebbe seriamente minacciata, se non impossibilitata addirittura. Quindi si sarebbe particolarmente grato, se, nel caso di una inevitabile espropriazione e demolizione dell'accennata parte edilizia, al Camposanto potesse venire accordato un indennizzo corrispondente, ed indipendente dall'ordinaria procedura espropriativa. A tale proposito sarà lecito notare, che una sopraelevazione dell'edificio, presumibilmente inevitabile, per sostituire gli ambienti perduti,
costerebbe almeno 200000 Lire, cui si aggiungerebbe l'affitto capitalizzato della bottega con Lire 60000.- Questo calcolo quì si riporta allo scopo unico di indicare approssimativamente la perdita eventuale arrecata al Camposanto dalla demolizione, perdita da mettersi a base dell'eventuale indennizzo. Si unisce uno schizzo del Camposanto colla parte dell'edificio che sembra destinata alla demolizione.
Roma, l'8 giugno 1929
DEUTSCHE BOTSCHAFT IN ROM
[Vi è allegato uno schizzo a matita con il tratto di confine da rettificare in corrispondenza col Museo ed Oratorio del Collegio Teutonico.]
ASD ASS b. 6 -- 290712
MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI
Direz. Gen. Edilizia Viabilità e Porti
n. 4675
A S.E. il Ministro degli Affari Esteri
Risposta al telespresso n. 4211 G.C.S. del 3 luglio 1929
Oggetto: Sistemazione dei confini della Città del Vaticano.
La linea che giusta il trattato Lateranense segna il confine dello Stato della Città del Vaticano dal lato del Palazzo del S. Offizio lambe il perimetro del Collegio e Cimitero teutonico e non richiede le demolizioni di cui è cenno nel pro-memoria presentato da S.E. l'Ambasciatore di Germania, restando peraltro il Collegio e Cimitero suddetti compresi nella zona di extraterritorialità annessa al Palazzo del S. Offizio di cui all'art. 15 del Trattato. Vero è che la S. Sede ha manifestato il proposito di richiedere una lievissima rettifica del confine stesso per renderlo più regolare ciò che
implicherebbe appunto la demolizione di cui è oggetto il pro-memoria suddetto, ma poiché per l'art. 5 del Trattato è la Santa Sede stessa che deve provvedere, dato il carattere degli Istituti, alle opportune intese con gli Istituti interessati non sembra il caso che lo Stato italiano abbia speciale ragione di intervenire nella questione. Risulta ad ogni modo che sono in corso trattative dirette tra la S. Sede ed il Collegio teutonico e che la S. Sede è animata dalle migliori intenzioni per trovare una soluzione che concili i suoi desideri con le esigenze manifestate dall'Ambasciata Germanica.
Tanto mi pregio di riferire in evasione della nota controdistinta.
PER IL MINISTRO F.to di Crollalanza
ACS PCM 1928-1930 b. 1165 sf. 22 -- 290727
Ministero delle Finanze IL MINISTRO
[Timbro] PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 29 LUG 1929 SEGRETERIA
On.le Presidenza del Consiglio dei Ministri -
Istituito lo Stato della "Città del Vaticano" si dovranno consegnare alla Santa Sede i relativi atti catastali. Da un confronto fra la mappa e l'Allegato I al Trattato del Laterano è emersa l'impossibilità di delimitare alcuni tratti del confine senza un contraddittorio sopra luogo. In relazione alla Circolare 25 maggio p°p° n. 6240 (2-5-11) di codesta On.le Presidenza ho pertanto designato a S.E. il Ministro della Giustizia e degli Affari di Culto il funzionario che potrà fornire i chiarimenti del caso, nella persona dell'Ingegnere Capo dell'Ufficio Tecnico di Finanza di Roma, Comm. Umberto Bertolini.
IL MINISTRO F.to [illeggibile]
ACS PCM 1928-1930 b. 1165 sf. 25 -- 290806
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA E DEGLI AFFARI DI CULTO
DIREZIONE GENERALE DEI CULTI
Ufficio I° Prot. N. XXXII-8754
All'On. Presidenza del Consiglio dei Ministri
OGGETTO Trattato Lateranense = Sistemazione dello Stato della Città del Vaticano = Espropriazione di parte del Cimitero Teutonico.
[Timbro] PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 AGO 1929 SEGRETERIA
Il Ministero degli [A]ffari [E]steri ha rimesso a questo della Giustizia l'unito promemoria, con il quale l'Ambasciatore di Germania fa voti che sia evitata la espropriazione di parte del Cimitero Teutonico ed - in via subordinata - chiede che sia liquidata una congrua indennità tenendo conto del danno considerevole che l'espropriazione cagionerebbe. = In ordine a quest'ultima richiesta, si rileva che la procedura per la liquidazione delle indennità che fossero dovute per le espropriazioni da compiersi in esecuzione del Trattato e del Concordato è tracciata nell'art. 2 della legge 27 maggio 1929 N. 810,
che demanda la liquidazione stessa all'amministrazione dei lavori pubblici ed, in caso di disaccordo, ad un apposito Collegio di tre membri. = Ad ogni modo, poiché la determinazione della zona di confine della Città del Vaticano, in relazione al Trattato Lateranense, è di competenza di S.E. il Capo del Governo, si trasmette a codesta On. Presidenza il promemoria dell'Ambasciatore di Germania, con preghiera di voler fare le comunicazioni del caso al Ministero degli [A]ffari [E]steri.=
PEL MINISTRO F.to [Illeggibile]
ASD AP 1919-1930 S. Sede b. 6 -- 291114
Presidenza del Consiglio dei Ministri
All'On.le Ministero degli Affari Esteri
Prot. N. 6240/2-5 25
Oggetto: Città del Vaticano. Cimitero [T]eutonico.
Il Ministero dei Lavori Pubblici, in relazione alla questione relativa al Cimitero Teutonico, di cui tratta la lettera alla quale si risponde, comunica che sono in corso trattative dirette fra la Santa Sede ed il Collegio Teutonico per trovare una soluzione che concili i suoi desideri con le esigenze manifestate dall'Ambasciata di Germania, senza procedere alla demolizione di parte degli edifici del Camposanto tedesco, per la rettifica dei confini della Città del Vaticano richiesta dalla S. Sede medesima. Poiché l'articolo 5 capoverso del Trattato Lateranense accenna al disinteressamento dello
Stato Italiano riguardo al regolamento dei rapporti fra la S. Sede e determinati istituti od enti religiosi solo per gli immobili esistenti entro il territorio costituente la Città del Vaticano, mentre il Collegio Teutonico trovasi per ora interamente in territorio italiano, sebbene con le immunità di cui all'art. 15 del Trattato, si prega codesto On. Ministero di voler far conoscere quale esito avranno le trattative in corso, di cui sopra.
IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO F.to [...]
ASD ASS b. 6 -- 291125
Telespresso N. 3777/30 Ministero degli Affari Esteri Ufficio Affari con la S. Sede
Indirizzato a
Sua Eccellenza il Conte De Vecchi di Val Cismon
R. Ambasciatore presso la S. Sede
Oggetto: CITTÀ DEL VATICANO - CIMITERO TEUTONICO
Qui unito mi pregio di trasmettere a V.E. copia di una nota con la quale l'On. Presidenza del Consiglio esprime il desiderio di conoscere l'esito delle trattative che a quanto risulta sarebbero direttamente in corso fra la S. Sede ed il Collegio Teutonico per una possibile sistemazione del confine della Città del Vaticano senza procedere alla demolizione di parte del Campo Santo tedesco. Mentre prego V.E. di volermi fornire le richieste notizie Le accludo, per maggiore intelligenza, copia di alcune comunicazioni a suo tempo scambiate sull'argomento fra questo Ministero,
l'Ambasciata di Germania ed il Ministero dei Lavori Pubblici.
F.to Grandi
[Timbro] R. AMBASCIATA d'ITALIA presso la Santa Sede 28 NOV 1929 VIII N. 355 Pos. Città Vaticano
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI N. 6240/2-5/25
On. Ministero degli Affari Esteri
Oggetto: Città del Vaticano - Cimitero [T]eutonico.
Il Ministero dei Lavori Pubblici, in relazione alla questione relativa al Cimitero Teutonico, di cui tratta la lettera alla quale si risponde, comunica che sono in corso trattative dirette fra la Santa Sede ed il Collegio Teutonico per trovare una soluzione che concili i suoi desideri con le esigenze manifestate dall'Ambasciata di Germania, senza procedere alla demolizione di parte degli edifici del Camposanto tedesco, per la rettifica dei confini della [C]ittà del Vaticano richiesta dalla S. Sede medesima. Poiché l'articolo 5 capoverso del Trattato Lateranense accenna al disinteressamento
dello Stato Italiano riguardo al regolamento dei rapporti fra la Santa Sede e determinati istituti od enti religiosi solo per gli immobili esistenti entro il territorio costituente la Città del Vaticano, mentre il Collegio Teutonico trovasi per ora interamente in territorio italiano, sebbene con le immunità di cui all'art. 15 del Trattato, si prega codesto On. Ministero di voler far conoscere quale esito avranno le trattative in corso, di cui sopra.
IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO F.to Giunta
ASD ASS b. 6 -- 291208
MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI
[P]residenza del Consiglio Superiore
A S.E. IL MINISTRO DEI LL.PP.
Compio il dovere di trasmettere alla E.V. il verbale della prima adunanza tenuta il 30 novembre u.s. dalla Commissione mista incaricata dell'esame delle questioni di carattere tecnico dipendenti dal Trattato Lateranense. Come l'E.V. rileverà dal detto verbale in tale adunanza sono state esaminate singolarmente le suddette questioni in base ai corrispondenti articoli del Trattato ed è emersa la necessità che per talune delle questioni stesse intervengano le decisioni del Governo, necessità che del resto venne già fatta presente alla E.V., con la relazione rimessaLe in data 2 agosto 1929 [...]
Al riguardo è da rilevare che effettivamente per l'avvenuto arretramento del confine della Città del Vaticano dal lato del fabbricato del S. Offizio le spese per la recinzione e per la sistemazione degli accessi da quel lato sono venute ad aumentare onde apparirebbe giustificato l'affidamento che si dice sarebbe stato dato nei riguardi della spesa da sostenere per gli accessi. [...]
3 - Proroga di termini per l'esecuzione di obblighi derivanti dal Trattato.
Per l'art. 5 del Trattato il Governo italiano avrebbe dovuto render libero prima dell'entrata in vigore del Trattato stesso i territori della Città del Vaticano e in conseguenza avrebbero dovuto essere rimossi i binari delle tramvie che in parte toccano il detto territorio in piazza di S. Pietro. Il Governatorato di Roma ha fatto presente l'opportunità di rinviare tale rimozione a quando potrà provvedere con l'apertura della galleria sotto il Gianicolo a un nuovo assetto delle linee tramviarie. Ciò rappresenterebbe un notevole risparmio di spesa ove si dovesse invece provvedere ora
con espedienti provvisorii alla rimozione di dette linee, i rappresentanti del Vaticano hanno convenuto in massima in tale rinvio salvo a precisarne i termini. [...]
IL PRESIDENTE F/to illeggibile
ACS PCM 1928-1930 b. 1165 sf. 40 -- 300729
MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI
DIR. GEN. DELL'EDILIZIA VIABILITÀ PORTI
ALL'ON/MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
e per conoscenza: ALL'ILL.MO SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI
Proto. N. 3988
OGGETTO: Esecuzione del Trattato Lateranense.
Si trasmette a codesto On. Ministero per conoscenza copia del verbale della Commissione mista incaricata dell'esame delle questioni di carattere tecnico in dipendenza del Trattato Lateranense. - Si comunica poiché con lettere di pari data e numero vengono interessati il Ministero della Finanza per la questione relativa alla richiesta della esenzione delle tasse di trapasso degli immobili entrospicienti che la S. Sede intende acquistare e quello della Guerra per gli sfratti delle famiglie occupanti lo stabile di S. Callisto. Si reputa opportuno che anche codesto On. Dicastero
rivolga al riguardo acconce sollecitazioni alla Amministrazioni predette.
IL MINISTRO F.to Di Crollalanza
[Verbale della IVa adunanza.]
ACT f. 03 311 -- 301009
SEGRETERIA DI STATO DI SUA SANTITÀ N. 94829
Ill.mo e Rev.mo Signore,
Come ebbi già occasione di riferire oralmente alla S.V. Ill.ma e Rev.ma, urge dar corso alla esecuzione dei lavori per la delimitazione dei confini dello Stato della Città del Vaticano, ed occorre quindi che sia sgombrata la parte dell'edificio appartenente al Ca[m]po Santo Teutonico, nella quale tali lavori devono essere compiuti. Essendo stata presa questa deliberazione dalla Commissione Mista per l'esame delle questioni tecniche in dipendenza del Trattato Lateranense, ed essendosi già altri interessati, come l'Oratorio di S. Pietro, uniformati alla medesima deliberazione,
è necessario che nel più breve tempo possibile siano messi a disposizione di chi deve procedere ai lavori i locali soggetti a demolizione di codesto Campo Santo Teutonico. Saranno quindi assai opportuni e assai graditi i cortesi uffici che V.S. vorrà spendere per sollecitare lo sgombero di questi locali. Con sensi di sincera e distinta stima mi confermo della S.V. Ill.ma e Rev.ma Servitore
F.to A. Ottaviani
Ill.mo e Rev.mo Signore Monsignor EMERICO DAVID
Rettore del Collegio Teutonico presso S. Maria in Campo Santo
ASD ASS b. 6 -- 301229
SEGRETERIA DI STATO DI SUA SANTITÀ N. 4116/30
[Timbro] R. AMBASCIATA d'ITALIA presso la Santa Sede 31 DIC. 1930 IX N. 1746 Pos. Trattato Lat.
Il sottoscritto Cardinale Segretario di Stato di Sua Santità si reca a premura di accusare ricevimento della pregiata Nota N. 1723, del 26 Dicembre 1930, di codesta R. Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede, con gli annessi atti catastali compilati dal Regio Ministero delle Finanze in esecuzione del Trattato Lateranense. Lo scrivente Cardinale, mentre ringrazia della cortese trasmissione, profitta ben volentieri dell'opportunità per esprimere a Vostra Eccellenza i sensi della sua alta e distinta considerazione.
F.to E. Card. Pacelli
A Sua Eccellenza IL SIGNOR CONTE DE VECCHI DI VAL CISMON
Ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede
ACS PCM 1928-1930 b. 1165 sf. 42 -- 310206
Telespresso N. 00068/C
Ministero degli Affari esteri Ufficio Affari con la S. Sede
Indirizzato a On. Presidenza del Consiglio dei Ministri
[Timbro] PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 FEB 1931 GABINETTO
Posizione S. 1/3/3
Oggetto: Esecuzione del Trattato Lateranense.
Facendo seguito al telespresso del 24 gennaio u.s., n. 33/C, mi pregio di trasmettere all'Eccellenza Vostra, per Sua opportuna conoscenza, l'unita copia di una nota del Governatorato di Roma con la quale si riferisce sullo stato attuale delle due questioni di cui al pro-memoria della Nunziatura Apostolica in data 13 gennaio u.s. trasmesso in copia all'Eccellenza Vostra col telespresso sopra ricordato.
Pel Ministro F.to [Illeggibile]
IL GOVERNATORE
N. 423
Roma, 31 gennaio 1931, Anno [I]X
In relazione al pro-memoria della Nunziatura Apostolica trasmesso col telespresso 24 corr. n. 33/C [...] Circa la posa della guida di [t]ravertino a Piazza Rusticucci, per segnare il confine della Città del Vaticano, il materiale travertino occorrente è stato ordinato in cava e attualmente è in parte pronto su vagone e potrà giungere a Roma tra breve. I lavori potranno essere iniziati fra giorni.
IL GOVERNATORE F.to Boncompagni Ludovisi
MINISTERO AFFARI ESTERI
ACT f. 06 551 -- 310331
STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO GOVERNATORATO
1264
Ill.mo e Rev.mo Monsignore,
Ebbi a suo tempo le Riv. lettere 4 febbrajo u.s. della S.V. Ill.ma e Rev.ma, e diedi subito disposizione agli Uffici competenti affinchè avessero proceduto agli accertamenti del caso. Ho sottoposto le conclusioni al Sovrano Giudizio del Santo Padre; il Quale si è benignato approvare che l'indennità richiesta per la espropriazione del tratto del Campo Santo teutonico da demolirsi sia fissata in Lire italiane Centomila. (L. 100.000.-). Tanto ho l'onore di partecipare alla S.V. Ill.ma e Rev.ma per opportuna norma, e con particolare ossequio mi rassegno
IL GOVERNATORE F.to Serafini
Ill.mo e Rev.mo Mons. Gio. Pietro KIRSH
Primicerio della Arciconfraternita di Campo Santo Teutonico.
[Nota a mano] Risposta mandata al Governatore Ecc.za Com Serafini, sotto data 20 aprile 1931, partecipando la decisione del Verwaltungsrat del 6 aprile 1931 di cedere per questa somma la proprietà del tratto da demolirsi alla Santa Sede.
F.to Kirsh
ASD AP 1931-1945 S. Sede b. 7 -- 330104
MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI
Direzione Generale dell'Edilizia, della Viabilità e dei Porti
Prot. N. 37
S.E. On.le FULVIO SUVICH
Sottosegretario di Stato per gli Esteri
[R]isposta al f. N. 00662/5 del 6/10/32
Oggetto: COMMISSIONE MISTA PER L'ESECUZIONE DEL TRATTATO LATERANENSE =
Ho tardato fino ad ora a rispondere alla pregiata lettera dell'E.V. in data 6 ottobre scorso avendo ritenuto opportuno di attendere che fosse stato concretato fra i Segretari della Commissione tecnica mista il verbale della settima adunanza per aver modo di sottoporlo all'esame di V.E. prima ancora della sua formale approvazione. [...] Per ciò che concerne la questione delle applicazioni del principio della extraterritorialità mi permetto di esporre le seguenti considerazioni: Uno dei compiti che venne assegnato alla Commissione tecnica mista è stato quello di presentare
proposte circa la precisazione di alcuni confini dello Stato della Città del vaticano che al momento della individuazione da parte degli esperti furono per comprensibili ragioni indicate in modo sommario e che vennero, di conseguenza, erroneamente riportati nelle piante che costituiscono gli allegati del trattato. In sede [d]i revisione dei confini i Delegati della S. Sede richiesero, così, la inclusione di zone di recente acquistate dallo Stato della Città del Vaticano e che per errore non erano state incluse nelle piante, zone che sono poi quelle indicate con colorazione
speciale nei disegni che allego alla presente perchè l'E.V. possa prenderne visione. [...]
IL DIRETTORE GENERALE = PRIMO DELEGATO DEL GOVERNO ITALIANO NELLA COMMISSIONE TECNICA MISTA INCARICATA DELL'ESAME DELLE QUESTIONI TECNICHE DIPENDENTI DAL TRATTATO LATERANENSE
F.to OREGLIA
ASD ASS b. 27 -- 330310
Telespresso N. 165/56 = RISERVATO URGENTE =
Ministero degli Affari Esteri Ufficio Affari con la S. Sede
Indirizzato a Sua Eccellenza il Conte Cesare Maria DE VECCHI di Val Cismon
Regio Ambasciatore presso la S. Sede
[Timbro] R. AMBASCIATA D'ITALIA presso la Santa Sede 1 MAR 1933 XI N. 4049 Pos. Trattato Lat.
Oggetto. SCHEMA DI CONVENZIONE TRA IL GOVERNO ITALIANO E LA SANTA SEDE PER LA PIU' PRECISA DETERMINAZIONE DI TALUNI PATTI DEL TRATTATO DELL'11 FEBBRAIO 1929
Il Capo della Delegazione Italiana nella Commissione Italo-Vaticana, incaricata di procedere ad una più particolareggiata delimitazione dei Confini dello Stato della Città del Vaticano rispetto a quelli risultanti dagli schizzi allegati al Trattato Lateranense e di regolare alcuni servizi pubblici del Vaticano stesso, ha inviato a questo Ministero, per eventuali obiezioni, l'unito schema di convenzione all'uopo predisposto da lui e dal Capo della Delegazione Vaticana. Allego altresì, ad ogni buon fine, la lettera con la quale quel Delegato ha accompagnato il progetto di convenzione.
Esaminato tale schema, quest'Amministrazione è stata portata a formulare in merito i rilievi risultanti dall'appunto qui annesso. Stimo ora di sottoporre all'Eccellenza Vostra tanto il progetto anzidetto quanto i rilievi di questo Ministero affinchè voglia compiacersi di farmi conoscere, con cortese sollecitudine, il suo parere sulle singole questioni di cui si tratta.
F.to Suvich [?]
SCHEMA DI CONVENZIONE TRA IL GOVERNO ITALIANO E LA SANTA SEDE PER LA PIU' PRECISA DETERMINAZIONE DI TALUNI PATTI DEL TRATTATO DELL'11 FEBBRAIO 1929 =
Premesso che i confini dello Stato della Città del Vaticano e delle varie zone ed edifici passati in assoluta proprietà della Santa Sede o per cui furono stabilite speciali agevolazioni sono indicati schematicamente nelle piccole piante formanti gli allegati I, II e III del Trattato, del quale costituiscono parte integrante: che ad evitare ogni e qualunque contestazione si rende opportuno di meglio precisare e di regolarizzare i confini stessi in base ai dati catastali ed ai più precisi accertamenti locali che solo ora fu dato di compiere; [...] Ritenuto che, dopo trattative
intercedute per la risoluzione delle varie questioni anzi accennate fra i delegati della Santa Sede e del Governo Italiano che costituiscono la commissione tecnica mista incaricata dell'esame delle questioni di carattere tecnico dipendenti dal Trattato, si è raggiunto nelle dette questioni il necessario accordo; [...] Si conviene e si stipula quanto appresso:
art. 1
i confini della Città del Vaticano, creati in virtù dell'Art. 3 del "Trattato Lateranense" e quelli delle zone ed edifici passati in proprietà della Santa Sede e per i quali furono stabilite speciali agevolazioni vengono precisati secondo le piante ed i dati catastali e le indicazioni risultanti dall'apposito allegato alla presente convenzione. [...]
Art. 3
Il Governo Italiano si impegna a mantenere a suo carico il servizio di illuminazione elettrica della Piazza di S. Pietro ed a provvedere alla manutenzione dei relativi impianti. [...]
Art. 9
Per tutto il perimetro dello Stato della Città del Vaticano sia negli edifici che nelle mura di cinta è vietata l'affissione. [...]
SCHEMA DI CONVENZIONE TRA IL GOVERNO ITALIANO E LA SANTA SEDE PER LA PIU' PRECISA DETERMINAZIONE DI TALUNI PATTI DEL TRATTATO DELL'11 FEBBRAIO 1929 =
Questo titolo non sembra esatto e neppure opportuno: a prescindere dal fatto che, per ormai costante consuetudine, negli Atti internazionali la Santa Sede ha la precedenza, è da considerare che l'attuale Commissione mista italo-vaticana non è chiamata a determinare con maggiore precisione taluni patti del Trattato Lateranense, ma solo a precisare meglio i confini della Città del Vaticano (dato che gli schizzi allegati al trattato stesso possono essere stati in qualche punto incompleti o che non abbiano tenuto sufficiente conto delle necessità insite nella topografia) ed altresì a regolare,
nelle loro linee sostanziali, alcuni servizi, in dipendenza del nuovo stato di cose che col Trattato si è venuto a costituire. Sembra, pertanto, che convenga modificare quel titolo come segue:
SCHEMA DI CONVENZIONE FRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO ITALIANO PER LA PIU' PARTICOLAREGGIATA DELIMITAZIONE DEI CONFINI DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO E PER REGOLARE TALUNI SERVIZI PUBBLICI [...]
Il preambolo, poi, a parte alcuni termini che sembrano da evitare anche perchè non in armonia, dal punto di vista giuridico e dell'interesse italiano, con quelli del Trattato Lateranense, è troppo lungo, in relazione a ciò che importa premettere.
Basterebbe forse dire in tal preambolo: "Premesso che i confini dello Stato della Città del Vaticano, delle zone e degli edifici passati in proprietà della Santa Sede, o per i quali sono state ammesse immunità, non sono indicati con sufficiente precisione sulle piante che costituiscono gli allegati I[,] II e III del Trattato Lateranense e che quindi conviene procedere a una più particolareggiata delimitazione dei confini stessi; [...] ma la sostanza e la portat[a] del progetto sembrano tali da richiamare una particolare attenzione. Si soprassiede dall'esaminare la portata dell'articolo 1,
poiché, concernendo esso la delimitazione dei confini e delle zone di cui sopra, contempla situazioni di fatto che non si possono valutare se non a mezzo di sopraluoghi. [...] Gli edifici e le mura essendo, infatti, proprietà del Vaticano, è esso che può vietare l'affissione. [...]
ASD AP 1931-1945 S. Sede b. 57 -- 330504
COPIA
IL CAPO DEL GOVERNO NOTA = B.
L'"introspetto" di cui si parla nel Trattato Lateranense del '29 ha un suo chiaro significato che non può essere sofisticato. Si tratta di evitare che sorgano edifici, dai quali si possa guardare dentro la Città del Vaticano e di demolire eventualmente quelli dai quali si possa "introspicere". Ciò è netto. La richiesta della Santa sede intesa a convertire "l'introspetto" in una "zona di rispetto" profonda ben 400 metri e sulla quale praticamente svanirebbe la sovranità dello Stato è assolutamente inammissibile, tocca l'impudenza, si deve respingerla nella maniera più formale e categorica e,
meglio ancora, rifiutare ogni ulteriore discussione in materia. Deploro che il delegato italiano nella Commissione Mista sia entrato in siffatto ordine di discussioni.
MUSSOLINI
4 maggio XI
S. 2/1
ASD AP 1931-1945 S. Sede b. 12 -- 330606
N° 2931
NUNZIATURA APOSTOLICA D'ITALIA
[Timbro] AFFARI SANTA SEDE REGISTRATO 10 GIU. 1933 Anno XI
Come è noto al Regio Governo, subito dopo la stipulazione dei Patti Lateranensi fu nominata dalle due Alte Parti una Commissione tecnica mista paritetica per esaminare le questioni di carattere tecnico dipendenti dal Trattato Lateranense. Detta Commissione cominciò i suoi lavori il 30 novembre del 1929 e li ha portati a compimento col redigere lo schema di una convenzione che qui si unisce in copia, e che è stata già approvata dai Commissari delle due Alte Parti. [Lo schema è presente nella busta N.d.R.] Lo schema di convenzione porta unite le tavole del Trattato Lateranense, nuovamente
delineate e precisate dai detti tecnici Commissari di ambo le parti, in base ai dati catastali nonchè ai più diligenti e diretti accertamenti. Il sottoscritto Nunzio Apostolico, per incarico della Santa Sede, ha l'onore di portare a conoscenza del Regio Governo che essa approva da sua parte la progettata convenzione, come pure le tavole allegate; ad eccezione della tavola riguardante la Basilica di San Paolo con gli edifizi annessi, essendo frattanto intervenuto in merito tra la Santa Sede e il Regio Governo uno speciale atto, stipulato tra le due Alte Parti il 30 marzo u.s., nel momento in
cui veniva trasferita alla Santa Sede dal Regio Governo la gestione ed amministrazione della Basilica ed annessi, con la consegna dei capitali occorrenti, a norma dell'art. 13 del Trattato. Lo scrivente pertanto prega S.E. il Ministro degli Affari Esteri di volergli cortesemente significare se anche da parte del Regio Governo è approvato il testo della convenzione con gli allegati suddetti, in modo che si possa addivenire alla firma. Il sottoscritto Nunzio Apostolico si vale dell'opportunità per rinnovare a Sua Eccellenza il Ministro degli Affari Esteri i sensi della sua più alta considerazione.
F.to F. Borgongini Duca
Nunzio Apostolico
A Sua Eccellenza l'On. BENITO MUSSOLINI
Capo del Governo
Regio Ministro degli Affari Esteri
ASD AP 1931-1945 S. Sede b. 12 -- 331106
Ministero degli Affari Esteri Ufficio Affari S. Sede
[A matita] Visto da V.E. il Capo del Governo 7-11-XII -
[A penna] d'accordo Suvich
APPUNTO
Nella precisazione dei confini della zona Vaticana è stato, da parte della Delegazione della S. Sede nella Commissione tecnica mista, chiesta la rettifica tanto per un triangolo di terreno situato a sinistra del colonnato berniniano quanto per una striscia di suolo a ridosso del colonnato stesso, adducendo che, solo per svista del disegnatore che riprodusse le mappe allegate al Trattato Lateranense, quelle due parti non furono tratteggiate al pari del restante territorio vaticano. Si allegano un esposto del Genio Civile di Roma e uno schizzo topografico relativo ai punti in questione.
Il triangolo di cui al primo punto è tratteggiato nello schizzo in bleu e contrasegnato con le lettere A, B, C. La striscia che fiancheggia il colonnato è, per contro, tratteggiata in giallo e contrasegnata con le lettere A, C, D, E, F. La Delegazione Italiana chiede istruzioni per le risposte da dare in merito alla Delegazione Vaticana. A riguardo questa Direzione Generale si pregia far presente che, per quanto concerne il triangolo, si può trattare effettivamente di una svista del disegnatore, come adduce la Delegazione Vaticana, tanto più perchè quel suolo, di lieve estensione e su parte
del quale sorge una chiesetta, era di proprietà del Vaticano anche prima dell'11 febbraio 1929, porta nel Catasto di Roma lo stesso numero di mappa (287) dei Palazzi Apostolici, ed è tuttora diviso, mediante muro, dalla striscia che fiancheggia il colonnato. Dichiarazioni nel senso anzidetto, e cioè di svista del disegnatore, sarebbe stata fatta, come risulta dall'esposto qui allegato, dallo stesso Conte Cozza che, a suo tempo, ebbe ad occuparsi della delimitazione dei confini vaticani. Non sembrerebbe pertanto che vi possano essere difficoltà ad aderire alle richieste della Delegazione
della S. Sede. Per quanto invece concerne la striscia di suolo aderente al colonnato berniniano, sebbene si tratti anche in questo caso, di zona di superficie limitata, questa Direzione Generale sarebbe d'avviso di fermarsi sulla questione di principio di non estendere i limiti del territorio vaticano. Nella fattispecie conforta questa tesi anche la circostanza che l'ultimo capoverso dell'art. 3 del Trattato Lateranense dispone quanto segue: "Quando la S. Sede, in vista di particolari funzioni, credesse di sottrarre temporaneamente la Piazza di S. Pietro al libero transito del pubblico,
le Autorità Italiane, almeno che non fossero invitate dall'Autorità competente a rimanere, si ritireranno al di là delle linee esterne del colonnato berniniano e del loro prolungamento." Si attendono le determinazioni di V.E. per darne comunicazione alla Delegazione Italiana.
F.to dev. P. Sandicchi
[Foglietto scritto a matita] Il triangolo in questione porta nel catasto di Roma il n.° di mappa 287 sotto il quale figurano i Palazzi Apostolici.
[N]otizia comunicata per telefono - oggi 3 nov. 1933 - XII - dall'ing. Sorbate del genio Civile di Roma, che si riserva di farmi avere dal catasto il documento ufficiale non appena lo riceverà[.]
CORPO REALE DEL GENIO CIVILE UFFICIO DI ROMA - SERVIZIO GENERALE
TRATTATO LATERANENSE
La Commissione Tecnica mista, incaricata dell'esame delle questioni di carattere tecnico dipendenti dal Trattato Lateranense, fin dalla 1^ adunanza, avvenuta il 30 novembre 1929, (vedere verbale relativo) ebbe a riconoscere che la delimitazione dei confini dello Stato della Città del Vaticano in alcuni tratti, data anche la piccola scala della pianta annessa al Trattato (Allegato 1) non era ben precisata e poteva prestarsi a diverse interpretazioni. Deliberava quindi di effettuare un sopraluogo per individuare quella parte della linea di confine che occorreva meglio precisare e di
esaminare poi sul posto anche la questione che rifletteva la linea stessa di confine nei pressi del Cimitero Teutonico e dell'Istituto Teutonico annesso. La Commissione esaminava inoltre in quella prima adunanza quella parte dell'art. 3 del Trattato che concerne la Piazza di S. Pietro, la quale pur essendo di proprietà della Santa Sede continuerà ad essere aperta al pubblico e soggetta ai poteri di polizia delle Autorità Italiane. La Commissione Tecnica durante il sopraluogo effettuato raccolse fra l'altro le dichiarazioni del Primo Rappresentante per il Governo Italiano
Cav. Di Gr. Cr. Conte Ing. Luigi Cozza e del rappresentante per la Santa Sede Comm. Ing. Leone Castelli secondo i quali il tratto di linea di confine dello Stato della Città del Vaticano compreso fra il cosiddetto portone di bronzo del Vaticano e la Porta Angelica avrebbe dovuto essere corretto per comprendervi l'appezzamento triangolare mistilineo, indicato colle lettere A, B, C nel tipo planimetrico qui annesso, il quale appezzamento è di proprietà della Santa Sede e fu omesso semplicemente per una svista del disegnatore che nel compilare la planimetria, allegato 1 del Trattato,
non tratteggiò il triangolo stesso al pari del restante territorio della Città del Vaticano, secondo era indicato nella minuta del disegno. La Commissione stessa nel decidere a suo tempo la posizione della fascia di lastre di travertino da costruirsi nella pavimentazione a delimitazione della Piazza di S. Pietro in prolungamento del colonnato berniniano, ebbe a consigliare l'apposizione di altro tratto di fascia fra il colonnato stesso e la Porta Angelica (tratto D-E dell'annesso tipo planimetrico) allo scopo di sottrarre al libero transito del pubblico la striscia di territorio A C D E F,
esterna al colonnato, unitamente a tutta la Piazza di S. Pietro, in occasione di particolari funzioni, evitando in tal modo che per tutta la lunghezza di tale striscia si dovessero stendere cordoni di polizia da parte dei due Stati, come viene fatto per tutto il restante perimetro della Piazza di S. Pietro. Dette modifiche e delimitazioni furono apportate, unitamente alle altre riflettenti il tratto presso il Cimitero Teutonico, nella planimetria generale dello Stato della Città del vaticano (allegato I del Trattato) la quale fu in tal modo presentata, unitamente alle altre planimetrie
del Trattato, alla firma dei componenti la Commissione tecnica mista nella 6^ adunanza tenutasi il 27 luglio 1932.
[Nella busta è presente "il tipo planimetrico" su carta acetata. N.d.R.]
ASD AP 1931-1945 S. Sede b. 12 -- 331111
MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI
IL DIRETTORE GENERALE DELL'EDILIZIA E DELLE OPERE IGIENICHE
Caro Sandicchi,
Non ho potuto portarti ieri sera, come ti avevo promesso, l'unita relazione, perchè soltanto molto tardi ho potuto avere la firma del collega Salatino.
Ad evitare ulteriori ritardi te la invio quest'oggi, restando a tua disposizione per tutti quei maggiori chiarimenti dei quali potessi avere bisogno.
Con cordiali saluti
[A matita] Tuo C. Oreglia
A S.E, SANDICCHI
Ministero Affari Esteri
CONCLUDENDO:
Le recriminazioni che hanno indotto i Delegati della Santa Sede a declinare il mandato sembrano in effetto ingiustificate per i seguenti motivi:
I° - Modificazione da apportarsi ai confini delle zone extraterritoriali
La questione esula dalla specifica competenza della Commissione in quanto non si tratta di una questione tecnica.
2° - Sistemazione della pavimentazione di Piazza S. Pietro
La Piazza S. Pietro è soggetta alla sovranità della Santa Sede ed in nessun articolo del Trattato Lateranense sono stabilite le condizioni in cui essa deve essere consegnata dal Governo Italiano. [...]
Roma, 10 Novembre 1933
F.to Cesare Oreglia, Domenico Bartolini, Paolo Salatino, Cesare Palazzo
ASD AP 1931-1945 S. Sede b. 12 -- 331113
- Urgente -
Ministero degli Affari Esteri
Direz. Gen.le T.A.S.S.A.P.
APPUNTO
È noto come lo schema di Convenzione predisposto dalla Commissione italo-vaticana per la precisazione dei confini sia stato trasmesso a questo Ministero, il quale, presi gli ordini superiori e inteso anche il R. Ambasciatore presso la S. Sede, ha fatto alcuni sostanziali rilievi ed altresì ha suggerito ritocchi nell'interesse non solamente nostro, ma della linea di quell'accordo di carattere complementare. Successivamente la Delegazione Italiana nella Commissione anzidetta ha chiesto istruzioni su alcuni punti (extraterritorialità, introspetto, manutenzione della Piazza di S. Pietro,
striscia di suolo dalla parte sinistra del colonnato berniniano) ed il nostro modo di vedere è stato subito comunicato al Capo della Delegazione. Data notizia del nostro punto di vista sulle singole questioni al Capo della Delegazione Vaticana, nell'adunanza della Commissione che ha avuto luogo il giorno successivo, la Delegazione stessa ha presentato l'unita dichiarazione firmata da ciascuno dei propri membri con la quale comunica di aver rassegnato il proprio mandato di fronte al nuovo progetto di Convenzione che modifica "radicalmente i concetti che hanno guidato i Commissari nei
loro studi e proposte". Dato che da parte nostra non si sarebbero potuti accettare senza grave pregiudizio i principi che figuravano in quel progetto, era naturale che la S. Sede facesse, di fronte alle nostre obiezioni, una simile mossa, e che, per rivalersi in qualche modo risollevasse la nota questione della mancata consegna di alcuni stabili considerati dal Trattato Lateranense. Questa della ritardata consegna degli stabili o per lo meno della voltura di essi e della corresponsione di un fitto al giorno della consegna è effettivamente una questione riguardo alla quale questo
Ministero da tempo insiste presso gli altri Dicasteri, ma che ancora non si è giunto a sistemare. Ma per incresciosa che possa essere tale questione è evidentemente molto meno grave di quelle che si stava per pregiudicare con lo schema di progetto anzidetto, come ad esempio quella della zona di rispetto di 400 metri, l'altra della estensione del principio di extraterritorialità e quella dell'indennità di milioni per riparazioni e migliorie alla Piazza di S. Pietro. Sembra pertanto, a questa Direzione Generale che non sia il caso di dar peso della mossa della Delegazione Vaticana
e che solo convenga sollecitare la soluzione delle questioni relative alla consegna dei Palazzi. Se la S. Sede vorrà riprendere comunque la precisazione dei confini non mancheremo di confermare come non possiamo allontanarci da nostri punti di vista basati in diritto e chiariremo come gli altri ritocchi proposti (non si tratta di un nuovo progetti di Convenzione secondo che la Delegazione terrebbe a sostenere, ma del progetto ritoccato) siamo nell'interesse reciproco. [...]
F.to Sandicchi
ASD ASS b. 6 -- 331115
MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI Ufficio Affari con la Santa Sede
Telespresso N. 0996/451
A Sua Eccellenza il Conte Cesare Maria de Vecchi di Val Cismon - Regio Ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede
Posizione S.
OGGETTO - COMMISSIONE PER LA PRECISAZIONE DEI CONFINI
Con riferimento alla precorsa corrispondenza sul progetto predisposto dalla Commissione sopraindicata, questo Ministero si pregia portare, ad ogni buon fine, a conoscenza dell'Eccellenza Vostra, che a suo tempo, furono comunicati alla Delegazione Italiana presso la Commissione stessa i punti di vista sostanziati dai quali il Regio Governo poteva allontanarsi e altresì le modifiche da apportare a quel progetto non solamente nell'interesse nostro ma della linea di quell'accordo di carattere complementare. Successivamente la Delegazione Italiana nella Commissione a[n]zidetta ha chiesto
istruzioni su alcuni punti (extraterritorialità, introspetto, manutenzione della Piazza di San Pietro, striscia di suolo dalla parte sinistra del Colonnato berniniano) e il nostro modo di vedere è stato subito comunicato al Capo della Delegazione. Data notizia del nostro punto di vista sulle singole questioni al Capo della Delegazione vaticana, nell'Adunanza della Commissione che ha avuto luogo il giorno successivo, la Delegazione stessa ha presentato la dichiarazione, qui unita in copia, firmata da ciascuno dei propri Membri, con la quale comunica di aver rassegnato il proprio mandato
di fronte al nuovo progetto di convenzione che modifica radicalmente i concetti che hanno guidato i Commissari nei loro studi e proposte. Si allega anche copia di un promemoria che al riguardo la Delegazione Italiana presso quella Delegazione ha diretto a questo Ministero, promemoria dal quale risultano le istruzioni impartite alla Delegazione stessa e che, per brevità, si omette di riportare. Quanto alla questione della ritardata consegna di alcuni degli edifici di cui al Trattato Lateranense, è noto all'Eccellenza Vostra come questo Ministero da tempo insista presso gli altri
competenti se non per la consegna per lo meno per la voltura catastale e per la corresponsione di un affitto fino al giorno dell'effettiva consegna di essi, ma per speciali contingenze non si è ancora giunti alla desiderata soluzione. [...]
F.to Suvich
PRO-MEMORIA PER S.E. IL MINISTRO DEGLI ESTERI
La Commissione tecnica mista, incaricata dell'esame delle questioni di carattere tecnico dipendenti dal Trattato Lateranense, durante il tempo trascorso dalla sua creazione, ha affrontato lo studio dei numerosi e completi problemi ad essa demandati per compito d'istinto, problemi che in massima erano poi i seguenti:
a) - Più precisa delimitazione dei confini della Città del Vaticano che in alcuni tratti, data anche la piccola scala della pianta annessa al Trattato, non risultavano ben individuati; Previ sopraluoghi ed in seguito ad accurati studi, la Commissione ha accertato quella parte delle linee di confine che occorreva meglio precisare ed ha anche esaminata la questione riflettente la linea di confine nei pressi del Cimitero Teutonico e dell'Istituto Teutonico annesso. In base a tali studi, che si sono poi estesi alla delimitazione di tutti gli altri immobili di pertinenza della S. Sede,
sia in virtù del Trattato sia per ulteriori acquisizioni intervenute, sono state compilate delle piante dettagliate che i delegati italiani hanno poi sottoposto al Ministero degli Esteri.
b) - È stato altresì studiato dalla Commissione, e successivamente attuato a cura del Governatorato di Roma, lo spostamento delle linee tranviarie nel tratto in cui invadevano le immediate adiacenze della Piazza S. Pietro, in connessione con il disposto dell'art. 3 dello Storico Accordo che stabilisce la facoltà della S. Sede, in vista di particolari funzioni, di sottrarre temporaneamente la piazza al libero transito del pubblico. Parimenti studiato è stato il problema della [d]elimitazione della Piazza di S. Pietro risolutosi, poi, col far seguire al nuovo cordolo di confine le linee
del colonnato berniniano, esclusi gli avancorpi, nella posizione, cioè già eseguita dal cordolo primitivo.
c) - È stata studiata la competenza della spesa per il restauro generale ed il completamento delle mura di recinzione della Città del Vaticano dal lato del Cimitero Teutonico e della Piazza del Risorgimento, sistemazione che poi è avvenuta a cura e spese del Governo Italiano. [...] Le relative espropriazioni sono in effetti avvenute a cura dl Ministero dei Lavori Pubblici il quale ebbe anzi ad effettuare la consegna formale alla Santa Sede della Villa Barberini, prima ancora che fossero state compiute le pratiche di espropriazione, mentre degli altri immobili, per cui non è ancora
intervenuta la formale consegna definitiva, la Santa Sede ha già il pieno godimento, sia perchè alcuni di essi sono già in suo possesso, sia perchè i rimanenti le furono consegnati in via provvisoria. È da soggiungere che trovansi attualmente in corso a cura del Ministero delle Finanze le pratiche per la consegna definitiva degli immobili stessi.
i) - Si è occupata la Commissione della questione inerente all'abbattimento del Palazzo Alicorni adiacente alla Piazza di S. Pietro, abbattimento che poi è avvenuto a cura del Governatorato di Roma. [...] Per quanto riguarda infine la domanda fatta dai Delegati della Santa Sede nei riguardi di una estensione del beneficio della extraterritorialità ad immobili od a parte dei beni di proprietà della Santa Sede non contemplati nel trattato, il Ministero degli Esteri fece presente con nota 26 gennaio 1933 - XI che i Delegati italiani avrebbero dovuto fare riserve "sempre che si tratti di
progetti di cessione alla Santa Sede di aree "contigue alla Città del Vaticano od agli edifici divenuti extraterritoriali in base al Trattato stesso." Ciò posto che i delegati del Governo Italiano formularono la seguente riserva da portarsi alla approvazione della Commissione: La Commissione deve dichiarare che ogni discussione o proposta circa estensioni della extraterritorialità ad aree contigue sia alla Città del vaticano, che ad edifici divenuti extraterritoriali in base al Trattato Lateranense esula dalla sua specifica competenza e delibera, pertanto, di non occuparsi di tale materia.
In seguito a tali precise istruzioni il 1° Delegato del Governo Italiano, anche per accordi presi con S.E. Sandicchi, ritenne opportuno di informare in un colloquio particolare il Primo delegato della S. Sede circa le dichiarazioni che in conformità alla istruzioni medesime egli avrebbe fatto alla Commissione Tecnica Mista nella convocazione già fissata per il 9 c.m. Il Primo Delegato della Santa Sede, Commendatore Momo, prese atto di tali informazioni riservandosi di comunicarle sia agli altri delegati che a S.E. Pacelli. Sta di fatto però che nell'adunanza predetta subito dopo la
lettura del Verbale della precedente seduta egli lesse la qui unita dichiarazione firmata da tutti i delegati della Santa Sede. Il primo delegato del Governo Italiano dati i termini della dichiarazione stessa, non potè che prenderne atto riservandosi di comunicarla all'On.le Ministero degli Esteri. [...]
CONCLUDENDO:
Le recriminazioni che hanno indotto i Delegati della Santa Sede a declinare il mandato sembrano in effetto ingiustificate per i seguenti motivi:
1°) - Modificazioni da apportarsi ai confini delle zone extraterritoriali. La questione esula dalla specifica competenza della Commissione in quanto non si tratta di una questione tecnica. [...]
Roma, li 10 Novembre 1933
F.to Cesare Oreglia, Domenico Bartolini, Paolo Salatino, Cesare Palazzo
ASD AP 1931-1945 S. Sede b. 57 -- 420427
Telespresso N. 14/000328/19
Ministero degli Affari Esteri A.E.M. IV
Indirizzato a REGIO MINISTERO DELL'INTERNO
Dir. Gen. Dei Culti
Oggetto: Trattato Lateranense - Progetti di costruzione su aree adiacenti alla Città del Vaticano - Zona di introspetto.
Riferimento: Nota di codesto R. Ministero n. 11850/XXX11-1 del 19 Novembre 1941.
Questo Ministero concorda con il parere espresso da codesta Amministrazione circa l'opportunità di definire la questione dell'introspetto nuovamente sollevata dalla Segreteria di Stato Vaticana. Difatti il prolungarsi della situazione esistente è causa di inconvenienti che converrebbe eliminare per le buone relazioni con la Santa Sede ed è senza dubbio pregiudizievole agli interessi dei privati per l'incertezza che ne deriva in materia di sopraelevazioni e di costruzioni sulle aree circostanti al perimetro della Città del Vaticano. Anche il Ministero dei Lavori Pubblici, quello della
Giustizia ed il Governatorato di Roma si sono pronunziati in favore di un regolamento definitivo [...]. Questo Ministero, richiamandosi al suo punto di vista espresso nel 1933 durante i lavori della Commissione tecnica mista italo-vaticana, ritiene però che oggi non si possa nè convenga giungere ad una soluzione della questione attraverso una nuova Convenzione. [...] Tale impegno convertirebbe quello già assunto con l'Art. 7 del Trattato Lateranense nella creazione di una vera e propria "zona di rispetto", criterio questo che venne da noi recisamente respinto nelle precedenti trattative
e condusse alla rottura dei lavori della Commissione mista. [...]
F.to Ciano
ACT f. 03 310 -- 420801
Der Rektor des Campo Santo Teutonico
Alla Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano
Oggetto: Cancello del Campo Santo Teutonico.
Qualche tempo fa il Comando della Gendarmeria Pontificia mi ha comunicato che la Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano volesse assicurarsi di un ingresso al territorio di questo stato di cui finora non disponeva, cioè del cancello di ferro del nostro cimitero che dà sulla Piazza del Circo Neroniano, e quindi avesse dato ordine di mettere, previo accordo con me, a questo cancello un lucchetto di modo che il cancello non potesse venire aperto senza cooperazione di ambo le parti interessate. Non posso non confessare che una misura di sorta mi preoccuperebbe molto per
la sicurezza della nostra casa e dei suoi inquilini. Da due anni vanno chiusi ogni sera i cancelli del territorio extraterritoriale a Piazza Sant'Offizio. Così le nostre comunicazioni dirette con Roma sono nottetempo tagliate. Se inoltre in seguito rimanesse serrato dall'esterno il nostro cancello in parola, ci sarebbero tolte pure quelle con la Città del Vaticano. Saremmo durante la notte completamente isolati in casa nostra. Questa sarebbe una situazione che ci minaccia pericoli gravissimi in casi di incidenti o disgrazie (malattia repentina, incendio, delitto, attacco dall'infuori,
bombardamento aereo) che bisogna ottenere assistenza immediata oppure darsi alla fuga. È vero, abbiamo a disposizione il nostro telefono e di fronte al portone della nostra casa un campanello destinato ad allarmare la Guardia Svizzera e, ancora di più, è sorvegliato il territorio Vaticano da sentinelle e pattuglie di gendarmi che potrebbero soccorrere anche ad una nostra necessità; ma come faremo, quando in questi tempi anormali per una combinazione straordinaria quei servizi verranno messi fuori funzione? Allora abbiamo da temere che un aiuto urgente od una fuga tempestiva non sia più
praticabile. Ho il sincero desiderio di venire incontro alla Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, in quanto io possa, e perciò mi permetto di proporle da parte mia una soluzione che essa voglia trarre in benevola considerazione: Io sono ben volentieri disposto a cedere la proprietà della chiave del cancello del nostro cimitero allo Stato della Città del Vaticano, ma da parte di questo la chiave rimane affidata a me finchè i tempi tornino normali. Allora la consegnerò senz'altro all'autorità Vaticana ed essa ne disporrà in seguito da sola. Intanto quale fiduciario
della Pontificia Commissione la terrei in custodia personale rinchiudendola nella mia cassa forte per preservarla da ogni abuso da parte di terze persone e per servircene esclusivamente in casi di estrema necessità. Per me s'intenderebbe da sè che io dovrei adempiere questo compito di fiducia con la massima scrupolosità. In questo riguardo la Pontificia Commissione potrebbe contare sulla mia lealtà assoluta, tanto più che sa con quanta esattezza ho sempre osservato le sue disposizioni. - Questa soluzione garantirebbe allo Stato della Città del Vaticano il dominio sull'ingresso in parola
ed a noi altri l'esclusione dei pericoli sopraindicati. Se fosse però inaccettabile alla Pontificia Commissione la mia proposta, preferirei che essa non insistesse sull'accordo originalmente previsto, ma si decidesse ad un atto unilaterale mettendo senz'altro il lucchetto al nostro cancello. Quell'accordo includerebbe per me il dover condividere la responsabilità per eventuali danni che risulterebbero da un mancato aiuto tempestivo od una fuga impedita in casi di infortuni verificatisi per la nostra casa, e mi priverebbe della scusa e dell'eccezione di forza maggiore contro i rimproveri e
le pretensioni su indennità di parti interessate (inquilini lesi, loro famiglie e rappresentanze ecclesiastiche e diplomatiche). - Assicuro appositamente la Pontificia Commissione che sopporterò anche una sua decisione per me dolorosa in silenzio, senza critica, con ogni rispetto dovuto all'augustissima persona del Sommo Pontefice in nome del quale escono le sue disposizioni. Nell'attuale affare la mia presa di posizione come l'ho esposta sopra, mi è suggerita da un solo motivo, cioè di mantenere la sicurezza dei sacerdoti delle religiose in casa nostra affidati alla mia doverosa protezione.
Insieme alla mia persona li raccomando alla benevolenza della Pontificia Commissione. Con perfetta osservanza devotissimo
F.to H.M. Stoeckle
mons. Ermanno Maria Stoeckle.
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