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   Il confine del territorio dell'exclave italiana di Campione d'Italia
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   A cura di Tullio Aebischer (t_aebischer@yahoo.it)

   La pubblicazione sul sito www.globalgeografia.com dei dati desunti dai verbali di demarcazione e da altri documenti facenti parte delle operazioni di demarcazione conservati presso l'Istituto Geografico Militare è stata concessa con l'autorizzazione n. 5915 del 09 giugno 2004. Tale autorizzazione non permette il download delle figure e/o la loro pubblicazione su altri siti Internet e/o supporti cartacei e/o multimediali. Inoltre, non è autorizzato l'utilizzo dei dati per altri fini.
 


   IL CONFINE

   Nel giugno 1921 una Commissione italo-svizzera effettuò una nuova dettagliata ricognizione del confine redigendo il verbale del 25 settembre 1923:

   "I confini del comune italiano di Campione, già feudo del convento di S. Ambrogio di Milano, circondato per ogni parte dai comuni svizzeri di Castagnola, Arogno e Bissone e dal lago, erano stati accertati nella convenzione fra la Svizzera e l'Italia del 5 ottobre 1861, alla quale è annesso un tipo alla scala di 1:4000.

   Sopra un percorso di circa m. 3351 erano stati piantati 14 termini.

   La Commissione incaricata nel 1901 di rivedere anche questa parte del confine italo-svizzero si era limitata a rinnovare alcuni termini deteriorati e a piantarne due nuovi, l'uno sulla sponda destra del ruscello detto "La Valle del Mulino di Caprino", che trovasi di fronte al numero 1 scolpito, nel 1861, in una roccia della sponda sinistra; l'altro sul ciglio occidentale della strada Campione-Bissone, che porta il n. 15 (vedi processo verbale del 12 agosto 1901).

   La Commissione sottoscritta incaricata di sistemare il confine italo-svizzero percorse nel giugno 1921 anche questo tratto della frontiera, e constatò che una migliore demarcazione della linea di confine era necessaria.

   A questo scopo fu dapprima praticata lungo il confine, nel folto bosco, una radura di m. 3, che dovrà essere mantenuta dai due Stati anche in avvenire (vedi processo verbale del 24 luglio 1921).

   Vennero poi intercalati 37 nuovi termini consistenti parte in targhe di ghisa sorrette da aste di ferro, parte in cippi di granito.

   Si è infine trovato conveniente di collocare sulla riva svizzera, di fronte a Campione, due termini di riferimento portanti le cifre 0 (zero) e 17, i quali segnano coi termini 0 e 17 sulla riva italiana i punti estremi di quella parte di lago che è compresa tra una sponda svizzera e una sponda italiana, e sulla quale perciò la sovranità dei due Stati si estende fino alla linea mediana dello specchio d'acqua.

   Al presente processo verbale va annesso un tipo planimetrico nella scala di 1:5000, ricavato dalla mappa di Campione e d'Arogno, il quale indica la posizione dei termini, i loro numeri e le quote di altitudine.

   [...] Tutti i termini nuovi di granito portano, oltre il numero d'ordine, il millesimo 1921, l'iniziale S sulla faccia rivolta verso la Svizzera e l'iniziale I su quella rivolta verso l'Italia.

   Le targhe portano sul lato verso la Svizzera la parola SVIZZERA ed il millesimo 1921, sul lato verso l'Italia la parola ITALIA ed il numero d'ordine.

   Le targhe sono lunghe m. 0.50, alte m. 0.35 e spesse m. 0.01 con cornice smussata agli spigoli e con lettere in rilievo. Il fondo è dipinto in bianco, le lettere e i numeri in rosso. Sono fermate con bulloni a vite ad aste di ferro a T alte circa 3 metri, dipinte in rosso e murate nel suolo presso i cippi di granito.

   Tutti i termini sono piantati sulla linea di confine, salvo la targa e il cippo n. 7 e la croce 6B, che si trovano sul ciglio di un sentiero che forma confine.

   I termini nuovi di granito sono lunghi m. 1 e interrati per metà in un basamento di calcestruzzo. Tutti i cippi, vecchi e nuovi, portano scolpiti sulla sommità i tratti di direzione, salvo i cippi 0 (zero) e 17 sulle due rive, i quali hanno la sommità a forma di diamante.

   I cippi del 1861 vennero consolidati in una base di calcestruzzo".

   Si decise durante quell'operazione di effettuare un taglio del bosco lungo il percorso dalla linea di confine per una fascia larga 3 m che si dovrà mantenere anche in futuro. Per rendere più visibili i luoghi dei termini di confine furono piantate delle targhe in metallo alte circa 3 m colorate di rosso e bianco. Allegati al processo verbale vi sono una planimetria alla scala di 1:5000 con la localizzazione dei termini (figg. 5a e 5b), una tabella con i dati della poligonale della linea di confine ed un'altra tabella con i dati sui termini di riferimento situati sulla sponda svizzera. In quest'occasione fu meglio definito il tracciato del confine tra i termini 6A e 7A. Per poter comprendere in parte il fatto che pur con tante demarcazioni si sono mantenute situazioni di tracciato così tortuose, bisogna considerare che anche il minimo trasferimento di territorio comporta un notevole lavoro di aggiornamento catastale che, probabilmente, non si è ritenuto giustificato eseguire.

   Confrontando le mappe del catasto teresiano e quelle della demarcazione degli anni Venti del XX secolo si possono evidenziare grosse differenze. A meno delle problematiche di proiezione e di grafismo che in questa sede non considereremo poiché ritenute non influenti vista l'esiguità dell'estensione territoriale, due sono i punti del confine che risultano interessanti.

   Il primo è quello in corrispondenza del tratto tra i termini 6A e 8. La planimetria moderna presenta un andamento tortuoso, mentre sulle mappe del teresiano in quel punto la linea di confine è ben definita con segmenti rettilinei.

   Il secondo tratto è tra l'angolo sud-orientale fino al lago. Sul teresiano il confine proveniente da nord prosegue ben oltre il termine 14 ed il tratto discendente al lago corre più a sud della Valle della Punta. Inoltre, in prossimità del lago la linea di confine discende perpendicolarmente alla riva senza seguire la strada fino alla chiesa della Madonna dei Ghirli come definito nel 1861. Ciò sembra avvalorare la tesi che il quadrilatero di terreno in prossimità della chiesa era di Campione.

   Tra il 1929 ed il 1936 fu effettuata una nuova ricognizione generale del confine italo-svizzero da Cima Garibaldi al Monte Dolent poiché la vecchia linea presentava tratti incippati, tratti con incippamento superfluo, tratti lungo i quali era necessario un nuovo incippamento. In questo contesto la documentazione era talvolta parziale o persino insufficiente. In base a ciò alla Commissione mista fu dato il compito di rivedere il vecchio incippamento per eseguire le necessarie operazioni di manutenzione, definire con sopralluoghi le divergenze in essere in alcuni tratti non incippati, eseguire la demarcazione dove necessario e/o mancante ed, infine, redigere un'esauriente documentazione descrittiva e tecnica della linea di confine. Rispetto alla precedente demarcazione degli anni Venti, fu aggiunto, nel 1935, un secondo termine 15 ad est del precedente costituito da un parallelepipedo di granito.

   Nel maggio 1943 furono riverniciate tutte le tabelle verticali perché arrugginite e tale manutenzione fu eseguita dalla Svizzera in base al punto C paragrafo b del REGOLAMENTO PER LA MANUTENZIONE DEI TERMINI DELL'INTERO CONFINE ITALO-SVIZZERO COMPRESO FRA PIZ LAT O PIZ LAD ED IL MONTE DOLENT allegato alla CONVENZIONE FRA LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA E IL REGNO D'ITALIA PER LA MANUTENZIONE DEI TERMINI DELL'INTERO CONFINE ITALO-SVIZZERO COMPRESO FRA PIZ LAT O PIZ LAD ED IL MONTE DOLENT del 24 luglio 1941 tuttora in vigore che le affida completamente questo tratto di confine italo-svizzero (GAZZETTA UFFICIALE, Suppl. Ord., n. 198 del 24 agosto 1942).

   L'ultimo importante lavoro di rettificazione del confine fu eseguito nel 1964 lungo la Valle della Punta a seguito dei lavori di canalizzazione e copertura di un tratto del riale. In quell'occasione furono demarcati sei nuovi punti di confine dei quali solo quattro identificati come termini con il progressivo 14 seguito da una lettera (figura 6).

   L'anno successivo, 1965, a seguito della demolizione di un muro di cinta lungo il confine, il termine 15 del 1901 ad ovest della strada venne sostituito con una targa orizzontale di bronzo di 20 x 20 cm incastonata nel manto stradale. Nel 1985 si dovette procedere ad una sua ridemarcazione a causa di lavori stradali che lo avevano spostato.

   I dettagli sui punti della linea di confine oggi in vigore sono riportati nella tab. 1.


   BIBLIOGRAFIA ED APPROFONDIMENTI

   ADAMI V., Storia documentata dei confini del Regno d'Italia, vol. II, parte II, Documenti, Confine italo-svizzero, Roma, 1926

   ADAMI V., Storia documentata dei confini del Regno d'Italia, vol. II, parte I, Narrazione, Confine italo-svizzero, Roma, 1927

   COMMISSIONE REVISIONE CONFINE ITALO-SVIZZERO. CIMA GARIBALDI - MONTE DOLENT, Libretto descrizione della linea di confine nel settore Cima di Cugn = Corno Gries, vol. II, Roma, 1941

   DEPARTMENT OF STATE USA, OFFICE OF THE GEOGRAPHER, Italy - Switzerland boundary, in International Boundary Study, 1961
(www.law.fsu.edu/library/collection/LimitsinSeas/numericalibs.php)

   PARENZAN T., La condizione giuridica dell'enclave di Campione d'Italia, Udine, 1969

   PEDRESCHI L., L'exclave italiano in terra svizzera di Campione d'Italia, in Rivista Geografica Italiana, anno 1958, vol. 64, p. 23

   ROVIDA G., Memorie storiche campionesi, a cura di Martinola G., Bellinzona, 1948

   SPATAFORA E., Le frontiere dell'Italia, Milano, 1979


   Le foto di alcuni termini di confine si possono trovare sul sito campione.enclaves.org, ma in alcuni casi il disegno dell'andamento della linea di confine non corrisponde alla realtà documentale e molti punti non sono stati considerati.

   L'Autore ha in programma un sopralluogo lungo la linea di confine di Campione d'Italia che permetterà di avere anche una documentazione fotografica attuale che verrà aggiunta.


   RINGRAZIAMENTI

   Si ringraziano il sig. Spatola della Sezione Geodetica dell'Istituto Geografico Militare (Firenze, Italia), il sig. Grandi della Sezione delle Bonifiche Fondiarie e del Catasto del Dipartimento delle Finanze e dell'Economia della Repubblica e Cantone Ticino (Bellinzona, Svizzera), il sig. Carmine dell'Archivio di Stato del Cantone Ticino (Bellinzona, Svizzera), la dr.ssa Ronchetti dell'Archivio di Stato di Como (Como, Italia), il personale dell'Archivio Storico Diplomatico (Ministero degli Affari Esteri, Roma, Italia) e della Biblioteca Militare Centrale Stato Maggiore dell'Esercito (Ministero della Difesa, Roma, Italia) per l'aiuto offertomi durante le ricerche dei documenti.

>>> Continua (mappa dei confini e tabella 1 - dettagli punti di confine)


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