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CHIACCHIERANDO... SUGLI ANTIPODI
Giova, per prima cosa, ricordare brevemente che cosa si intende per "antipodo". Ogni punto della superficie del nostro pianeta ha un antipodo, un luogo, cioè, che si trova esattamente all'estremità opposta del globo, tanto che una retta che parta dal luogo in cui ci si trova e scenda verticalmente verso il centro della Terra, se prolungata, uscirebbe sulla superficie terrestre proprio all'antipodo. La particolarità più affascinante dell'antipodo di un dato luogo è che risulta essere il punto della superficie terrestre da esso più lontano e che, per arrivarci, almeno teoricamente, vi sono intanto due strade, perfettamente uguali, o da una parte o dall'altra, lungo il meridiano (o verso sud, o verso nord).
Ma, se riflettiamo attentamente, ci accorgiamo che vi sono infiniti piani che tagliano la Terra in due emisferi uguali, passando da un determinato punto, per esempio Roma, oltre che naturalmente per il centro della Terra (in caso contrario non avremmo due emisferi). Basta che essi siano perpendicolari alla superficie terrestre nel punto considerato (Roma). Sicuramente il piano incontrerà, dall'altra parte della sfera, l'antipodo di Roma. Il ragionamento è più semplice se immaginiamo di essere al Polo Sud. In qualunque direzione ci muoviamo, proseguendo sempre dritti, arriviamo sicuramente al Polo Nord. Qui il tutto si comprende meglio, perché marceremmo, o navigheremmo, lungo uno degli infiniti meridiani, che collegano i due Poli. Lo stesso, a ben pensarci, avviene dovunque, anche se non si percorrono più dei meridiani, ma altri cerchi massimi. Pertanto, per raggiungere l'antipodo, o anche solo indicarne la direzione, non occorre andare o riferirsi ad una determinata direzione: tutte sono ugualmente buone.
Un devoto musulmano, che deve pregare tre volte al dì rivolto verso La Mecca, se si trova agli antipodi di questa città santa, puo' sicuramente inginocchiarsi verso qualunque direzione. Solo che, per essere in questa situazione, si dovrebbe necessariamente trovare su di una nave nel bel mezzo del Pacifico.
Per identificare l'antipodo di un determinato luogo, per esempio Voghera - che si trova quasi esattamente all'incrocio del 45° parallelo nord con il 9° meridiano est - occorre 1) trovare il parallelo che ha lo stesso grado, ma nell'emisfero opposto, in questo caso l'emisfero australe; perciò, nel nostro esempio, il 45° parallelo sud. E poi, 2) occorre identificare l'incrocio di questo parallelo con il meridiano ottenuto sottraendo il valore in gradi del luogo prescelto dal valore 180, che è il numero di gradi che contraddistingue il meridiano opposto a quello zero, detto di Greenwich (dalla località nei pressi di Londra, da dove è stato stabilito, nel 1883, che passasse il meridiano base per tutte le misurazioni).
Per inciso, mi piace far notare che Voghera, come tutte le località poste su questo parallelo, si trova in un punto equidistante fra il Polo Nord e l'Equatore: 5000 chilometri esatti da ambedue i posti. Cosa che, in Italia, capita ad Oulx, Moncalieri, Chieri, Valenza Po (in Piemonte), Cortemaggiore (in Emilia-Romagna), Suzzara (in Lombardia, come Voghera), e Taglio di Po (in Veneto).
Però occorre fare attenzione: c'è un elemento in più, rispetto all'identificazione del parallelo. Se il meridiano preso in considerazione (il 9°, nel nostro esempio) si trova ad est di Greenwich, bisogna cercare il meridiano posto ad est del 180° (nel nostro caso, il meridiano 171° ovest rispetto a Greenwich). Se invece il meridiano del luogo su cui stiamo calcolando si trova ad ovest del meridiano 0, occorre trovare il meridiano situato ad ovest del 180° (che si chiama "ad est di Greenwich").
E' intuitivo che l'antipodo, a parte i luoghi posti esattamente sull'Equatore, si trova sempre nell'emisfero opposto. Non solo nord/sud, ma anche "est da Greenwich/ovest da Greenwich". Mentre per i posti situati sull'Equatore, l'antipodo risulta pure sull'Equatore!
Grosso modo Quito, capitale dell'Ecuadòr, si trova agli antipodi della città di Pekanbaru, nell'isola di Sumatra, in Indonesia: tutte e due le città sono prossime all'Equatore, Quito un po' a sud della linea, Pekanbaru più a nord. Ma la corrispondenza dei due meridiani è perfetta.
Torniamo all'esempio di Voghera. L'antipodo si troverà lungo il 45° parallelo sud, all'incrocio con il meridiano 171° ovest da Greenwich. Nel mare posto "a destra" della Nuova Zelanda sulla cartina, ad est sia rispetto allo Stato sia rispetto al 180° meridiano; in mezzo al mare, come tutti i punti della superficie italiana (vedere anche il mio articolo sulle curiosità dell'Australia-Oceania).
Forse il diffuso errore, insegnatoci a scuola, che "la Nuova Zelanda si trova agli antipodi dell'Italia" nasce dal fatto che qualcuno ha considerato per sbaglio la longitudine, anzichè ad est, ad ovest del famoso 180° meridiano (nel qual caso molte nostre regioni avrebbero gli antipodi sul territorio di quel lontano Paese).
Inoltre, probabilmente, la forma della Nuova Zelanda, che si presenta simile all'Italia, ma rovesciata, ha suggestionato chi stava facendo questi calcoli, spingendolo ancor di più nell'errore.
Se vogliamo trovare l'antipodo della località chiamata Alenquer, nella regione dell'Estremadura, in Portogallo (pochi chilometri a nord di Lisbona), troviamo prima che questo paese si trova all'incrocio del 39° parallelo con il 9° meridiano, però ovest da Greenwich - distante esattamente 18° di longitudine da Voghera, anche se lungo un diverso parallelo - e l'antipodo è collocato all'incrocio fra il 39° parallelo sud e il 171° meridiano est da Greenwich.
Anch'esso in mare aperto, ben lontano dalle coste della bellissima Nuova Zelanda, questa volta ad ovest delle isole, nel mar di Tasmania.
Invece, per esempio, la città neozelandese di Palmerston North, situata a nord est della capitale della Nazione, Wellington, si trova esattamente agli antipodi della cittadina spagnola di San Martin de Valdeiglesias, situata una sessantina di chilometri ad ovest di Madrid.
Dodici anni fa, dopo aver cercato se esistevano due agglomerati urbani situati agli antipodi, ed avendo scoperto il caso sopra citato, ho scritto ai rispettivi sindaci, suggerendo un gemellaggio fra le due località, gemellaggio, a mio avviso, di enorme significato, molto più di tante altre caratteristiche secondarie che suggeriscono di creare un gemellaggio (antiche università, uguale data di fondazione, fiumi che attraversano l'abitato, industrie che producono uguali prodotti, ed altre sciocchezzuole). Il sindaco di Palmerston North mi ha risposto, entusiasta dell'idea, dicendomi che avrebbe scritto al suo collega spagnolo. Il quale però (si chiama alcalde, in Spagna), durante una mia visita nel suo studio di sindaco, mi ha spiegato che avevano poche risorse finanziarie per poter intraprendere le pratiche per il gemellaggio, che anch'egli riteneva eccezionale. Il costosissimo viaggio in Nuova Zelanda, eccetera, non poteva essere sostenuto dalle casse della cittadina spagnola, celebre per la produzione di buoni vini. Io, lo confesso, avevo presentato questa singolare proposta con la speranza di essere invitato (tutto spesato) in Nuova Zelanda per la cerimonia di gemellaggio, in qualità di ideatore. Ma mi è andata male...
Spero, quando avrò un po' di tempo, di cercare un'altra "strana coppia", ma di due località ricche, i cui amministratori possano permettersi questi costosi capricci.
Vito La Colla
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