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Parlando di capi di Stato
Alcune curiosità sui capi di Stato.
Che sono dei personaggi alquanto "strani". Infatti noi conosciamo alcuni di loro nei Paesi più noti, o importanti (la regina del Regno Unito, Elisabetta II, oppure il re di Spagna Giovanni Carlo, o il presidente statunitense, Bush). Ma, di molti Stati importanti, anche europei, conosciamo molto meglio il primo ministro, che il presidente della Repubblica, o il sovrano.
Esempio: tutti sanno chi è il cancelliere tedesco, Schröder, ma quasi nessuno sa chi è il presidente della Repubblica (che si chiama Horst Köhler); lo stesso in Portogallo, almeno quando c'era ancora il primo ministro Barroso; o in Grecia, in Polonia, in Finlandia, Nazioni delle quali i giornalisti citano quasi sempre, e a ragione, i primi ministri, che determinano la politica, o fanno interventi nella UE.
Ma il capo dello Stato, in ogni Paese del mondo, è il primo cittadino, la persona che rappresenta lo Stato all'estero, la persona che "incarna", anche se pochi se ne accorgono, la sovranità della Nazione di cui è, almeno nominalmente, a capo.
Durante il Fascismo, in Italia Mussolini era quello che comandava, ma non era il capo di Stato, carica che toccava al re, Vittorio Emanuele III. Così anche Hitler, nel primo anno di dittatura (1933): il presidente era Hindenburg, ma l'anno dopo scomparve, e subito Hitler occupò anche la carica di capo dello Stato.
Pure nell'URSS, Stalin era il despota indiscusso, ma il capo dello Stato, negli anni Trenta e Quaranta, è stato Kalinin, e poi Schvernik. Solo con Breznev le due cariche si fusero.
Nei tg, anche oggi, appare spesso il primo ministro norvegese, Bondevik (ripreso recentemente, profondamente turbato dopo la visita alle rovine delle coste dell'Oceano Indiano), ma non si vede quasi mai il re Harald, che è sul trono da 14 anni. Lo stesso capita per il capo del governo danese Rasmussen, mentre è quasi ignota ai media la regina Margherita. Analogamente capita per il Lussemburgo, l'Olanda, Israele (Sharon non riveste la carica di capo dello Stato, che spetta a Katsav, di cui non si parla quasi mai, sulla stampa).
In America, inteso come continente, le cose vanno diversamente, e sapete perché? Ma perchè in America tutti o quasi gli Stati sono repubbliche presidenziali, in cui le cariche di capo dello Stato e capo del Governo coincidono (Bush, il presidente messicano Fox, il presidente argentino Kirchner, quello brasiliano Lula da Silva, e così via).
Poi vi sono il Giappone, in cui è famosissimo l'imperatore (l'unico rimasto al mondo), anche se si vede raramente in TV. In India, il capo dello Stato è quasi sconosciuto sui media (Kalam), mentre molti conoscono Vajpayee, il capo del Governo.
Però, anche se quasi sconosciuti, i capi di Stato rivestono grande importanza formale.
Quando un capo di Stato muore, in tutti i Parlamenti del mondo ha luogo una commemorazione (anche se i giornali spesso ignorano il fatto, la notizia), la bandiera nazionale di ogni Stato del mondo viene issata a mezz'asta sugli edifici pubblici (anche se lo Stato è poco importante, o piccolo), nelle ambasciate del Paese il capo del Governo ospitante si reca a firmare il registro esposto, e ogni legazione, o prima o poi, organizza una cerimonia rievocatica, anche talvolta religiosa, cui presenziano le alte cariche dello Stato.
Per tutto quanto detto, la figura del capo dello Stato (sovrano o presidente di Repubblica) riveste un'importanza, anche se non nota e pubblicizzata, che non si esita a definire notevole, anche - e in qualche caso solamente - come simbolo della sua Nazione, e segno di unità nazionale.
Basti pensare alle cerimonie solenni per la visita ufficiale di un capo di Stato in Italia, o alla recente visita ufficiale del presidente Ciampi in Cina.
E adesso, una rassegna di curiosità e dati poco noti sui capi di Stato nel mondo.
1 - La Nazione del mondo che ha il proprio capo di Stato che dura in carica meno tempo, è uno Stato che confina con l'Italia: la Repubblica di San Marino, i cui Capitani Reggenti durano in carica solo sei mesi. San Marino è inoltre l'unico Stato al mondo in cui, effettivamente, la carica di capo dello Stato è esercitata congiuntamente da due persone. Ad Andorra c'è un caso analogo, ma è solo formale, non sostanziale.
2 - Il secondo Paese in questa graduatoria (breve durata in carica del capo dello Stato) è pure, stranamente, una Nazione che confina con l'Italia. La Svizzera ha il presidente della Confederazione che rimane in carica solo un anno.
3 - Il capo di Stato che è attualmente da più tempo in carica è il sovrano della Thailandia, re Bhumibol Aduljadet, che siede sul trono di Bangkok dal 1946. L'anno prossimo saranno sessant'anni, un primato veramente eccezionale. Il secondo e il terzo, in questa graduatoria, sono due sovrani europei: il principe di Monaco, dal 1949, e la regina del Regno Unito, dal 1952.
Nel secolo XIX la regina inglese Vittoria rimase sul trono per ben sessantaquattro anni, dal 1837 al 1901.
4 - Forse, tranne nel caso citato, non è mai successo che due capi di Stato, che sono in carica quasi contemporaneamente in due Paesi, si chiamino allo stesso modo. E' accaduto alcuni anni fa, nel 1993, quando il presidente di Israele si chiamava Chaim Herzog. Cessò dalla sua carica proprio a metà di quell'anno. Nel 1994 venne eletto, in Germania, il presidente federale: Roman Herzog.
E non basta. A Chaim Herzog succedette nella carica il presidente Weizman, mentre il predecessore di Roman Herzog si chiamava Weizsäcker. Tutti e due con quel "Weiz" iniziale...
5 - E' capitato mai che due capi di Stato muoiano nello stesso incidente o attentato? Sì, e anche recentemente. Un elicottero precipitato una quindicina di anni fa in Africa, forse per un attentato, recava a bordo i presidenti di due Stati di quel continente.
6 - Ecco adesso una stranezza accettata da tutti, senza tante obiezioni, ma che risulta, oggettivamente, discutibile.
Nelle monarchie dove un re è il capo di Stato, la moglie si chiama regina, e non principessa consorte. Mentre nei regni in cui il capo dello Stato è una donna - la regina - suo marito non ha il titolo di re (magari di re-consorte) bensì di principe consorte. Una disparità strana, anche se accolta in genere senza polemiche, ma che sottolinea una differenza fra i sessi, questa volta a scapito degli uomini.
7 - In Gran Bretagna, la regina Elisabetta II, salita al trono nel febbrario 1952, è stata incoronata, con la solenne cerimonia tipica della corte inglese, solo sedici mesi dopo, nel giugno del 1953. Il motivo di questo fatto piuttosto eccezionale non mi è noto, e spero che qualche lettore mi comunichi qualcosa al riguardo. In altre monarchie l'insediamento solenne, e l'incoronazione, avvengono molto prima: nel Papato, il Pontefice veniva incoronato due settimane al massimo dopo la sua elezione. Adesso la cerimonia è detta intronizzazione, e avviene anch'essa subito dopo l'elezione del nuovo Papa.
8 - Alcune monarchie sono elettive. Il caso più noto è quello della Città del Vaticano, che è una monarchia assoluta. In essa il sovrano, che è il Sommo Pontefice, viene eletto dai cardinali, riuniti in Conclave nella Cappella Sistina. E nel più grande segreto.
E' curioso far notare che l'assemblea che elegge il Papa, chiamata Sacro Collegio, è formata da persone appartenenti a decine di nazionalità diverse. E non da cittadini dello Stato, se non in misura minoritaria. Un caso unico al mondo, a ben pensarci.
Altro caso sono gli Emirati Arabi Uniti e la Malaysia, in Asia. Gli Emirati (ex "Costa dei Pirati") sono sette, e i capi di ogni Emirato, ognuno dei quali è sovrano assoluto nel suo territorio, eleggono fra di loro un capo dello Stato federale, un monarca.
In Malaysia vi sono 13 Stati. I loro capi, che possono essere cariche elettive (tipo presidenti) o monarchi, si riuniscono ogni cinque anni, ed eleggono il cosiddetto Yang di Pertuan Agong, che è il capo supremo della federazione: perciò un monarca elettivo.
Anche Andorra si puo' considerare una monarchia elettiva. Infatti i due capi di Stato formali, che sono il presidente della Repubblica francese e il vescovo spagnolo di Urgel, vengono eletti o nominati. Il capo dello Stato francese viene eletto dai cittadini francesi, il vescovo di Urgel viene nominato dal Papa.
Nel piccolissimo Parlamento andorrano, nella capitale dello Stato Andorra la Vella, e proprio per questo fatto, il ritratto del Pontefice regnante campeggia nell'aula, ed è posto sopra quelli dei due co-principi in carica.
9 - Alcuni sovrani europei vengono chiamati, in Italia, con il loro nome originale, nella lingua del loro Paese. Essi sono re Juan Carlos di Spagna, la regina Margrethe di Danimarca, il granduca Jean del Lussemburgo, il principe Hans Adam del Liechtenstein; e possiamo aggiungerci il re Mohammed del Marocco.
Invece i sovrani di Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Svezia e Monaco hanno il loro nome tradotto in italiano. Elisabetta, Alberto, Beatrice, Gustavo Adolfo, Ranieri.
Il nonno dell'attuale re del Marocco si chiamava Maometto V, mentre il nipote si chiama Mohammed VI. In Norvegia il re si chiama Harald, e il suo nome rimane così, non tradotto, anche perchè non credo che esista in Italia un nome "Araldo".
Non so il motivo di queste diverse denominazioni; puo' essere che qualche giornalista abbia cominciato a chiamarli così, e l'uso si è diffuso.
Anche per alcuni Stati è avvenuto questo. Un tempo le Fiji si chiamavano, da noi, le Figi; e così la Jamaica si scriveva Giamaica. E nessuno scriveva "Barcelona" ma l'italianizzato "Barcellona".
La moda cambia, col tempo, anche per i nomi dei reali o degli Stati.
Ma è utile ricordare, e far osservare, che la famiglia reale britannica ha i suoi membri chiamati, in Italia, secondo regole ondivaghe. Elisabetta, la regina, ha il nome in italiano, mentre la sorella della regina aveva il nome inglese, Margaret. Così succede per i nipoti della regina, Guglielmo e Enrico, che vengono chiamati William e Harry; mentre il loro padre, erede al trono, è Carlo, e non Charles.
In Spagna si chiamano con il nome spagnolo il sovrano Juan Carlos e l'erede al trono, Felipe. Dimenticando che gli storici e famosissimi re di secoli fa erano Carlo V, e non Carlos V, e Filippo II, e non Felipe II.
10 - A capo delle monarchie non vi sono i re, come dicono molti giornalisti, bensì i sovrani (che possono anche essere re). Infatti ci sono diverse monarchie dove il capo dello Stato non è un re: i principati del Liechtenstein, o di Monaco; il granducato del Lussemburgo; la Città del Vaticano; e tutti gli emirati e i sultanati. Sono tutti sovrani, ma solo alcuni sono anche dei re.
11 - Se un sovrano muore. e il principe ereditario non ha ancora raggiunto la maggiore età, la legge dispone che egli diventi il re, però non possa esercitare il suo potere finché non raggiungerà la maggiore età. Nel frattempo, i poteri sono affidati, dal Parlamento o dal Consiglio della Corona, al cosiddetto Reggente. E' molto che ciò non capita ma, per esempio, re Hussein di Giordania salì al trono minorenne, ed ebbe un reggente per poco tempo.
Diverso è il caso dell'Ungheria, fra le due guerre: lo Stato era una monarchia, ma il re non si trovava, o non si voleva sceglierlo. Si decise di mettere a capo dello Stato un reggente, che era l'ammiraglio Hörthy, che tenne per molti anni questa singolare carica: un regno senza re. In Spagna, dopo la rivoluzione conclusasi nel 1938, lo Stato rimase monarchico, ma il capo dello Stato, provvisoriamente (si fa per dire), era il generalissimo Franco, che detenne la carica fino alla sua morte, nel 1975.
12 - Il sovrano dei Belgi precedente all'attuale, Alberto, era suo fratello Baldovino, che morì nell'agosto del 1993. Questo re, molto amato dai suoi sudditi, e di grande prestigio nell'ambiente internazionale, fu protagonista di un episodio che non esiterei a definire eccezionale.
Nell'aprile 1990 arrivò alla sua firma la legge, da poco votata dal parlamento di Bruxelles, che istituiva in Belgio l'aborto legale. Re Baldovino, animato da profonda fede religiosa, non si sentì di firmare questa legge, che egli riteneva lesiva dei principi cattolici in cui fermamente credeva, e risolse, d'accordo con il primo ministro democristiano, il dilemma - firmare, non firmare - con un "escamotage" di fine aspetto giuridico. Il governo, dopo animate discussioni, decise di "sospendere" il sovrano per due giorni, applicando una norma costituzionale che prevede l'impossibilità del re di regnare quando "sia matto, malato o prigioniero". Nessuna di queste condizioni era applicabile, naturalmente, ma, con una forzatura (che sollevò le ire dell'opposizione) fu decisa questa soluzione, piuttosto surreale, e la legge sull'aborto venne promulgata mentre il sovrano era sospeso dalle sue funzioni. Subito dopo il parlamento lo reintegrò nelle sue prerogative, e l'incidente, veramente singolare, si compose in questo modo.
Così Baldovino riprese le sue funzioni regali, avendo schivato con questo espediente un po' cavilloso il gesto di apporre la sua firma sotto un documento di cui non condivideva il contenuto.
13 - Nel Nepal, quattro anni fa, una tremenda strage uccise, mentre erano a cena, il re Birendra, la regina, e cinque principi reali. L'autore venne indicato nel figlio del sovrano, il principe ereditario Dipendra, 29 anni, che avrebbe sparato all'impazzata in un raptus di follia omicida. Il principe poi puntò l'arma contro se stesso e si ferì in modo molto grave. Fu ricoverato in una clinica e dopo due giorni morì. Ebbene, in questo breve periodo, egli venne proclamato nuovo sovrano, nonostante il gravissimo reato di cui era incolpato: regicidio e parricidio plurimo, e omicidio.
Alla sua morte divenne re del Nepal il fratello del padre appena ucciso, che siede attualmente sul trono di Katmandu: re Gyanendra.
Un caso veramente pirandelliano, quasi medioevale, in quel remoto e fiabesco regno himalaiano.
Vito La Colla
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