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  IL MONDO » CONFINI AEREI

   1. Introduzione storica

   Il volo, il librarsi nel cielo rimase un gioco della fantasia e della letteratura fino al 4 giugno 1783 quando i fratelli Joseph Michel e Jacques Etienne Montgolfier fecero volare, senza equipaggio, la mongolfiera o aerostato ad aria calda fino all'altezza di 2 km. Nove giorni più tardi Charles provò con successo a librare in aria un pallone gonfiato con idrogeno, gas scoperto una ventina di anni prima da Cavendish. Nel 1785 il marchese d'Arlandes effettuò la prima trasvolata di Parigi, mentre nello stesso anno Jeffries e Blanchard compirono l'attraversata della Manica. Nel settembre 1849 il francese Arban fu il primo trasvolatore delle Alpi volando da Marsiglia a Torino.

   Il successo dei palloni aerostatici distrasse gli inventori dallo studio del volo aerodinamico ad ali fisse, ma nel 1804 Cagley iniziò la sperimentazione di un aliante. Il 2 luglio 1900 il conte von Zeppelin compì il primo volo con un dirigibile a struttura rigida gonfiato con idrogeno e dotato di due motori a scoppio. Nuovi esperimenti con alianti monoplani, biplani e triplani vennero compiuti in Germania verso la fine del XIX secolo da Lilienthal.

   Nel 1903 i fratelli Orville e Wilbur Wright, compresa la natura delle forze che determinano, con il movimento, il sostentamento delle ali (portanza), introdussero il timone verticale e le estremità mobili dell'ala per poter controllare i movimenti d'imbardata (rotazione del velivolo intorno al suo asse longitudinale passante per il baricentro) e di rollio (rotazione del velivolo intorno al suo asse verticale passante per il baricentro). Il 17 dicembre, a Kill Devils Hill (USA), i fratelli Wright compirono 4 voli con il Flyer I: la prima volta nella storia in cui una macchina guidata dall'uomo avesse decollato con potenza propria, volato sotto controllo ed atterrato in un luogo che non fosse più basso di quello di partenza.

   In analogia con ciò che si ha per il mare, solo la pratica e le possibilità concrete di muoversi in un nuovo elemento hanno segnato l'inizio della regolamentazione del volo. Infatti, è del 23 aprile 1784 una direttiva della polizia francese che permetteva i voli di pallone previa autorizzazione. In tale atto, però, si deve vedere l'intento di prevenire incidenti che di porre vincoli all'utilizzo dei cieli.

   Il primo tentativo moderno di regolamentazione della navigazione aerea lo si ebbe nel 1910 in occasione dei ripetuti voli di palloni tedeschi sul territorio francese.

   Così come per lo spazio più prossimo alla Terra, l'interesse a come fruire lo spazio dell'alta atmosfera ed, addirittura, al di sopra di essa ha comportato l'inizio di un nuovo diritto. In questo ambito la storia ci propone il primo passaggio nello spazio extra-atmosferico eseguito dai razzi tedeschi V2 durante la IIa Guerra Mondiale avendo raggiunto l'altezza di circa 215 km. Il primo volo orbitale, invece, fu eseguito il 4 ottobre 1957 con il satellite artificiale Sputnik I lanciato dall'ex Unione Sovietica. Il primo uomo in orbita intorno alla Terra, il 12 aprile 1961, fu il sovietico Gagarin, mentre il primo uomo sulla Luna, ossia su un corpo celeste esterno alla Terra, fu l'americano Armstrong il 20 luglio 1969. Questi avvenimenti, come l'inizio del lancio delle sonde interplanetarie (Pioneer, Mariner, Viking, Voyager, ecc.), resero e rendono necessaria la regolamentazione non solo dello spazio extra-atmosferico, ma anche la definizione dello status dello spazio cosmico e dei corpi celesti.

   Nel presente scritto si esporranno le problematiche che il volo ha sollevato nella definizione del suo ambito operativo. In tale excursus la storia ci propone due approcci, possiamo affermare, quasi opposti. L'approccio spaziale nel quale si rende necessario definire fisicamente i limiti di azione e, quindi, di sovranità, ed in un secondo momento gli atti leciti o illeciti. Al contrario, l'approccio funzionale accetta le difficoltà della delimitazione spaziale, come vedremo, e propone una legislazione basata su ciò che è lecito ed illecito considerando gli oggetti celesti bene dell'umanità (res communis omnium).

   Considerando per primo l'approccio spaziale e prendendo ad esempio gli ambienti marino e terrestre, l'identificazione dello spazio di sovranità richiede dal punto di vista geometrico una delimitazione sia laterale che verticale. Inoltre, bisogna osservare che gli "oggetti" che dovremo utilizzare in tale sistema di delimitazione saranno necessariamente geometrici (piani e volumi) poiché siamo in un ambiente privo di caratteristiche morfologiche fisse come la terraferma.


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