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  IL MONDO » GEOGRAFIA ASTRONOMICA

   QUATTRO PARALLELI... MISTERIOSI
   Si sente talvolta dire, in giro: "Quest'estate voglio fare un bel viaggio ai tropici..." oppure: "Siamo stati un mese fa in Norvegia, e siamo arrivati fino al circolo polare artico. Che bello!..."

   Va bene, buon divertimento ai nostri amici ma...cos'è un tropico? Quanti sono, e che cosa rappresentano, in realtà?

   E' innanzitutto il caso di dire che con l'espressione "i tropici" non si intendono esattamente i due paralleli, bensì le regioni che si trovano su per giù a quelle latitudini, dove il mare è blu, le coste sono paradisiache, i palmizi si spingono fino alle spiagge, la temperatura è mite e rinfrescata da piacevoli brezze. Insomma, un posto ideale per le vacanze, dopo lo stress dell'ufficio.

   E che succede al circolo polare artico? Spesso si sente dire che là ci sono sei mesi di luce e sei mesi di notte. Purtroppo moltissime persone confondono il circolo polare con il polo nord. Solo qui, in questo punto in capo al mondo, abbiamo un semestre di notte senza fine, seguito da un semestre di illuminazione solare continua.

   E allora è meglio fare qualche discorso più approfondito su questi quattro paralleli. Sì, perché sono proprio quattro, due tropici (del Cancro e del Capricorno) e due circoli polari (antartico e artico).

   Sulla superficie della nostra vecchia Terra sono disegnati, come tutti sanno, i paralleli e i meridiani, che formano un invisibile reticolo che ci permette, con due numeri, di saper localizzare esattamente un posto qualunque. Cinque paralleli sono "più importanti degli altri". Essi sono l'equatore, i due tropici e i due circoli polari.

   Mentre, riguardo all'equatore, tutti sanno dire che è l'insieme dei punti equidistanti dai due poli, e che divide in due emisferi uguali la superficie terrestre, meno diffusa è la conoscenza del significato e delle caratteristiche degli altri quattro paralleli.

   Diciamo subito che se, per ipotesi, l'asse di rotazione terrestre fosse perpendicolare al piano dell'eclittica, al piano, cioè, su cui giace l'orbita che la Terra percorre attorno al Sole, continueremmo ad avere i due poli e l'equatore, ma non esisterebbero i due tropici e i due circoli polari. Questi quattro caratteristici paralleli nascono proprio per l'inclinazione dell'asse attorno al quale la Terra ruota perennemente, asse che risulta inclinato, rispetto al citato piano dell'eclittica, di 66° 33'. Le diverse collocazioni dell'emisfero illuminato dal Sole e di quello immerso nella notte, in riferimento alla superficie del globo terrestre nei vari periodi dell'anno - per esempio quando l'asse terrestre è in una posizione tale che il polo nord è disposto verso il Sole e quello sud dalla parte opposta - determinano diverse situazioni.

   Puo' quindi capitare che in un periodo dell'anno un'estesa zona attorno al polo nord sia continuamente sottoposta ai raggi solari, durante il movimento della Terra attorno al proprio asse. Puo' capitare che in alcune regioni della superficie terrestre il Sole si trovi esattamente sulla verticale dell'osservatore, al momento del mezzogiorno. In altre zone ciò non puo' mai capitare. Ecco nascere i due circoli polari e i due tropici. Essi delimitano alcune aree del globo in cui avvengono i fenomeni or ora accennati. Queste sono: la zona torrida, racchiusa fra i due tropici; due zone temperate, delimitate da un tropico e un circolo polare; e infine due calotte polari, ciascuna delimitata da un circolo polare, che racchiudono la superficie rimanente, e al centro di ognuna delle quali si trova un polo.

   Nei due giorni dell'equinozio, quello di primavera (20 marzo) e quello dell'autunno (23 settembre) il confine fra l'emisfero illuminato e quello in ombra coincide con un meridiano, e passa perciò dai due poli. In tutti gli altri giorni dell'anno questo non avviene più, e luoghi che si trovano in prossimità dei due poli rimangono per un numero di giorni più o meno alto immersi nella luce solare, oppure nella notte continua.

   I TROPICI
   Vi sono, allora, due tropici, uno detto del Cancro - a nord dell'equatore - e uno chiamato del Capricorno - a sud dell'equatore. Si trovano, ognuno nel proprio emisfero, alla latitudine di 23° 27'.

   La zona torrida, fascia della superficie terrestre che risulta racchiusa fra i due tropici, è l'unica zona della Terra dalla quale si possa osservare, ogni tanto, il fenomeno del Sole allo zenith, nell'istante del mezzogiorno locale. Quando questo capita, all'esatto mezzogiorno astronomico di un determinato punto, il Sole si trova nel punto più alto della volta celeste, esattamente sulla verticale dell'osservatore (lo zenith) - in astronomia si dice che "culmina allo zenith" - tanto che le ombre degli edifici o dei pali scompaiono del tutto. Il fascio di raggi proveniente dal nostro astro cade perpendicolarmente sul suolo e, fra l'altro, è possibile osservare l'immagine del disco solare nel fondo dei pozzi, riflesso dall'acqua anche a decine di metri di profondità. Questo fenomeno, che alle nostre latitudini non puo' mai avvenire, accade al tropico del Cancro il 21 giugno, solstizio d'estate (sotto il segno del Cancro, che inizia proprio quel giorno), mentre si puo' osservare il 21 dicembre, solstizio d'inverno, al tropico del Capricorno.

   Esattamente lungo i due tropici, questo fenomeno si vede una sola volta all'anno, mentre nel resto della zona torrida si osserva due volte, perché questo fenomeno, in realtà non molto appariscente, si "sposta" lungo i paralleli, data dopo data. All'equatore si puo' osservare il fenomeno alla data dei due equinozi, a marzo e a settembre, mentre negli altri punti a date fisse, stabilite per ogni luogo geografico. Per esempio, in una determinata città dell'Africa il fenomeno del Sole allo zenith si osserva sempre il primo giugno e il primo novembre, in un altra città alle date del 4 febbraio e del 4 agosto, e così via.

   Ricordo anche che all'equatore il Sole tramonta e sorge sempre alla stessa precisa ora. Se si considera l'ora astronomica del luogo in cui ci si trova, il sole sorge alle ore 6 e tramonta alle ore 18. Questi valori possono cambiare anche notevolmente, è ovvio, se si usa per il calcolo l'ora ufficiale osservata in quella Nazione, ma rimangono costanti la durata dell'illuminazione solare e il periodo di notte, ambedue di dodici ore ciascuno, e per tutto l'anno.

   Per essere precisi, a causa della rifrazione dei raggi solari da parte dell'atmosfera, il sole sorge un po' prima delle 6 e tramonta un po' dopo le 18, perché la sua immagine la vediamo sopra l'orizzonte, proprio a causa della deviazione prodotta dalla rifrazione, anche se effettivamente il disco si trova sotto la linea dell'orizzonte.

   I CIRCOLI POLARI
   Mentre i due tropici si trovano a 23° 27' a nord e a sud dell'equatore, i due circoli polari si trovano alla stessa distanza angolare dai due rispettivi poli. Facendo poi la differenza fra 90° e 23°27', otteniamo la latitudine di questi due caratteristici paralleli: 66°33'.

   Questo, avrete notato, è lo stesso valore dell'angolo che viene formato dall'asse terrestre e dal piano dell'eclittica.

   I due circoli racchiudono, come si è detto, le due calotte polari, al centro delle quali si trovano i poli. Nell'area occupata dalle due calotte, e solo entro quest'area, si puo' osservare il fenomeno del "sole di mezzanotte". Esso consiste nel fatto che il punto geografico considerato, che si trova nella calotta, rimane sotto i raggi del sole per ventiquattro ore consecutive, e così per diversi giorni: il periodo varia con la latitudine. Un giorno soltanto al circolo polare, sei mesi di seguito al polo, e tutta una serie di valori intermedi fra questi due luoghi.

   Un osservatore nota che il sole scende sempre più verso l'orizzonte e, a mezzanotte, raggiunge il punto ad esso più vicino, per poi risalire lentamente, nel corso delle ore, fino a raggiungere il punto più alto al momento del mezzogiorno. Il sole di mezzanotte si osserva, evidentemente, guardando verso il nord, nella calotta artica, e guardando verso il sud in quella antartica.

   Alcuni erroneamente pensano che il sole visibile a mezzanotte, subito dopo si tuffi sotto l'orizzonte, ed inizi così una breve notte. Tutt'altro. Il sole non tramonta mai, ed una luce debole ma continua avvolge i panorami caratteristici delle regioni polari.

   Anche qui, come per l'equatore, gioca il fenomeno della rifrazione, per cui i raggi solari, penetrando nella nostra atmosfera, vengono deviati, e fanno apparire il disco solare sopra l'orizzonte anche quando, in effetti, esso è già, geometricamente, al di sotto. Da ciò ne consegue che il fenomeno del sole di mezzanotte si puo' osservare anche in una sottile fascia attorno alla calotta polare, in altre parole ad una latitudine un po' minore di 66°33'.

   LE ZONE TEMPERATE. LE STAGIONI
   In queste due fasce, delimitate ognuna da un Circolo Polare e da un Tropico, non possono avvenire i due fenomeni (Sole di mezzanotte e Sole allo zenith).

   L'inclinazione dell'asse terrestre sul piano dell'eclittica provoca anche, come tutti sanno, le stagioni e la diversa durata dell'illuminazione solare nei vari mesi dell'anno. In estate, alle nostre latitudini, il Sole sorge alle 4 e tramonta alle 20; d'inverno sorge alle 8 e tramonta alle 16 (circa).

   Le stagioni sono prodotte da due fatti: 1) la diversa durata di illuminazione e di buio durante le 24 ore, a seconda del periodo dell'anno; 2) la circostanza che il Sole durante il suo cammino apparente s'innalza sopra l'orizzonte poco d'inverno e molto d'estate. Quando è basso sull'orizzonte i suoi raggi, poiché attraversano un molto maggiore spessore di atmosfera, giungono sulla superficie deboli e poco calorifici, mentre d'estate, cadendo quasi verticali, verso il mezzogiorno, attraversano molta meno atmosfera, e sono "filtrati" molto di meno.

   Inoltre uno stesso fascio di raggi, se cade dall'alto illumina e riscalda una porzione di suolo più ristretta di quanto avvenga se cade sulla superficie terrestre in direzione obliqua. In questo caso la superficie riscaldata è molto maggiore, e perciò ogni suo punto viene riscaldato e illuminato in minor misura.



   Parlando dell'equatore, occorre aggiungere che questa linea così famosa possiede un'altra strana caratteristica, anche se quasi del tutto inavvertibile.

   A causa della rotazione terrestre, una persona che si trova sull'equatore percorre circa 40.000 km in 24 ore, cioè possiede una velocità, girando assieme alla Terra, più di qualunque altra persona che si trovi fuori dall'equatore.

   Chi si trova più a nord, percorre, per esempio, 25.000 km in un giorno, un altro, ancora più a nord, ne percorre 13.000. Al polo nord non ne percorre nemmeno uno, perché "gira su se stesso"! Da ciò ne deriva che chi si trova all'equatore è sottoposto alla massima forza centrifuga che si possa avere sulla Terra - perché lungo quella linea la velocità è massima.

   Conseguenza: all'equatore si pesa un po' di meno che stando in altri punti della Terra. Il peso, che non è altro che la forza con cui la Terra ci attrae verso il suo centro, è diminuito dalla forza con cui siamo spinti verso l'esterno, a causa del movimento di rotazione - la forza centrifuga.

   Lo stesso principio per cui la Luna, finchè gira attorno alla Terra, non cade su di essa; e così tutti i satelliti lanciati dall'uomo. Girano nelle loro orbite così velocemente da essere sottoposti continuamente ad una forza centrifuga che è uguale nel valore, ma opposta nella direzione, rispetto a quella di attrazione verso la Terra.

Vito La Colla


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