5. Le problematiche cartografiche
Il lavoro teorico presentato nei paragrafi precedenti deve trovare la sua materializzazione sulle carte nautiche per poter essere verificato e rispettato dai naviganti.
La cartografia teorica ci offre una serie di proiezioni che permettono di conservare solo alcune caratteristiche della superficie terrestre per cui il primo problema è la sua scelta. Infatti, non è possibile riprodurre fedelmente una superficie sferica senza distorsioni. Le principali distorsioni da tener conto sono distanze, superfici e direzioni. Le proiezioni sono conformi quando mantengono la sagoma delle corrispondenti aree della superficie terrestre, ma non le dimensioni. Le proiezioni, invece, sono equivalenti quando deformano gli angoli. Per demarcare i confini marittimi sono auspicabili le proiezioni conformi che assicurano precise misure di angoli, distanze e direzioni.
Le proiezioni che si utilizzano a questi fini sono la Mercatore (utilizzabile per zone nella fascia equatoriale o per zone poco estese in latitudine), la Lambert (utilizzabile per zone molto vaste), la Trasversa di Mercatore (utilizzabile per cartografia alle scale medio-grandi in un'ampiezza di 6° lungo un meridiano, permette la costruzione di un reticolo chilometrico), la Stereografica (utilizzabile per le regioni polari oltre il parallelo 60°). Per quanto riguarda la scala quella ottimale dovrebbe essere 1:50000.
Spesso le delimitazioni richiedono il tracciamento di segmenti come nel caso della linea di base diritta. I principali tipi di segmenti che uniscono due punti sono: geodetica (linea di minor distanza), l'ortodromica (arco di cerchio massimo che coincide con la geodetica se la Terra fosse perfettamente sferica), la lossodromica (linea che taglia i meridiani con lo stesso angolo) e arco di cerchio minore (p. es. i paralleli). Per scopi giuridici si consiglia l'utilizzo della geodetica.
L'unità di misura delle distanze è il miglio nautico internazionale (mn) pari a 1852 m, mentre l'unità di superficie è il miglio nautico quadrato equivalente a 3.43 km².
Definita la proiezione e la scala a seconda delle esigenze, il definitivo disegno della carta dipende dalla scelta dell'Ellissoide che è una superficie matematica (nella realtà non esiste) che approssima nel miglior modo possibile il geoide, ossia un'approssimazione gravitazionale della superficie terrestre. Ovviamente, vi sono tanti Ellissoidi, quasi uno per nazione. Quindi, diventa opportuno in fase di accordo utilizzare lo stesso Ellissoide o definire con esattezza le formule che permettano il passaggio dall'uno all'altro. Sull'Ellissoide deve essere definito un Datum geodetico o orizzontale che definisce la base per il sistema di coordinate ed un Datum verticale per la misura del livello del mare.
Sulla cartografia nautica, però, viene assunto come Datum verticale il piano al di sotto del quale è raro che scenda la superficie marina a causa delle maree (chart datum). Ogni Ellissoide ha, infatti, il punto di origine in quel luogo dove la superficie matematica coincide con un punto del geoide. L'avvento dei satelliti a scopi geodetici ha permesso di costruire un sistema a livello terrestre. Attualmente il sistema in uso è chiamato WGS 84 ed ha l'origine degli assi spaziali nel centro di massa della Terra, comunque è in corso la sua nuova versione chiamata GGD (Global Geodetic Datum).
In genere sulle carte la linea di costa riportata è quella in fase di alta marea e viene riportata quella in fase di bassa marea allorquando la differenza sia cartograficamente evidente.
Per quanto riguarda il disegno delle linee frontali in caso di Stati contrapposti (fig. 8) e di linee laterali in caso di Stato adiacenti (fig. 9), si utilizzano i termini di linea di equidistanza e mediana. In generale la prima definisce il luogo dei punti equidistanti dai punti più vicini della linea di base normale o/e diritta, mentre la seconda può coincidere con la prima, ma può essere disegnata con altri criteri come la superficie o tenendo conto dell'"effetto" di isole. In definitiva, la linea di equidistanza è una costruzione geometrica, mentre la mediana è una costruzione geometrica corretta da un negoziato diplomatico. La linea di equidistanza è statisticamente quella più usata. Comunque, è bene precisare che l'esperienza fa emergere l'inesistenza di un metodo generale e nel tracciare le linee si devono tener conto anche di elementi totalmente estranei agli aspetti puramente tecnici.
Con la presenza delle isole la situazione si complica anche se sono state considerate come terraferma. Infatti, anche una piccola isola o, addirittura, la costruzione di un'isola artificiale, poteva creare ingiustizie evidenti. Per questo motivo in un arbitrato una sentenza decretò che in alcuni casi le isole fossero tenute sì in conto, ma con un peso minore (semi-effetto). Comunque, non è possibile definire regole generali. Un caso di questo tipo si ebbe con le isole italiane di Pantelleria, Lampedusa e Linosa al momento di definire la spartizione della piattaforma continentale con la Tunisia visto che si trovano quasi a ridosso alle coste di quello Stato.