Il transito del 1769
Le esperienze acquisite durante il transito del 1761, servirono a migliorare i metodi d'osservazione per quello successivo, certamente più favorevole perché più centrale del precedente e con un effetto della parallasse assai più sensibile.
Di nuovo, le maggiori istituzioni scientifiche europee, l'Accademia di Parigi, la Royal Society, le Accademie di Stoccolma e Pietroburgo, diedero l'impulso a spedizioni che garantirono una buona copertura delle principali fasi del fenomeno.
La Royal Society, nel novembre 1767, nominò un comitato scientifico con il compito di organizzare le osservazioni del passaggio. Esso dispose di inviare tre gruppi di osservatori, due in prossimità del circolo polare artico e un terzo nelle isole del Pacifico. A queste tre grandi spedizioni si aggiunsero quelle di Bayley a Capo Nord e di Dixon all'isola norvegese di Hammerfest. Con una petizione a re Giorgio III, il comitato richiese un consistente aiuto finanziario, subito concesso, per una spedizione nei Mari del Sud.
Fu subito acquistata una nave, rinominata Endeavour, per la circumnavigazione del globo e l'osservazione del transito nell'Oceano Pacifico e nominato il comandante, il tenente di vascello Cook (1728-1779). Da parte sua, la Royal Society, nella stessa riunione, conferì a Green, assistente di Maskelyne a Greenwich, l'incarico di astronomo ufficiale della spedizione. Un francobollo commemorò tale spedizione (fig. 4).
In Francia, dopo il successo del mappamondo di Delisle del 1761, Lalande decise di disegnarne uno analogo per il transito del 1769 e Pingré spronò i colleghi svedesi, danesi e russi a recarsi, ancora una volta, in Lapponia o a Torneå nel golfo di Bothnia, dove il transito sarebbe durato 5h 55m, "senza farsi sfuggire l'occasione d'osservare un fenomeno così importante".
Sempre su iniziativa di Pingré fu fatta richiesta alla corte di Madrid di poter inviare una spedizione francese in California, affidata al ben noto abate Chappe glorioso reduce dell'osservazione in Siberia del precedente transito.
L'Accademia delle Scienze di San Pietroburgo, organizzò tre spedizioni, capeggiate da Roumouski, dallo svizzero Mallet e da Pictet.
L'astronomo imperiale, il gesuita Hell, su invito della corte danese, si recò all'isola di Wardhus, nella parte più settentrionale del continente europeo. Infine, Planman, dell'Accademia delle scienze di Stoccolma collocò il suo piccolo osservatorio di fortuna a Cajanebourg in Finlandia.
Nei principali paesi europei, Francia, Inghilterra, con esclusione della Spagna e dell'Italia (dove il primo contatto esterno era avvenuto con il Sole sotto l'orizzonte), fu possibile osservare solo il secondo contatto di Venere, con il Sole ormai prossimo al tramonto.
Si stima che questo transito abbia coinvolto 150 astronomi in 77 stazioni diverse, sparse in ogni angolo del globo.
Al fine della determinazione della parallasse, le osservazioni più importanti furono quelle di Hell e Planman nell'estremo nord europeo, Chappe in California, Dymond e Wales nell'America del nord e Cook, Green e Solander a Tahiti.
Come abbiamo già ricordato, la Royal Society aveva acquistato la nave Endeavour per un viaggio di esplorazione intorno al mondo, al cui comando fu nominato Cook. Dopo lunghi preparativi, l'Endeavour salpò dall'Inghilterra il 26 agosto 1768 con 70 uomini di equipaggio.
Durante tutto il mese che precedette il transito, Green portò avanti una complessa serie di osservazioni astronomiche per verificare il funzionamento degli orologi e per determinare la latitudine e la longitudine di Fort Venus, la località fortificata dalla quale furono eseguite le osservazioni. Nei mesi successivi, Cook scoprì le Isole dell'Ammiragliato, poi quelle che, in onore della Royal Society chiamò Society Islands. Infine, circumnavigò la Nuova Zelanda e sbarcò in Australia.
Purtroppo subito dopo, a bordo dell'Endeavour scoppiò il colera e fu un'autentica ecatombe.
Lo scalo a Batavia fu quasi fatale a causa dell'acqua infetta di cui fecero provvista. L'equipaggio, decimato dalla dissenteria, perse alcuni dei suoi migliori uomini e anche Green morì tra sofferenze atroci.
L'arrivo dell'Endeavour in Inghilterra fu accolto con incredulità perché si riteneva ormai certa la sua perdita in una qualche tempesta nei Mari del Sud.
I calcoli eseguiti con il metodo di Halley, facendo uso delle cinque osservazioni complete di Chappe, Dymond e Wales, Green e Cook, Planman e Hell, secondo Lalande, portano ad un valore medio della parallasse solare di 8.5", che lui ritenuta, "incontestabilmente" (come ironizzò Pingré), la misura più vicina al vero. Pingré era però in totale disaccordo con le conclusioni di Lalande che riteneva affette da un errore di almeno 0.3".