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  IL MONDO » TRANSITO DI VENERE 2004

   Il transito di Venere del 1882

   Il transito del 1882 fu, ancora una volta, sfavorevole per l'Europa, dove si sarebbe visto solo l'ingresso di Venere al tramonto del Sole. La totalità interessò l'Oceano Pacifico, a partire dalle coste occidentali dell'America settentrionale (California e Messico) e al largo dell'America meridionale, fino alla Nuova Zelanda ed oltre i 68° di latitudine australe. La prima località terrestre da dove si vide l'entrata di Venere si trovava a sud del Madagascar, l'ultima a nord-ovest della California. L'uscita di Venere fu vista per prima nel sud del Messico e l'ultimo a sud-ovest delle isole della Sonda.

   Dal punto di vista della determinazione della parallasse attraverso le osservazioni dei contatti, il transito del 1882 fu meno vantaggioso del precedente. Nel 1874, infatti, si ebbe una differenza massima della durata del passaggio che raggiunse i 26 m. Nel 1882, invece, fu ridotta a 16 m.

   La conferenza internazionale di Parigi del 1881, indetta per la preparazione, a livello internazionale, del transito dell'anno successivo ed alla quale l'Italia non partecipò, aveva espresso parere sfavorevole all'impiego della fotografia dopo le non felici esperienze, in particolare delle missioni inglesi, del precedente transito del 1874.

   Quasi tutti i Paesi interessati alle spedizioni si adeguarono, con l'esclusione della Francia e degli Stati Uniti che rispolverarono i fotoeliografi impiegati nel precedente passaggio.

   Gli undici Paesi che parteciparono alla conferenza, si impegnarono tutti nell'approntare delle stazioni astronomiche per l'osservazione del transito: l'Argentina, con due stazioni, il Brasile con 5, la Francia con 10, la Germania con 3, la Gran Bretagna con 9, la Spagna con 2. Cile, Danimarca, Olanda, Messico e Portogallo con 1. Nessuna informazione era invece pervenuta dagli Stati Uniti, dall'Austria e dall'Italia, che non avevano partecipato ai lavori della Conferenza.

   A causa del maltempo, le osservazioni del transito del 1882 in Italia furono abbastanza povere di risultati.

   A Milano, il cielo era nuvoloso e Schiaparelli, Celoria e Rajna attraverso piccoli cannocchiali, videro il pianeta quando già in parte si trovava sul Sole.

   Il primo a pubblicare i risultati dei calcoli della parallasse solare, ricavati dalle osservazioni di questo transito, fu il belga Houzeau, che trovò p = 8.911", ossia la distanza media Terra-Sole pari a 23147 raggi terrestri, con un errore probabile di 218 raggi terrestri, pari ad un errore di circa 1 milione di chilometri su 147 milioni. Risultati analoghi furono pubblicati da molti altri astronomi di diversa nazionalità.


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