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LA LINEA DEL CAMBIAMENTO DI DATA
L'Oceano Pacifico, dove si trovano, sparpagliate, le isole che compongono
l'Oceania, è tagliato in due parti, da nord a sud, da questa strana linea
zigzagante, la Linea Internazionale del Cambiamento di Data. Questa Linea dovrebbe
coincidere con il 180° meridiano, l'opposto del meridiano 0, quello che
passa da Greenwich, ma vi sono molte deviazioni, per evitare che la linea
(attraversando la quale è obbligatorio cambiare la data - un giorno in più
o un giorno in meno, a seconda della direzione) tagli in due parti
arcipelaghi appartenenti alla medesima Nazione. Si creerebbero, è intuitivo
immaginarlo, complicazioni pratiche e, soprattutto, di carattere
giuridico-amministrativo.
Le isole Aleutine, che appartengono all'Alaska (U.S.A.), formano una
lunga collana, che si protende dalla
penisola, che si chiama pure Alaska, verso ovest. Per evitare di tagliare
questa lunga serie di isole, la Linea devìa, come ha già fatto poco più a
nord, nel caso dello Stretto di Bering (con le due isole Diomede,
appartenenti una alla Russia e l'altra agli Stati Uniti, e su cui c'è un
lungo riferimento nel capitolo "curiosità" relative all'Asia). Arrivata
all'Equatore, in corrispondenza dell'arcipelago di Kiribati, questa "linea
magica" devia bruscamente ad est, per circa
3.000 km, e poi torna sui suoi passi, attratta dal suo meridiano di
riferimento, il 180°.
Nel tratto in cui, da pochi anni, la Linea coincide con l'Equatore - a
seguito della deviazione verso est - si passa contemporaneamente, per
esempio, dall'emisfero australe a quello boreale e da giovedì a mercoledì!
Gli Stati insulari di Kiribati, Tuvalu, Figi, Tonga, Salomone e Nauru,
assieme a qualche altro, stanno nella zona temporale ad
ovest, quella "con un giorno dopo"; questo, anche se alcuni di essi si
trovano ad est del 180° meridiano. Poi, più a sud, vicino alla Nuova
Zelanda, la Linea "spazio-temporale", in prossimità delle Isole degli
Antipodi, torna ad identificarsi con il famoso meridiano più volte citato,
sino ad arrivare in Antartide.
E' forse il caso di spiegare brevemente la necessità, riconosciuta nel
secolo Diciannovesimo, di istituire questa Linea convenzionale, per
evitare equivoci e confusioni varie. Se, ad esempio, sono le ore 17 di
domenica a Roma, in quel preciso istante saranno le 19 a Mosca e le ore una
a Tokio. Ma anche, guardando dall'altra parte, sono le ore 16 a
Lisbona, le undici di domenica mattina a New York e le otto del mattino a
San Francisco, sul Pacifico. Continuando, si arriva all'una di notte a
Tokio.
Ma, di quale giorno? L'una di notte precedente le otto del mattino a San Francisco, e perciò
domenica? Oppure l'una di notte di lunedì?
Per dirimere le controversie e la confusione che derivavano da questa
situazione si è stabilito di fissare una linea convenzionale, attraversando
la quale si cambia giorno - mentre l'ora rimane suppergiù la stessa - e stabilendo
altresì che, se ci si sta dirigendo verso ovest, attraversando questa linea
si va nell'indomani, mentre attraversandola verso est si torna nello ieri. Strano,
ma vero...
BANDIERE
Diversi Stati, ex possedimenti inglesi, poi passati allo status di membri
del Commonwealth, alcuni dei quali mantengono come capo dello Stato il
sovrano del Regno Unito, hanno vessilli nazionali nei quali campeggia, in
alto a sinistra, accanto all'asta, la bandiera della Gran Bretagna (l'Union
Jack). Australia, Nuova Zelanda, Tuvalu, Figi sono i quattro Stati; i primi
tre hanno anche, sul drappo, un altro simbolo che rappresenta l'Emisfero
Australe nel quale si trovano: la costellazione della Croce del Sud, più o
meno schematica. Com'è noto, la stella Polare si scorge solo dal nostro
emisfero boreale. Il Polo Sud celeste è collocato, nel firmamento australe,
accanto alla Croce del Sud; perciò questa costellazione così caratteristica
è diventata l'emblema di molte Nazioni, grandi e piccole, che popolano
l'Australia-Oceania. Di questi quattro Paesi l'Australia è lo Stato più
grande in tutto il continente,
mentre Tuvalu è il più piccolo, subito dopo Nauru (che è la più piccola
repubblica del mondo). 21 kmq Nauru, 24 Tuvalu.
Ma, mentre Nauru è un'isoletta tutta sola, Tuvalu è composta da nove
piccolissimi atolli, dai nomi esotici che più esotico non si puo':
Nanumanga, Vaitupu, Nukufetau, Funafuti, Nukulaelae e Niulakita sono i nomi
più strani.
Undicimila abitanti in ambedue i piccolissimi Stati sovrani che, a questo
punto, possono proprio definirsi gemelli.
Lo Stato di Salomone, pur avendo come capo di Stato il sovrano
britannico, non ha voluto, però, sul suo vessillo l'emblema del Regno Unito.
La bandiera di Nauru descrive con il suo disegno la collocazione
geografica dell'isoletta. Su uno sfondo blu scuro si vede, al centro una
linea gialla, piuttosto spessa, che simboleggia l'Equatore. Subito sotto
una bianchissima stella rappresenta Nauru, che è posta proprio a una
cinquantina di chilometri a sud dell'Equatore. » Vedi Bandiera
C'è un altro esempio di bandiera nazionale sulla quale viene
rappresentata la posizione geografica dello Stato, anzi addirittura la
cartina, la forma del Paese. Si tratta di uno Stato asiatico, che viene
considerato, chissà perchè, europeo (presto farà parte dell'Unione
Europea): la repubblica di Cipro, sul cui vessillo campeggia la
caratteristica forma dell'isola del Vicino Oriente.
La Croce del Sud appare anche su altri vessilli, come quelli di Samoa,
Papua-Nuova Guinea, Salomone, Micronesia.
Una delle bandiere più belle e fantasiose è quella di Kiribati, Stato
posto esattamente ad est di Nauru (ma a duemila chilometri di distanza...) e
per il quale, come abbiamo visto, la Linea del Cambiamento di data si sposta
vistosamente e bruscamente verso est, ricalcando l'Equatore. Com'è il vessillo? Mare agitato con onde bianche e azzurre, cielo rosso,
su cui si staglia un sole giallo che sorge, sopra il quale un uccello pure
giallo vola verso sinistra.
LA NUOVA ZELANDA
Ci è sempre stato detto, fin dai banchi di scuola, che questo Paese si
trova agli antipodi dell'Italia - oltre che ad assomigliare vagamente allo
Stivale, ma sottosopra - ed invece, ad un attento esame, la Nuova Zelanda è
posta agli antipodi della Spagna e del Portogallo. Ai nostri antipodi c'è
solo il mare aperto, l'Oceano Pacifico meridionale, tra l'altro privo di
isole o isolette. Le sole isole vicino a quello specchio d'acqua sono le
Isole Chatham, che appartengono alla Nuova Zelanda, e che si trovano,
approssimativamente, agli antipodi della cittadina francese di Millau,
duecento chilometri a sud di Clermont-Ferrand. Più ad oriente, in Europa,
le località hanno come antipodi punti ricadenti nell'Oceano Pacifico.
Da calcoli che ho fatto anni fa, la città neozelandese di Palmerston
North (75.000 abitanti) si trova esattamente agli antipodi della cittadina spagnola,
molto più piccola e vicina a Madrid, che ha nome "San Martin de
Valdeiglesias".
Il gruppo di isolotti chiamati "Antipodes Islands", a 900 km. ad est
della punta più meridionale della Nuova Zelanda, si trova quasi agli
antipodi della cittadina francese chiamata Isigny, sulla costa della
Manica, a pochi chilometri ad ovest di Le Havre. Probabilmente il nome è
stato dato loro perchè il minuscolo arcipelago si trova ad una settantina di chilometri
dal meridiano 180°, e ad una latitudine molto vicina a quella della
cittadina inglese (Greenwich) che ha l'onore di avere stabilito, nel 1883,
il punto per il meridiano origine di tutti gli altri: quello ZERO. Pertanto,
forse sono considerate il punto di terraferma più vicino all'antipodo di
Greenwich.
La forma della Nuova Zelanda, solo 30.000 kmq più piccola dell'Italia, e
con quattro milioni di abitanti, richiama alla mente, curiosamente, lo
Stivale, rovesciato sia da nord a sud, che da est ad ovest. Sicchè, se
fosse esattamente agli antipodi dell'Italia, ricalcherebbe specularmente le
coste italiane (le dimensioni sono abbastanza simili).
Il
Paese è diviso in due grandi isole, separate dallo
stretto di Cook, all'altezza che corrisponderebbe, da noi, alla Campania.
La nostra Calabria ha, come corrispettivo, la penisola nord-occidentale,
che termina con "Capo Nord". Una lunghissima spiaggia, perfettamente
dritta, situata sulla sottile punta estrema di questa penisola, si chiama
"Spiaggia delle Novanta Miglia". Più a nord, le isole "dei Tre Re", mentre,
ad est di questa penisola terminale, delle isole meno fortunate: "Isole dei
Poveri Cavalieri". Accanto, altre isolette dai nomi buffi: "Gallina e
polli" (forse è meglio tradurre "Chioccia e pulcini") o Doubtless
(Certezza).
L'Isola del Nord ha le coste piuttosto frastagliate, con rientranze e
golfi molto articolati, tipo fiordi. In un punto dell'isola la larghezza
del territorio si riduce a dieci chilometri, e proprio in corrispondenza
della città più popolosa del Paese, Auckland.
A proposito, per chi ha letto il bellissimo libro di Verne "L'isola
misteriosa", seguendo le coordinate indicate nel romanzo, quest'isola
creata dalla fantasia dello scrittore francese si sarebbe trovata a 3.400
chilometri esattamente a est di Auckland, in pieno Oceano e fuori dalle
rotte abituali ottocentesche (ecco perchè nessuna nave vi passava...).
AUSTRALIA
L'Australia, per non essere considerata un'isola del continente Oceania,
ma essa stessa un continente, deve avere, secondo me, il suo nome incluso
nella denominazione del Quinto Continente (AUSTRALIA-OCEANIA). Se fosse
stata considerata un'isola - quale, secondo le definizioni più precise, in
effetti è - sarebbe stata di gran lunga l'isola più grande del mondo, tre
volte e mezzo più ampia della Groenlandia. Risulta tagliata a metà dal
Tropico del Capricorno, ed è abitata soprattutto sulle coste.
Poichè, nella parte centro-occidentale, il territorio interno è
pressocchè desertico (Gran Deserto Sabbioso, Deserto Gibson, Gran Deserto
Victoria, Deserto Tanami) i confini che dividono in questa area gli Stati
che compongono la Federazione sono perfettamente rettilinei, come in alcuni
degli Stati Uniti, e ricalcano, ovviamente, meridiani e paralleli. Il più grande di
questi sei Stati, l'Australia Occidentale, che da sola occupa quasi un
terzo del territorio di tutto il Paese, è separata da un altro Stato
(Australia Meridionale) e da uno dei tre Territori (il Territorio del Nord)
da una linea lunga circa 1.900 chilometri, da Eucla, piccolo centro sulla
costa della Grande Baia Australiana, su su fino al Golfo Giuseppe
Bonaparte, ricalcando il 129° meridiano. Così avviene, anche se in maniera
non così clamorosa, per il Territorio del Nord e per l'Australia
Meridionale.
La capitale australiana non è Sydney, o Melbourne, come molti pensano;
bensì la città di media grandezza di nome Canberra, con 333.000 abitanti,
situata in un apposito Territorio (A.C.T. = Australian Capital Territory)
ampio solo 2.400 kmq. Un po' come capita per il District of Columbia, negli
U.S.A., dove ha sede Washington; oppure come nel caso del Distrito Federal
del Messico e dell'Argentina.
Del continente Australia-Oceania fa pure parte la grandissima isola della
Nuova Guinea, al secondo posto nel mondo per estensione. Dalla forma
strana, che ricorda quella di un goffo uccello in bilico sul suo trespolo,
è divisa in due parti, da una linea che percorre anch'essa, in massima
parte, un meridiano. La zona ad ovest appartiene ad uno Stato asiatico, uno
dei più popolosi - l'Indonesia - e si chiama Irian Jaya, cioè Irian
Occidentale. Il capoluogo è Jayapura, e gli abitanti sono quasi due milioni.
Questa parte dell'isola è estesa kmq. 412.781. La parte orientale, invece,
ampia kmq. 372.219, è, da sola, uno Stato indipendente, la Papua-Nuova
Guinea, con capitale Port Moresby e quattro milioni e mezzo di abitanti.
Questo è uno dei tanti casi di Stati che appartengono ad un continente,
ma che hanno una parte del loro territorio in un continente adiacente.
Stati Uniti (le Hawaii), Turchia (la Tracia), Grecia (numerose isole lungo
la costa asiatica della Turchia), Spagna (le Canarie più Ceuta e Melilla),
Italia (isole Pelagie), Egitto (Sinai). La Russia è un caso clamoroso,
poichè la massima parte del territorio si trova in Asia, mentre la parte
più piccola, ma più popolata e avanzata economicamente, è in Europa.
Vito La Colla
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