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Vesuvio: risveglio imminente?

Il Vesuvio al giorno d'oggi   Non è di certo un mistero, nè tantomeno un'esagerazione, che il Vesuvio venga considerato uno dei vulcani più pericolosi dell'intero Pianeta.

   E' vero che l'ultima eruzione risale ad oltre settanta anni fa, nel corso della Seconda Guerra Mondiale (1944), ma fino ad allora l'attività vulcanica era stata continua ed intensa per più di trecento anni, visto che dal 1631 in poi si sono verificati una cinquantina di eventi eruttivi, con la perdita di diverse vite umane.

   Il fatto che il Vesuvio sia situato in una delle aree più densamente popolate del nostro Paese ne accentua la pericolosità, si tratta poi di un vulcano capace di eruzioni estremamente violente e quindi potenzialmente devastanti per tutto quello che c'è attorno al suo cono, nel raggio di decine di chilometri.

   L'eruzione del 79 d.C., che provocò la distruzione delle città di Ercolano, Pompei, Stabia e Oplontis, fu uno degli eventi vulcanici più importanti degli ultimi millenni; in circa 25 ore venne espulso quasi un milione di metri cubi di materiale, che sommerse di una decina di metri i centri abitati coinvolti, con una nube eruttiva alta ben oltre venti chilometri, secondo le ricostruzioni moderne del catastrofico evento.

   La morfologia del vulcano cambiò radicalmente, passando da una cima piatta alla forma conica con cui si presenta tuttora il Vesuvio; ovviamente venne spazzata via anche tutta la rigogliosa vegetazione che ricopriva la montagna, le sue pendici ed i dintorni.

   Delle sette tipologie di attività eruttiva dei vulcani, due sono strettamente legate al Vesuvio, quella che prende il suo nome, vesuviana, per cui si ha un'esplosione iniziale estremamente violenta che svuota gran parte della camera magmatica e quella pliniana, simile alla precedente, ma ancora più violenta per via del magma molto viscoso ed in cui molto spesso si originano nubi ardenti formate da gas e lava polverizzata, con conseguente parziale o totale collasso dell'edificio del vulcano stesso; questa tipologia di eruzioni prende il nome da Plinio il giovane, che fu testimone dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., e della quale ne descrisse in dettaglio l'evoluzione.

   Il Vesuvio è alto attualmente 1.281 metri e si trova nella parte centro-orientale della città metropolitana di Napoli, ad una quindicina di chilometri dal capoluogo della Campania; dal 1995 è incluso nel territorio dell'omonimo parco nazionale; similmente a quello che accade con l'Etna, verso il centro del cono del Vesuvio convergono i territori di 5 comuni, Ercolano, Torre del Greco, Trecase, Boscotrecase e Ottaviano.

   Ci auguriamo che lo stato di quiescenza in cui si trova il Vesuvio possa perdurare a lungo; ma è altresi indubbio che il pericolo di una sua eruzione sia molto reale, ragione per cui viene costantemente studiato e monitorato.