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Golfo Persico: un mare strategico

GOLFO PERSICO IN SINTESI

Superficie 251.000 Km²
Volume 8.780 Km³
Profondità media 50 m
Profondità massima 90 m
Continente Asia
Oceano Indiano
Fiumi principali Tigri ed Eufrate (Shatt al-Arab), Karun
Isole maggiori Qeshm, Bubiyan, Bahrein
   Il Golfo Persico è un mare marginale dell'Oceano Indiano nel cuore del Medio Oriente, caratterizzato da una bassa profondità e dal restringimento nella sua parte più orientale verso lo Stretto di Hormuz, che lo collega al Golfo di Oman.

   Sul golfo si affacciano ben 8 Paesi, in una zona ad alta tensione ed instabilità geopolitica, dovuta all'altissima concentrazione di greggio e gas naturale, che corrispondono rispettivamente a circa il 50% ed il 40% di tutte le riserve mondiali. Quasi tutto il petrolio estratto passa dallo Stretto di Hormuz, controllato a nord dall'Iran ed a sud dall'Oman, con l'exclave di Musandam.



   Caratteristiche geografiche

   La superficie complessiva del Golfo Persico è di 251.000 Km², mentre il volume è di appena 8.780 Km³, poichè la profondità media è di soli 50 metri (90 metri quella massima, presso lo Stretto di Hormuz). Lungo quasi 1.000 chilometri ha una larghezza che varia fra i 200 ed i 300 chilometri.

   Conosciuto anche come Golfo Arabico, ha una salinità superiore all'Oceano Indiano, sia per via della forte evaporazione dovuta alla bassa profondità ed alla sua posizione geografica, in una delle zone più calde del Pianeta, che per lo scarso apporto di acqua dolce, che giunge in prevalenza nella sua parte nord-occidentale, coi fiumi Tigri, Eufrate e Karun.

   La sponda occidentale nella Penisola Arabica è piatta e desertica, con fondali molto bassi che col tempo stanno avanzando verso il mare, mentre la sponda orientale iraniana è alta e frastagliata, con la catena dei Monti Zagros che corre parallela alla costa. Sul lato occidentale sono presenti delle barriere coralline, sempre più minacciate dal riscaldamento globale e dall'inquinamento causato dalle attività petrolifere.

   Il ricambio di acqua dall'Oceano Indiano è molto lenta, a causa dello Stretto di Hormuz, il che contribuisce ulteriormente all'aumento della salinità, che da alcuni decenni è influenzata inoltre dalla presenza di diversi desalinizzatori nei Paesi Arabi.

   La temperatura superficiale delle acque del Golfo Persico può raggiungere i 35-36° C in estate, la misurazione più alta che si registra in un mare aperto.

Paesaggio dell'Isola di Hormuz


   I Paesi affacciati sul Golfo Persico

   L'Iran è lo Stato con lo sviluppo costiero più lungo sul Golfo Persico, con poco più di 1.500 chilometri, corrispondenti a tutta la sponda orientale e ad alcune isole, in particolare quella di Qeshm, la più grande di tutto il golfo, e l'isola di Hormuz, che da il nome all'importantissimo stretto. Nessuna grande città iraniana si affaccia sul Golfo Persico, a causa della barriera naturale dei Monti Zagros, ma città come Bandar Abbas e Bushehr hanno una rilevanza strategica notevole, al pari delle isole già citate.

   L'Iraq ha solo 58 Km sul Golfo Persico, che però sono fondamentali, in quanto sono l'unico sbocco sul mare del Paese, coi porti costruiti più all'interno perchè la costa è fangosa e paludosa.

   Il Kuwait ha invece uno sviluppo costiero di circa 500 Km, con la stessa capitale bagnata dalle acque del Golfo Persico, ma in posizione leggermente riparata, nella Baia di Kuwait.

   Proseguendo verso sud abbiamo poi l'Arabia Saudita, con 560 Km di costa, ma col maggiore Paese arabo che può contare anche su una fascia costiera più lunga ad ovest, sul Mar Rosso. La città di Dammam, con il relativo porto, è collegata alla capitale Riyadh tramite una ferrovia, che garantisce un transito delle merci più agevole verso le aree interne del territorio.

   A breve distanza dalle coste saudite si trova il piccolo Stato insulare del Bahrein, collegato alla penisola arabica da un imponente ponte stradale.

   Abbiamo poi la penisola del Qatar, con la sua capitale Doha affacciata sulle sponde occidentali del golfo ed uno sviluppo costiero pari a quello dell'Arabia Saudita.

   Gli Emirati Arabi Uniti, con 730 Km totali di costa, occupano la parte sud-orientale del golfo, con sia la capitale Abu Dhabi che Dubai situate lungo la fascia costiera, con quest'ultima che è oggi la città più famosa e popolata dell'intero Golfo Persico.

   Infine con soli 100 Km di costa, ma estremamente strategici perchè posti sullo Stretto di Hormuz, c'è l'Oman, che ha una parte di territorio distaccata dal resto del Paese, l'exclave di Musandam, con coste molto frastagliate da dove si può vedere l'Iran, in giornate di cielo terso.

Skyline di Dubai negli Emirati Arabi Uniti


   Lo Stretto di Hormuz

   Golfo Persico e Golfo di Oman, da dove si accede all'Oceano Indiano, sono collegati fra di loro dallo Stretto di Hormuz, un tratto di mare di estrema importanza, dato che tutte le navi che escono dal golfo devono transitare da qui, su due corridoi ampi poco più di 3 chilometri in gran parte nelle acque territoriali dell'Oman, ma con le 3 isole di Abu Musa, Grande Tonb e Piccola Tonb, tutte appartenenti all'Iran, a fare da sentinelle.

   A differenza del Golfo Persico si hanno coste frastagliate su entrambi i versanti, con numerose penisole ed isole, tra cui Qeshm, la più estesa di tutto il Golfo Persico, e Hormuz, entrambe in Iran.

   La distanza minima fra le due coste è di 39 chilometri, fra l'isolotto omanita di Jazirat Salamah e l'isola iraniana di Larak, mentre la distanza fra Qeshm e le coste dell'Oman è attorno ai 50-60 Km.

   Nonostante il paesaggio dello stretto sia dominato dalle grandi petroliere che vi passano ogni giorno, nelle sue acque si trova una variegata e ricca fauna selvatica, grazie alle forti correnti ricche di nutrienti, che attirano molte specie acquatiche, quali delfini, balene e tartarughe marine.